Il vestito di vino!!

No, non è un errore di ortografia ma un vero e proprio vestito realizzato dal vino.
Molti di voi penseranno “E’ un’eresia! Il vino va’ bevuto, non indossato!”. Eppure la notizia ha dell’incredibile e non potevo non condividerla con voi.

Un gruppo di ricercatori della University of Western Australia capeggiati dal professor Gary Cass hanno dato il meglio di loro stessi in fatto di fibra tessile ecologica.

Vestito di vinoIl prof. Cass fa’ sapere che qui siamo nel campo dei tessuti ecologici preziosi, perché questo tessuto di vino oltre ad essere fatto di buon Bordeaux è frutto del naturale lavoro degli acetobacter, ossia quei batteri che una volta attivati dal contatto con l’ossigeno e l’alcool fermentato formano “la madre dell’aceto” che in greco-latino appunto si chiama mycoderma aceti (notare la parola derma = pelle). Durante questa procedura si forma una schiuma in superficie che viene raccolta ed essiccata su un manichino gonfiabile per ottenere la forma del capo desiderato.

Vestito di vinoIl mycoderma aceti in fine dei conti, è un composto di cellulosa e batteri. E di cosa sono costituite per la maggior parte le fibre vegetali? Di cellulosa appunto. In effetti il prof. Cass definisce questo tessuto propriamente più simile alla carta che al cotone.

La cosa più interessante da sapere comunque è che il tessuto pronto odora ancora molto di vino e che, inizialmente sembra fango bagnato. Per questo è molto delicato e non è cucibile; quando le fibre si asciugano, il capo diventa sottile come carta velina, si strappa facilmente e deve essere mantenuto umido quando lo si indossa quasi fosse una seconda pelle (e in effetti sembra un poco la pelle umana).

Tuttavia è proprio questa sua peculiarità a creare giochi di trasparenza e a rendere questo tessuto interessante per il suo effetto translucido.

Vestito con fibra ottenuta dal vinoIl fatto conclusivo e importante è che questo batterio, non pericoloso, non patogeno, grande 5 micron, produce un tessuto di carta ancora ovviamente in fase di sviluppo, in quantità notevole.
Il progetto si chiama Micro’be’ e l’intento del Prof. Cass e della sua equipe ha dei risvolti ecologicamente ammirevoli e degni di nota e fanno sicuramente onore alla Western University e ai loro finanziatori.

Che dire? Per il momento usiamo il vino per brindare all’ingegno e alla creatività attendendo di indossarlo più avanti.

E voi, vorreste indossare un Bordeaux d’annata?

Se questa non vi sembra un’idea abbastanza stravagante allora guardate i gioielli creati con ossa animali!

FONTI DELLE IMMAGINI:
http://www.tessuti.imprendo.org/news/tessuti-tecnologici-ecosostenibili-il-batterio-dell-aceto-che-produce-stoffe-02103.html
http://tulipanorosa.blogspot.it/2012_06_01_archive.html

di Monia De Tommaso

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3 pensieri su “Il vestito di vino!!

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