Stile Impero nella moda contemporanea

A seguito delle precedenti premesse riguardanti la contemporeaneità della moda nell’Impero romano, non vi sembrerà strano ritrovare elementi di stile Impero in capi di alta moda di stilisti contemporanei.

Il Messaggero riporta un articolo che parla chiaro: i fasti imperiali sono attuali e sempre capaci di suggestionare un pubblico amante dell’arte e della moda.

Un vestito color vinaccio di Grimaldi e Giardina che con pieghe e svolazzi fà onore ai fasti dell'impero romano

Antonio Grimaldi e Sylvio Giardina nella loro collezione autunno-inverno 2010 regalarono ai Mercati di Traiano un connubio di moda, arte e musica. Sul ritmo incessante dei tamburi, sfilarono sette abiti ispirati alla Roma antica: tutto rigorosamente rosso. In questa occasione i panneggi delle tuniche romane furono reinventate e diventarono moderne tute, le stoffe si snodarono e si allungarono negli orli per diventare ora mantello, ora stola avvolgendo i corpi e lasciando le spalle scoperte o le schiene nude.

Il messaggio non sfugge ai nostri occhi: la moda e il lusso a Roma ha un passato glorioso ed un futuro che non ha niente da invidiare ai fasti imperiali.

Dello stesso parere è la stilista Raffaella Curiel:

«Basta con le chiacchiere da comari di cortile. Abbiamo un dovere morale nei confronti del Paese che è in crisi e di tutti coloro che lavorano con noi. Mantengo 400 famiglie e ne sono conscia e responsabile perciò dobbiamo collaborare per rilanciare la nostra arte nel mondo».

Il taglio basic di questo stile intramontabile è realizzato molto spesso con l’orlo che arriva fino a terra: effettivamente sarebbe meglio evitare gli abitini corti che danno uno sconveniente effetto Lolita.

Guardiamo altri esempi:

Nella collezione autunno-inverno 2006/07 Gucci osò con il color oro e argento.

Stile impero romano secondo Gucci, linee morbide, scollature profonde e color oro

Stella McCartney rimase sul classico, con la seta, nel tradizionale colore bianco, aggiungendo tuttavia un tocco di colore blu nella parte del collo.

stella mccartney e lo stile impero: taglio ampio, color argento e bordo del petto in blu scuro
Stravagante e femminile, Calvin Klein giocò con il nero e le trasparenze e con un taglio molto particolare ed eccentrico ma rimandando sempre alla classicità imperiale.

Calvin Klein sceglie per lo stile impero un abito ampio e velato che stringer verso i polpacci
E vi lascio con una sfilata del 2013 di Versace che ripropose la moda stile Impero tutta al maschile.

Per la collezione maschile del 2013 versace sceglie lo stile impero: cinturoni e maniche fino al gomito
Che diciamo? Questi neo gladiatori li bocciamo o li promuoviamo?

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FONTI DELLE IMMAGINI:
http://www.ilmessaggero.it/home_piaceri/moda/la_moda_torna_ai_fasti_imperiali_grimaldi_giardina_ai_mercati_di_traiano/notizie/65774.shtml
http://www.stylosophy.it/articolo/impero-stile-autunno-inverno-2006-07/339/
http://www.pizzadigitale.it/main/versace-fallwinter-2013-2014/

di Monia De Tommaso

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Oscar Wilde e Emmanuel Moire: contemporaneità nell’800 e antichità negli anni 2000

La moda è dentro di noi e ovunque intorno a noi. Ci sono film in costume meravigliosi, altri che si ispirano a mode passate ma le rivisitano con eccentricità e fantasia, altri che commettono piccoli errori iconografici pur facendo scelte costumistiche accattivanti.

Questa sezione conterrà video musicali, curiosità sui costumi dei film, aforismi riguardo la moda femminile.

Sentiti libero/a di lasciare un segno del tuo passaggio: commenta ciò che ti ha colpito o suggerisci nuovi elementi perchè possano nascere nuovi spunti di riflessione in merito all’argomento.

You’re welcome!

Ma passiamo oltre: apro questa rubrica con due elementi interessanti; un aforisma illuminante per cominciare col piede giusto.

O si è un’opera d’arte o la si indossa“. (Oscar Wilde)

Foto di Oscar Wilde siede su una poltrona con il viso poggiato su una mano mentre nell'altra tiene un libroTi lascio con questo stimolante invito: dai un’occhiata a questi fantastici costumi settecenteschi sulle note di Emmanuel Moire – Mon essentiel. Buona visione e buon divertimento.

di Monia De Tommaso

Una piccola riflessione introduttiva

Studiando i diversi volumi di Storia del costume femminile ritornava spesso un concetto fondamentale: la moda è ciclica.
Assolutamente prevedibile dunque è il ritorno di mode passate che sembravano essersi spente ma che in realtà sono risorte anni dopo più vitali che mai dalle loro ceneri.

