Le tendenze inverno 2015. Da non perdere! [Seconda parte]

Nel precedente articolo avete potuto dare uno sguardo ad alcune delle tendenze del prossimo inverno. Proseguiamo con altre  rivelazioni direttamente dalle sfilate Autunno/Inverno 2014-2015 di New York, Londra, Milano e Parigi.

Camicia: dimenticate i classici tessuti, la camicia è in morbida e preziosa nappa traforata al laser, con ruches o con taschine.

Camicie in pelle delle sfilate autunno-inverno 2015

Da sinistra: Tod’s, Gucci, Anteprima

Pull-over: Céline fornisce precise indicazioni su come indossarlo: deve essere extra lungo, quasi un miniabito. Si porta in total look con i pantaloni in lana, a vista sotto gli spacchi della gonna o sopra in un gioco vedo non vedo.
Uno dei pezzi cult per le fashioniste di tutto il mondo, sicuramente sarà il maglione con il logo della maison Moschino ironicamente reinterpretato da Jeremy Scott.

Pull-over autunno-inverno 2015

Da sinistra: Céline, Moschino

Pantaloni: sulla passerella di Givenchy il pantalone nero ha un ruolo di co-protagonista. Da sempre è sicuramente uno dei passepartout da avere in guardaroba, da indossare dal giorno alla sera. Ampio ma non troppo, taglio sartoriale dritto, con un dettaglio a caratterizzarlo: il marchio Givenchy ce lo presenta con le bande a contrasto in corrispondenze delle tasche. Anche con una semplice blusa bianca fa il suo effetto.

Pantaloni neri Givenchy inverno 2015Gonna: rock & chic diventa una scultura di trame, tessuti e colori da Louis Vuitton. La cintura annodata è la sua fedele compagna.Gonne Louis Vuitton inverno 2015Passiamo ora ai tessuti e alle fantasie:
Alessandro dell’Acqua con la sua linea N.21 riesce a dare armonia a trame e stili opposti unendo la lana e il glitter. Il risultato? Una contemporanea sensualità.
Lo stilista siciliano Marco De Vincenzo invece cambia connotati e trame al tartan, classico tessuto scozzese. Colorato e impreziosito di filati glitter risorge a nuova vita.

Fantasie inverno 2015

Da sinistra: N.21, Marco de Vincenzo

Attenzione alle righe! Ritornano in voga ma nelle nuance e nelle combinazioni ricordano il calore delle versioni più estive. Il loro uso è vario: protagoniste sull’abito da sera chic con gonna a pieghe e camicia bianca.

Vestiti a righe inverno 2015

Da sinistra: H&M; Valentino; Dries Van Noten

Cosa ne dite? Avete già in mente gli abbinamenti da creare nel vostro guardaroba invernale del prossimo anno?

Dai un’occhiata alla Terza parte di questo articolo e poi scopri gli articoli sul make-up della prossima stagione, i bijoux dell’inverno 2015 e quello sui giubbotti in pelle, i passpartout della prossima stagione!

FONTE DELLE IMMAGINI:
http://www.iodonna.it/moda/sfilate/sfilate-donna-ai-2014-15/tendenze-top-30-sfilate-autunno-inverno-2015-401941121259_2.shtml#center

di Monia De Tommaso

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Dall’America un’incredibile invenzione: lo smalto antistupro!

Accettare l’invito ad uscire da parte di uno sconosciuto aspirante partner non è più un rischio. Dalla creatività di quattro studenti dell’Università della North Carolina è nato “Undercover Colors “, il cosiddetto smalto antistupro.

Quattro studenti creatori dello smalto antistupro

La tecnologia è sempre più in prima linea per tentare di arginare la dilagante escalation di violenza sulle donne e dopo aver dato a calze, slip e reggiseni l’inedita missione di difenderle dai tentativi di stupro, ecco che mette sul mercato l’incredibile smalto per le unghie che cambia colore se la donna assume la cosiddetta ‘droga dello stupro’ o Ghb.

Lo smalto antistupro

Smalto antistuproIl funzionamento dello smalto è semplice quanto geniale: la donna che avrà messo questo smalto potrà scoprire se all’interno del cocktail che le è stato offerto è stato aggiunto un ingrediente sgradito e pericoloso. Per scoprirlo le basterà immergere un dito all’interno della bevanda e vedere la reazione dello smalto.

