Una piccola riflessione introduttiva

Studiando i diversi volumi di Storia del costume femminile ritornava spesso un concetto fondamentale: la moda è ciclica.
Assolutamente prevedibile dunque è il ritorno di mode passate che sembravano essersi spente ma che in realtà sono risorte anni dopo più vitali che mai dalle loro ceneri.

E se vi dicessi che si può prevedere le mosse degli stilisti? Sembra fantascienza ma non è difficile: basta allenare la capacità di calcolo probabilistico, affinare l’intuito e osservare la storia della moda passata e il gioco è fatto.

Ma sai che figurone? Immagina la scena: sei con le amiche a parlare delle tendenze del momento e nel momento propizio tiri fuori un’esclamazione del tipo: «Ragazze, adesso vanno di moda le scarpe a punta e il tacco a spillo ma posso assicurarvi che nella prossima stagione andranno forte le scarpe dalla punta corta e il tacco quadrato».
Sì, quelle che facevano i piedi corti e le gambe tozze. Ti guarderanno scettiche ma poi, quando le vedranno con i loro occhi nei negozi di tutta la città, sarai incoronata con il titolo di Sua eminenza grigia per il dono di preveggenza che ti attribuiranno.

Prevedere gli stili non è difficile. Basta guardare le mode passate e con che frequenza si ripetono e ricordare che un tempo le mode le dettavano i sarti che lavoravano per le nobildonne che diffondevano un’eccentricità o dei modelli precisi. Col tempo, con la produzione di massa la moda si è dovuta adattare a ritmi decisamente più frenetici e a gusti non più relegati alle corti ma ad intere nazioni!

Ergo: un tempo la moda la creava lo stilista e rendeva famose diverse donne; oggi il mercato lo regolano le donne rendendo famoso lo stilista.

Le prossime pubblicazioni di questa rubrica mostreranno come la moda si ripeta e si possano rivivere stili vestimentari di oltre 1000 anni ritornati in auge con rinnovata freschezza e vigore.

di Monia De Tommaso

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2 pensieri su “Una piccola riflessione introduttiva

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