E se vi dicessi che si può prevedere le mosse degli stilisti? Sembra fantascienza ma non è difficile: basta allenare la capacità di calcolo probabilistico, affinare l’intuito e osservare la storia della moda passata e il gioco è fatto.

Ma sai che figurone? Immagina la scena: sei con le amiche a parlare delle tendenze del momento e nel momento propizio tiri fuori un’esclamazione del tipo: «Ragazze, adesso vanno di moda le scarpe a punta e il tacco a spillo ma posso assicurarvi che nella prossima stagione andranno forte le scarpe dalla punta corta e il tacco quadrato».
Sì, quelle che facevano i piedi corti e le gambe tozze. Ti guarderanno scettiche ma poi, quando le vedranno con i loro occhi nei negozi di tutta la città, sarai incoronata con il titolo di Sua eminenza grigia per il dono di preveggenza che ti attribuiranno.

Prevedere gli stili non è difficile. Basta guardare le mode passate e con che frequenza si ripetono e ricordare che un tempo le mode le dettavano i sarti che lavoravano per le nobildonne che diffondevano un’eccentricità o dei modelli precisi. Col tempo, con la produzione di massa la moda si è dovuta adattare a ritmi decisamente più frenetici e a gusti non più relegati alle corti ma ad intere nazioni!

Ergo: un tempo la moda la creava lo stilista e rendeva famose diverse donne; oggi il mercato lo regolano le donne rendendo famoso lo stilista.

Le prossime pubblicazioni di questa rubrica mostreranno come la moda si ripeta e si possano rivivere stili vestimentari di oltre 1000 anni ritornati in auge con rinnovata freschezza e vigore.

di Monia De Tommaso

Moda contemporanea tra le donne romane [Terza puntata]

Acconciature femminili in epoca romana con trecce e riccioli

Continuando a parlare di come le donne acconciavano i propri capelli per chi invece i capelli in testa ce li aveva ma voleva solo rinnovarne l’aspetto, in età repubblicana poteva ricorrere alla cenere del focolare che applicata sui capelli conferiva alla chioma dei riflessi rossi. In età imperiale molto diffuso era invece l’henné che veniva dall’Egitto e tingersi di biondo. Se tingendovi i capelli di azzurro pensavate di aver fatto qualcosa di innovativo, sappiate che le donne più spregiudicate l’hanno fatto già nel III sec. d. C.

Busto di donna romana con acconciatura proiettata verso l'alto

Per raggiungere il massimo della bellezza, al vestiario e all’acconciatura si doveva aggiungere il trucco. Il lavoro della povera ornatrix non era limitato ai capelli: la signora doveva essere depilata e quindi truccata di bianco sulla fronte e sulle braccia con gesso e biacca, di rosso sulle gote e sulle labbra, di nero con fuliggine sulle ciglia e intorno agli occhi. Infine a completare il tutto unguenti, pettini, spille e numerosi gioielli: orecchini, collane, anelli, bracciali e cavigliere terminavano di adornare le prime vere figlie della vanità.

Tornando alla giornata di shopping, avevo pensato di comprare quel vestito stile impero quando la mia attenzione è stata richiamata da un altro vestito dal taglio medievaleggiante per le maniche lunghe e svasate. Potrei riflettere anche su questo…

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Stile Impero nella moda contemporanea

FONTI DELLE IMMAGINI:
http://old.alessandromagnoaxa.it/la%20moda/romani.htm
http://leceneridimarte.wordpress.com/2011/04/12/uno-nessuno-e-centomila-volti-del-potere-i-ritratti-dell%E2%80%99antica-roma-ai-musei-capitolini/

di Monia De Tommaso

Moda contemporanea tra le donne romane [Seconda puntata]

Ancient Times Roman - Copia (2)

Dopo aver dato uno sguardo all’abbigliamento femminile, bisogna completarlo con le scarpe: c’erano le soleae, una specie di sandali da frate, costituiti da una semplice suola legata con lacci al piede; le crepidae, sandali di cuoio intrecciato; e i calcei, stivaletti chiusi o aperti sul davanti, utilizzati in città. Ma non pensiate che i calzari si limitavano a questo. I sandali in epoca imperiale divennero raffinati e sfarzosi, ornandosi di fili e fibie di bronzo, di rame, d’oro e d’argento, di piume colorate, di ciondoli, di catenine, di conchiglie e madreperle, di incrostazioni di pietre fini o semi preziose. Anche la suola poteva rivestirsi in oro, come i sandali con i quali, si dice, Nerone colpì il ventre di Poppea incinta, uccidendola.

Vestirsi richiedeva tempo e gusto ma per le donne non era l’unica operazione complicata da toeletta: già al tempo dell’Impero bisognava fare i conti con i capelli. La realizzazione di alcune acconciature divenne così complessa da richiedere la presenza dell’ornatrix, una schiava incaricata a realizzare ogni mattina ricci, corone e trecce sulla testa della padrona.