Unendo conoscenze farmacologiche e cosmetica tradizionale, i quattro studenti hanno dato vita ad un prodotto per la cui produzione la compagnia (la prima nel settore fashion completamente dedicata alla prevenzione della violenza sulle donne!) sta raccogliendo i fondi.

Sulla pagina Facebook di Undercover Colors, il team ha scritto: “In America, il 18% delle donne ha subito una violenza sessuale durante la propria vita. Sono le nostre figlie, le nostre fidanzate e le nostre amiche. Il nostro intento è quello di sviluppare tecnologie che consentano alle donne di proteggersi da questo crimine odioso e silenziosamente dilagante”.

E sul suo sito il marchio si presenta come “La prima azienda fashion che aiuta le donne a prevenire gli abusi sessuali”.

Non è la prima volta che dall’industria cosmetica arrivano idee di questo tipo: nel 2009 per esempio in Gran Bretagna fu lanciato il lipgloss antistupro, ideato dalla società 2LoveMyLips dopo aver consultato i dati riportati dalla Fondazione Roofie che si occupa di violenze sessuali avvenute a seguito all’abuso di droga. Il lucidalabbra riesce a identificare se ci sono sostanze proibite nella bevanda che si sta per bere poggiando le labbra sul bordo del bicchiere e aspettando la reazione: diventa blu se la bibita è stata contaminata.

Che dire? Questo incredibile smalto promette di essere una vera rivoluzione nel campo della cosmesi e potrebbe mettere al sicuro milioni di donne e ragazze. Lo vogliamo in profumeria. Subito!

Leggi ancora sull’intimo antistupro e sulle incredibili invenzioni di reggiseni con la scossa, slip indistruttibili e calze pelose!

FONTE DELLE IMMAGINI:
http://d.repubblica.it/attualita/2014/08/27/foto/smalto_antistupro_undercover_colors_cambia_colore-2265274/1/

di Monia De Tommaso

La moda femminile nell’antico Egitto [Quarta parte]

Vorrei chiudere questa parte sulla moda femminile nell’antico Egitto con un ultimo articolo dedicato alle acconciature dei capelli. Sembra che fino alla fine del Periodo Predinastico (5000-3000 a. C. circa), fosse piuttosto trascurata da uomini e donne che si limitavano ad usare pettini e fermagli di vario tipo per tenere a posto la capigliatura.

Parrucca bionda tomba Thutmose IIIL’uso della parrucca sia maschile che femminile, sembra risalire all’Antico Regno (2660-2180 a. C. circa): questo non significa che gli egiziani si radessero necessariamente i capelli a zero. Se si hanno infatti rappresentazioni di uomini e donne perfettamente rasati, si conoscono anche raffigurazioni in cui si vede molto chiaramente che da sotto la parrucca escono i capelli naturali.
I capelli veri quanto le parrucche erano oggetto di cure e ci sono infatti giunte ricette su papiro, ad uso dei barbieri, di molti trattamenti destinati a rinforzare ed aumentare la crescita della capigliatura.

La parrucca è stata uno degli elementi del costume egizio più soggetto ai mutamenti della moda e se ne conoscono una varietà enorme, per gli uomini e per le donne, differenti sia per lunghezza e sia per acconciatura. Le parrucche erano fatte di solito di capelli naturali, ma talvolta quelle più modeste potevano essere anche di fibre vegetali, di colore nero, anche se dalle raffigurazioni tombali se ne conoscono alcune che sono inequivocabilmente bionde.

Parrucca femminile antico Egitto

Per quanto riguarda la donna, fino alla IV dinastia erano di media lunghezza, divise da una riga nel mezzo. Fu poi introdotta una parrucca più lunga, con due bande ricadenti lateralmente sul petto, e una sulla schiena. Dalla XVIII dinastia, le parrucche delle signore altolocate diventarono sempre più torreggianti, mentre aumentò la varietà delle acconciature. Decorate con ghirlande di loto, nastri, coroncine d’oro e gioielli, o vere e proprie reti in oro, potevano scendere a treccine sul petto ed avere piccole ciocche all’estremità, a volte attorcigliate con lamine in oro.

La cura della capigliatura era fondamentale: si ammorbidivano i capelli con balsami preziosi, si cercava di favorirne la crescita o di colorarli con l’aiuto di olio di serpente, henné e polvere di cartamo, mentre per fissare ciocche e riccioli posticci si usavano miele d’api e gomma arabica.

Uomini e donne, poi, specialmente nei banchetti, profumavano accuratamente la propria parrucca, ponendosi in capo dei coni di grasso profumati che, a contatto col calore della testa, si scioglievano lentamente, intridendo così la capigliatura.

Se pensavate di aver visto tutto (o meglio, letto tutto), beccatevi questa:

gli uomini dovevano avere il viso rasato e solo il faraone poteva indossare una barba posticcia legata con due nastri dietro le orecchie ma (ed ecco la notiziona) anche Hatshepsut, una delle poche donne ad accedere alla carica reale, fu raffigurata con questo ornamento!

Scopri la moda femminile nell’antica Grecia e nell’antica Roma! E perchè non lo stile dell’antico Egitto nella moda contemporanea? Potrebbe interessarti anche: La moda femminile nell’Impero bizantino

FONTI DELLE IMMAGINI:
http://www.anticoegitto.net/acconciature.htm
http://scientiantiquitatis.blogspot.it/2012/09/egitto-estetica-e-mode.html
http://www.dejavuteam.com/2013/01/11/la-storia-del-profumo-nel-mondo-antico/
http://mda-arte.blogspot.it/2012/08/costume-e-cosmesi-nellantico-egitto.html
http://ankhesenamontutankhamonverastoria.blogspot.it/2014/04/ay-lo-spietato-carnefice-di-akhenaton.html

di Monia De Tommaso

Shopping bag da un cardigan: tutorial per un favoloso fai da te

Shopping bag fai-da-teL’altro giorno ho incontrato un’amica che indossava una shopping bag favolosa. Interessata le ho chiesto dove l’avesse comprata e lei tra il sornione e soddisfatto mi ha esclamato: «L’ho fatta io da un cardigan». Ok, per poco non la strapazzavo per sapere come avesse fatto a realizzarla. Ci ho messo ben cinque giorni per farmi svelare il trucco ma poi ce l’ho fatta e ho deciso di condividerlo con voi.
Innanzi tutto, quello che vi serve è (ebbene sì, faccio un elenco come Art Attack):

Materiale per creare una shopping bag da un cardigan– un maglione vecchio che non usi più
– della spugna sottile per l’imbottitura o del feltro (servirà a dare una certa rigidità alla borsa)
– della stoffa colorata che serve per foderare l’interno della borsa
nastri colorati
– un paio di maniglie per borse che si possono comprare nei negozi fai-da-te oppure si possono riciclare da una borsa rotta e che avete pensato di buttare (non si butta niente!).

PROCEDIMENTO:

1) Ritagliare dal cardigan 2 rettangoli la cui dimensione dipende dalla grandezza che vuoi abbia la tua nuova shopping bag (ovviamente il cardigan più grande è, e meglio è).

2) Ritagliare 2 rettangoli delle stesse dimensioni dalla spugna sottile e dalla stoffa per il rivestimento.

3) Cucire i rettangoli di spugna ai rettangoli di lana. Questo passaggio ovviamente va effettuato con la parte interna della borsa rivolto verso l’esterno.Rettangoli di sottile spugna tagliati a dimensione dei rettangoli realizzati da un vecchio cardigan4) Cucire anche l’angolo venutosi a formare tra la base e l’altezza della borsa, per offrire sostegno alla struttura e creare una borsa più resistente ma anche capiente.Cucitura angoli della shopping bag5) Rivoltare la borsa nel verso corretto e attaccare le maniglie con i nastri colorati che vanno cuciti all’interno del bordo superiore.Cucire i nastri colorati alla shopping bag6) Cucire i 2 rettangoli di stoffa colorata (per la fodera) tra loro (e con la fantasia rivolta verso l’interno) e poi cucirli alla parte superiore della borsa lasciando solo una piccola apertura sulla base della fodera in modo da poter rigirare la borsa e la fodera tirando il tutto da questo passaggio.