A lanciare le mode erano le mogli degli imperatori che si facevano raffigurare con l’acconciatura preferita che, ripetuta in copia nei busti marmorei, veniva imitata dalle altre.
Ed ecco dunque comparire in epoca repubblicana teste femminili con i capelli divisi semplicemente a metà con una scriminatura e poi legati dietro la nuca oppure delle trecce raccolte in fasce sulla fronte. I riccioli divennero sempre più complicati tanto da evolversi in lunghe trecce disposte torreggianti sulla sommità della testa.

Come testimonia Giovenale, non erano rari i casi in cui donne di bassa statura sfoggiassero sulla testa acconciature più alte di loro. Il trucco per aumentare illusoriamente la statura può essere applicato ai piedi o in testa e loro avevano scelto la seconda opzione.
Forse proprio per la difficoltà di esecuzione di tali acconciature, si diffuse l’uso di parrucche: le più ricercate erano quelle bionde, fatte con capelli di adolescenti germanici, mentre per quelle nere si utilizzavano i capelli provenienti dall’India.

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FONTE DELL’IMMAGINE:
http://notizieinvetrina.it/2014/02/abbigliamento-nell-antica-roma-come-si-vestivano-i-romani.html

di Monia De Tommaso

Moda contemporanea tra le donne romane [Prima puntata]

Abbigliamento femminile in epoca romana. Vesti chiare con piegoline e comode per il movimento e tuniche dai colori sgargianti.

Ero a passeggiare per il centro tutta intenta a guardare le vetrine per scegliere il capo fortunato della mia giornata di shopping quando un vestito stile impero ha attirato la mia attenzione. Mi sono tornati alla mente gli studi sull’evoluzione della moda femminile che ho fatto durante la mia carriera universitaria.

Dell’Impero ho letto molto ma una cosa mi è rimasta impressa: la grandezza e il lusso ostentato dai romani sono all’origine della civiltà di un grande popolo e di molti crucci femminili.

Nel periodo antico gli etruschi, greci, romani si vestivano sostanzialmente coi medesimi capi, seppure con alcune varianti. I vestiti etruschi erano caratterizzati da colori molto brillanti, quelli greci dalla comodità per permettere la scioltezza di movimento e quindi praticare sport dei quali erano cultori. Tuttavia fu con i romani che l’arte vestimentaria si arricchì e si affinò notevolmente.

Sintetizzando il concetto di bellezza romana, le donne dovevano essere eteree, pieghettate e slanciate come le colonne. Dunque la varietà delle vesti era data non tanto dal taglio, ma dalla capacità di creare panneggi, sbuffi e piegoline. L’uso di una o più cinture, a volte disposte diagonalmente, aveva lo stesso scopo.
Le signore romane indossavano sotto le vesti, lo strophium (alla greca), come gli odierni reggiseni criss-cross, o mammillare, una fascia di cuoio che serviva per appiattire e contenere la crescita, o una fascia pectoralis (reggiseno) che il poeta Ovidio consigliava di imbottire in caso di seno molto piccolo. Potete immaginare a questo punto la mia costernazione quando ho scoperto che quello della mini-taglia di reggiseno è una questione atavica!

Costume a due pezzi usato dalle donne romane nelle palestre

Ad ogni modo, se nella parte alta del corpo avevano imparato a coprire le proprie grazie con dei proto-reggiseni, per la parte bassa c’era il subligar, uno slip molto sgambato.
Questi indumenti intimi venivano usati anche negli stabilimenti termali, poiché rappresentavano la tenuta comoda e più adatta alle donne per fare il bagno o dedicarsi agli esercizi di ginnastica che si svolgevano nelle apposite palestre.
A questo primo strato vestimentario seguivano poi una o più subuculae, tuniche intime intessute con lana o lino ed in genere prive di maniche, alle quali poi si aggiungeva una tunica più o meno lunga fermata alla vita da una cintura generalmente usata doppia, una sotto il seno e l’altra in vita, per formare un secondo sbuffo di stoffa più ricco all’altezza delle anche.

Infine, nei periodi invernali, un mantello di forma rettangolare copriva completamente la donna, a volte anche la testa, e ne contornava il corpo con varie pieghe e ritorni tenuti su dalle braccia. In parole povere ci si ritrovava in un bozzolo come delle farfalle.

In epoca imperiale le donne romane potevano ostentare innumerevoli fogge giacché, durante l’Impero, si compiacevano di imitare mode straniere, precorrendo così il moderno concetto di moda. Tuttavia solo ai ceti dominanti era permesso di indossare stoffe ritenute pregiate, come la seta, e colori la cui produzione era costosa, come il colore rosso.

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FONTE DELLE IMMAGINI:
http://notizieinvetrina.it/2014/02/abbigliamento-nell-antica-roma-come-si-vestivano-i-romani.html
http://olga1212.blogspot.it/2012/06/costumi-da-bagno-femminili.html

di Monia De Tommaso