Cucitura fodera interna della shopping bagCreazione fodera shopping bag7) Rigirare la borsa su se stessa sfruttando l’apertura su citata.

8) Spingere la fodera dentro la borsa, rifinire con ago e filo fissandola bene (con le maniglie) alla shopping bag.

Shopping bag ricavata da un cardiganNon male per il prossimo inverno, che ne dite?

Scopri altri how to: come creare favolosi gioielli con la tecnica del soutache e unici bracciali con il riciclo creativo!

FONTE DELLE IMMAGINI:
http://papaimarket.trendipia.com/diy-recicla-un-jersey/

di Monia De Tommaso

Siero anti-Ebola: il vaccino ZMapp

Finalmente buone notizie dagli studi sul siero anti-Ebola. Il farmaco sperimentale si chiama ZMapp.
Oramai la notizia incomincia a diffondersi ravvivando la speranza di chi crede che la scoperta di un vaccino per questo virus sia oramai vicina.

Il dottore-missionario Kent Brantly e l’infermiera Nancy
 Writebol (sua moglie), che con lui aveva contratto l’Ebola in Libia ai primi di agosto, sono stati i primi ad essere sottoposti al siero sperimentale ZMapp.
Da poco dimessi dall’ospedale dell’università di Emory ad Atlanta, danno buone notizie: sono salvi e stanno bene.

Dottore missionario Kent Brantly e l'infermiera Nancy
 Writebol“Non abbiamo idea se il
 composto sperimentale usato sui pazienti abbia funzionato per la 
loro guarigione”, ha precisato il direttore di malattie infettive dell’Emory university hospital Bruce Ribner, sottolineando di “non poter divulgare informazioni coperte dalla
 privacy” sui trattamenti a cui Kent Brantly e Nancy Wristebol
 sono stati sottoposti.
Rispondendo alle domande dei giornalisti, Ribner ha detto:
 “Cruciali nel risolvere l’infezione sono stati i trattamenti di
 supporto forniti per combattere la febbre emorragica”.

Il dottor Brantly ha dichiarato che non si sarebbe mai aspettato di ammalarsi quando gli era arrivato il primo paziente ammalato di Ebola lo scorso 2 giugno in Liberia. In fin dei conti finchè la malattia non ci prende ci sembra lontana.
“Ma il 23 luglio scorso mi sono svegliato sentendomi male” ha aggiunto. Con una voce forte, il medico missionario ha ribadito di “essere andato in Liberia rispondendo alla chiamata di Dio” ed ha precisato di aver “sempre usato tutte le protezioni possibili nel trattare i malati”.

Laboratorio biotecnologicoMa diamo un’occhiata più attenta a questo vaccino: si chiama ZMapp, sviluppato dalla Mapp Biopharmaceutical Inc. di San Diego ed è ancora un trattamento in fase sperimentale in quanto non è ancora stato testato nei trial clinici.
Dal punto di vista chimico, lo ZMapp è a base di tre differenti anticorpi monoclonali, ottenuti da animali infettati dal virus, che si legano a proteine che si trovano sulla superficie del virus Ebola: questo fa sì che il farmaco possa fornire al paziente una risposta immunitaria, già sviluppata dagli animali vittime del virus, contro l’agente patogeno.

Per Kent Brantly e Nancy
 Writebol sembra abbia funzionato ma non è garantito che possa funzionare nel 100% dei casi dato che, come ricorda il Cdc americano, la sperimentazione sugli esseri umani è ancora in fase di sviluppo.
Sulle scimmie si è mostrato efficace ma solo se somministrato in un tempo breve, entro le 48 ore, dopo il contagio. In caso contrario non è bastato a curare altri animali infettati dal virus.

Dopo le dimissioni dei due pazienti americani infettati dal virus Ebola, le speranze sull’efficacia del vaccino restano alte anche se sembra che i farmaci sperimentali si stiano esaurendo.

Leggi come riconoscere questo terribile virus che sta terrorizzando il mondo.

FONTI DELLE IMMAGINI:
http://scienza.panorama.it/salute/ebola-vaccino
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/08/21/ebola-dimissioni-per-il-medico-usa-kent-brantly-salvato-dal-siero/1095405/

di Monia De Tommaso

Le tendenze inverno 2015. Da non perdere! [Prima parte]

Alcune mode vanno, altre vengono, altre ritornato. Non perdetevi le tendenze del prossimo inverno dalle sfilate Autunno/Inverno 2014-15 di New York, Londra, Milano e Parigi.
Iniziamo dall’indumento più esterno:

Cappotto: per il prossimo inverno sarà rigorosamente rosa anche se varieranno i tessuti e le forme: in pelle, oversize e con applicazioni.

Cappotti rosa inverno 2015. Da sinistra: Tod's; Rochas; Christopher Kane

Da sinistra: Tod’s, Rochas, Christopher Kane

Trench: è il soprabito impermeabile onnipresente in ogni stagione intermedia, ma quest’anno si presenta in più varianti. In morbida nappa, stampato, animalier: ce n’è per tutti i gusti.

Trench della collezione invernale 2015

Da sinistra: Lanvin, Burberry Prorsum, Vanessa Bruno

Blazer: Prada cambia le misure della classica giacca monopetto. E’ large, con spalle importanti. Ha sempre i profili a contrasto, ma è declinata in doppia versione: stampata o tinta unita. Giacca o giaccone? A voi la scelta.

Blazer Prada per l'inverno 2015Chiodo: la giacca in pelle resta intramontabile, non c’è niente da fare. Si arricchisce tuttavia di dettagli preziosi quali baveri con inserti metallici e/o applicazioni dorate a contrasto.

Giacca in pelle inverno 2015

Da sinistra: Yves Sain Laurent, Kenzo

Picot: il classico giaccone marinaro si presenta in una nuova veste sulla passerella di Christophe Lemaire. E’ sempre doppio-petto e over, ma in un inedito denim invece della classica lana. La nuance è chiara o scura.

Picot inverno 2015Impermeabile: largo alle sperimentazioni! L’impermeabile trapuntato dal guardaroba casual transita nel night dress. Da Miu Miu si indossa con minigonna ricca di applicazioni e con tacco alto.

Impermeabili Miu Miu inverno 2015Mantella e/o poncho: il comodo soprabito destrutturato si sposa con forme morbide e look casual.

Mantella inverno 2015

Da sinistra: Issa London, Chloè, Etro

Gilet: il prossimo inverno si presenterà in molteplici forme: lungo, corto, imbottito e patchwork. Come insegna la passerella di Max Mara, c’è varietà di scelta anche su come indossarlo: al posto del blazer, come un top, come soprabito, sopra la giacca.

Gilet Max Mara inverno 2015Tailleur: giacca e pantaloni avranno classici tagli maschili e saranno monocolor.

Tailleur inverno 2015

Da sinistra: Richard Nicoll, Christian Dior, Stella McCartney

Nella Seconda parte e nella Terza parte vi parlerò di capi di abbigliamento più nel dettaglio.
Scopri gli articoli sul make-up della prossima stagione, i bijoux dell’inverno 2015 e quello sui giubbotti in pelle, i passpartout della prossima stagione!
Potrebbe interessarti anche: Borse di tendenza dell’inverno 2015

FONTE DELLE IMMAGINI:
http://www.iodonna.it/moda/sfilate/sfilate-donna-ai-2014-15/tendenze-top-30-sfilate-autunno-inverno-2015-401941121259_2.shtml#center

di Monia De Tommaso

La moda femminile nell’antico Egitto [Terza parte]

E’ noto che per gli antichi egiziani purificare il corpo equivaleva a liberare lo spirito da ogni macchia e accattivarsi quindi la benevolenza degli dei. E’ per questo motivo che, secondo autorevoli studiosi del mondo egizio, sarebbe stato lo stesso dio Toth a suggerire ai sacerdoti del suo culto le formule degli aromi più graditi agli dei, così come fece il dio Bes per quanto riguardava i cosmetici.

Cosmesi antico EgittoNon è pertanto un caso, nè oggetto di meraviglia, se l’antico termine coniato per designare un profumo si incontrava sempre in una perifrasi che significava “odore degli dei”, o se, i laboratori dove venivano lavorate le diverse sostanze odorose erano collocati all’interno di templi nei quali sono ancora scritti sulle pareti gli antichi ricettari.

Ma quali erano gli aromi con cui gli antichi Egizi amavano cospargere il proprio corpo?

Vasetti cosmeticiIn genere gli uomini e le donne delle piramidi prediligevano sostanze odorose molto forti, mescolate a grassi animali o ad olii di base, quali il “Balanos”, l’olio di oliva, l’olio di ricino, l’olio di rafano, l’olio di coloquintide e l’olio di sesamo. Di maggior pregio e raffinatezza erano il “Nenufar”, ottenuto con il loto dai fiori azzurri e molto apprezzato da Tutankamen; il “Qamdi”, ricavato dai gigli; il “Kuphty” di cui si fa menzione in un papiro della piramide Cheope e relativamente al quale Plutarco, elencò i 60 elementi che lo componevano. Il prodotto più a buon mercato era il “Chichi”, usato come protettivo solare e definito da Erodoto di “odore nauseabondo” in quanto preparato con olio di ricino.

Cofanetto porta cosmetici antico EgittoI cosmetici, come è noto, erano comunemente usati da maschi e femmine (in quanto siamo diversi da loro pur essendo passati migliaia di anni?). C’erano prodotti per il viso e per il corpo, le labbra, le mani e le unghie; grande importanza aveva l’occhio, che ricordava quello del dio Horus, considerato un potente amuleto. Gli occhi erano sottolineati con una pesante riga di Kohl, minerale pestato e mescolato a grasso animale, e composto da malachite, galena e zolfo che, oltre a valorizzare l’estetica, costituiva un fondamentale rimedio per proteggere la vista dalle infezioni e dai raggi del sole.

Antiche egizieCome ombretto invece si adoperava la polvere verde di malachite. Nelle ricette ritrovate si fa riferimento all’ocra rossa, ai coleotteri e alle formiche tritate per le labbra (sì, avete letto bene, coleotteri e formiche!), alla polvere di alabastro mista a carbonato di soda, sale e miele per il viso, all’olio di oliva, al latte, all’incenso al cipero (pianta erbacea fiorifera) per le rughe, al grasso di rigogolo per tenere lontane le temutissime mosche.

Care lettrici, cosa ne pensate di questi make up?

Scopri la moda femminile nell’antica Grecia e nell’antica Roma! E perchè non lo stile dell’antico Egitto nella moda contemporanea? Potrebbe interessarti anche: La moda femminile nell’Impero bizantino

FONTI DELLE IMMAGINI:
http://www.sapere.it/enciclopedia/cosm%C3%A8si.html
http://www.illusionanddesire.com/makeup/il-trucco-e-la-cosmesi-nella-storia-e-nella-societa-gli-egizi/
http://www.exibart.com/notizia.asp/IDNotizia/18666/IDCategoria/57
http://inovemondi.forumfree.it/?t=65642446

di Monia De Tommaso

Cibi nemici del sonno

Qualche giorno fa ho trascorso una nottataccia…non volevo proprio prendere sonno.
«Eppure, – mi dicevo mentre mi rigiravo nel letto da una parte all’altra – eppure non ricordo di aver visto un film di paura e il climatizzatore è acceso quindi non sono sveglia per il caldo…ma allora perché sono sveglia?».

Vi è mai capitato?

Il giorno dopo mi sono alzata stanca come se avessi perso ad un incontro di pugilato; non di meno sono riuscita a sedermi davanti al computer e a trovare quanto vi scriverò.

Ho scoperto che di cibi che ci aiutano a dormire ce ne sono tanti, dal latte caldo a una tazza di camomilla, a seconda dei gusti e delle abitudini personali. Tuttavia, più che conciliare il sonno sarebbe meglio non disturbare con alimenti poco adatti il suo naturale sopraggiungere. Insomma, meglio prevenire che curare.
Sappiamo da tempo che ci sono alimenti che promuovono il sonno e altri che lo inibiscono. Nella ricerca che ho fatto ho trovato i peggiori nemici di una buona e riposante nottata sono quelli che seguiranno:

caffèCaffè: sarebbe il caso di evitare di mandare giù un espresso alle dieci di sera a meno che non vi stiate preparando per un viaggio notturno. Tuttavia anche le abitudini pomeridiane possono far sentire i propri effetti sulla notte seguente: la caffeina rimane nell’organismo per ore, rendendo il coffe-break delle quattro una pessima idea. Insomma, l’ultimo caffè della giornata dovrebbe essere preso dopo pranzo. Discorso diverso per il thè, che ha un minore contenuto di caffeina e può favorire il sonno grazie alla presenza di erbe come camomilla o valeriana.

Grigliata mista di carne Bistecca e pasti iperproteici in generale: le proteine sono molto impegnative da digerire e noi non siamo programmati per digerire mentre dormiamo, c’è poco da fare. Ergo dovremmo almeno fare in modo di non coricarci mezz’ora dopo la fine del pasto.

Cioccolato: anche se sapete di dover evitare caffè e thè particolarmente forti, potreste veicolare discrete quantità di caffeina attraverso altre fonti, tipo il cioccolato fondente o extra dark. Va bene un pezzetto, evitate di spazzolarvi un’intera tavoletta.

Cioccolato fondente

Cibi speziati o piccanti: sembra che nelle sere in cui si ingeriscono alimenti piccanti o troppo speziati si fatica a prendere sonno; si è notato uno sbilanciamento nella temperatura corporea, variazione che può confondere il cervello rispetto ai ritmi del riposo.

Cibi grassi: uno studio ha verificato che una dieta ad alto tasso di grassi portava i topi a dormire, e molto, durante le ore di luce. Senza contare un sonno notturno frammentato e spesso interrotto. Un rapporto che potrebbe essere spiegato dall’orexina, un ormone neuropeptidico che stimola l’appetito e lo stato di veglia. In ogni caso, i cibi grassi conducono più in generale a una sensazione di sconforto che ci fa addormentare mesti e nervosi.

PompelmiPompelmo e agrumi in generale: in generale, ogni alimento che possa aumentare l’acidità di stomaco è da evitare. In particolare gli agrumi, come il pompelmo. Dunque non basta evitare cibi piccanti, grassi e cene pesanti prima di andare a letto, ma anche alcuni tipi di frutta.

E’ stato lì, davanti alla ricerca che vi ho riportato, che ho fatto caso alla cena del giorno precedente: grigliata mista con tabasco, una torta al cioccolato e arance, un caffè e un amaro!

Scopri le fantastiche proprietà benefiche del limone e della curcuma!
Potrebbe interessarti anche l’articolo sulla relazione tra attività fisica e il sonno

FONTI DELLE IMMAGINI:
http://www.repubblica.it/salute/interattivi/2013/11/27/news/la_salute_in_tazzina-72125182/
http://www.ristorante-vinotera.ro/preparate-din-carne
http://www.medicinalive.com/scienza-dellalimentazione/diete-e-metabolismo/cioccolato-fondente-un-toccasana-per-la-linea/
http://www.buonissimo.org/rubriche/13222_Pompelmo

di Monia De Tommaso

Bracciali con riciclo creativo. Per essere uniche basta poco!

Avete messo a soqquadro l’intera casa per le pulizie di stagione e avete ritrovato tanti accessori e materiali che da tempo non utilizzavate più?
Oppure, siete affezionate ad oggetti vecchi, consumati, ma che non avete proprio voglia di gettare?

Bracciale con la cartaAllora mettete tutto da parte e provate a realizzare dei bellissimi bracciali personalizzati con l’aiuto del riciclo creativo!
Il riciclo dà l’opportunità di esprimere facilmente la nostra arte e senza spendere nulla. Inoltre, creare qualcosa regala la soddisfazione unica di indossare un oggetto fatto con le proprie mani e sicuramente unico.

Cerniere di pantaloni consumati, linguette di lattine, bottoni spaiati, metri da sarta oramai inutilizzabili, vecchie tazze con decori colorati, polsini di camicie dismesse, vecchie carte di credito e tessere telefoniche, spago…ogni oggetto può dar vita ad accessori da polso se si lavora con la fantasia.

Bracciale con cotone intrecciatoIl riciclo creativo di oggetti che non sono più utilizzati per il loro scopo non è solo un modo per diminuire i rifiuti e quindi ridurre l’inquinamento. Il riciclo creativo permette anche di aumentare la propria creatività ed esprimere la propria fantasia; negli ultimi tempi sta prendendo piede il concetto di riciclo creativo soprattutto perché consente di risparmiare notevolmente e, allo stesso tempo, creare oggetti originali con cui arricchire il proprio arredamento ed il proprio guardaroba. Senza contare che se un oggetto riciclato vi sembra di poco valore, potrete sempre arricchirlo con nuovi acquisti. Inoltre se avete dimestichezza col fai da te (per esempio la tecnica soutache o il lavoro all’uncinetto sono utilissimi per creare bracciali) allora le possibilità creative si moltiplicano.

Che aspettate allora? Divertitevi a creare i vostri bracciali riciclati originali ed unici con materiali che altrimenti sarebbero rifiuti: vi ringrazierà la vostra soddisfazione, il vostro portafogli, il vostro spirito creativo e naturalmente la natura.
Non ci credete? Guardate le foto dei bracciali realizzati col riciclo creativo presenti nell’articolo. Per essere uniche basta poco!

Scopri altri how to: come creare una shopping bag da un cardigan e favolosi gioielli con la tecnica del soutache!

di Monia De Tommaso

Ebola: come riconoscere il virus che spaventa il mondo

Come riconoscere il virus Ebola che sta spaventando il mondo?

In questi giorni non si parla che della sua preoccupante propagazione. Negli Stati Uniti la diffusione di questo virus appare ormai “inevitabile”, come sostenuto da Tom Frieden, responsabile del centro di controllo e prevenzione delle malattie, il quale ha sottolineato come ciò potrebbe dipendere dal grande traffico aereo ma senza tuttavia portare ad una vera e propria epidemia nel Paese.

Ma come è possibile riconoscere il virus Ebola, quali sono i principali sintomi e come si trasmette?

Virus EbolaLa risposta a queste domande non è semplice ma bisogna conoscerla per cercare di prevenire il contagio e non credere a tutto ciò che si dice in merito a questo virus la cui diffusione sta creando forte allarmismo nel mondo.

Riconoscerne i sintomi causati da questo virus è complesso perché risultano molto simili ad altre malattie decisamente meno gravi. Per identificarla, dunque, bisogna conoscere non solo i sintomi ma anche la storia del possibile soggetto contagiato: il suo luogo di provenienza o le mete dei suoi ultimi viaggi potrebbero dunque risultare informazioni importanti. Gli esami del sangue permetteranno poi di arrivare alla diagnosi definitiva confermando o escludendo un possibile contagio da Ebola.

Virus EbolaOra veniamo ai sintomi. Innanzitutto va detto che il virus Ebola può restare in incubazione per circa una settimana ma precisamente per un arco di tempo tra 2 e 21 giorni. Quando iniziano a manifestarsi i sintomi, essi si palesano sotto forma di febbre alta, fastidi intestinali quali vomito e diarrea, ma anche forti cefalee, dolori articolari e muscolari, inappetenza. A questi possono associarsi altri sintomi come dolore toracico, difficoltà nella respirazione e deglutizione e, nei casi più gravi assistiamo alla comparsa di emorragie interne ed esterne.

Agli umani l’Ebola si trasmette tramite il contagio da animale infetto, basti pensare che gli stessi scienziati che hanno operato sugli animali infetti hanno poi contratto il virus. Le modalità di trasmissione da uomo a uomo, invece, possono concretizzarsi nel contatto diretto con sangue o secrezioni di un soggetto infetto oppure con l’esposizione a oggetti contaminati. Anche se di solito questi virus non si trasmettono attraverso l’aria, è stata dimostrata nelle scimmie la trasmissione in goccioline contenenti il virus. È probabile che la trasmissione possa avvenire anche attraverso i rapporti sessuali. Inoltre occorre sottolineare che anche coloro che sono riusciti a sopravvivere al virus (nonostante al momento non esistano cure né vaccini specifici), possono continuare a trasmettere il virus tramite i propri fluidi corporei anche dopo sette settimane dalla guarigione.

FONTI DELLE IMMAGINI:
http://www.istitutoime.it/blog/salute/202-tutto-quello-che-c-e-da-sapere-sul-virus-ebola.html
http://www.tuttasalute.net/29997/virus-ebola-fa-una-strage-lallarme-si-espande-cosa-bisogna-sapere.html

di Monia De Tommaso