Ebola: come riconoscere il virus che spaventa il mondo

Come riconoscere il virus Ebola che sta spaventando il mondo?

In questi giorni non si parla che della sua preoccupante propagazione. Negli Stati Uniti la diffusione di questo virus appare ormai “inevitabile”, come sostenuto da Tom Frieden, responsabile del centro di controllo e prevenzione delle malattie, il quale ha sottolineato come ciò potrebbe dipendere dal grande traffico aereo ma senza tuttavia portare ad una vera e propria epidemia nel Paese.

Ma come è possibile riconoscere il virus Ebola, quali sono i principali sintomi e come si trasmette?

Virus EbolaLa risposta a queste domande non è semplice ma bisogna conoscerla per cercare di prevenire il contagio e non credere a tutto ciò che si dice in merito a questo virus la cui diffusione sta creando forte allarmismo nel mondo.

Riconoscerne i sintomi causati da questo virus è complesso perché risultano molto simili ad altre malattie decisamente meno gravi. Per identificarla, dunque, bisogna conoscere non solo i sintomi ma anche la storia del possibile soggetto contagiato: il suo luogo di provenienza o le mete dei suoi ultimi viaggi potrebbero dunque risultare informazioni importanti. Gli esami del sangue permetteranno poi di arrivare alla diagnosi definitiva confermando o escludendo un possibile contagio da Ebola.

Virus EbolaOra veniamo ai sintomi. Innanzitutto va detto che il virus Ebola può restare in incubazione per circa una settimana ma precisamente per un arco di tempo tra 2 e 21 giorni. Quando iniziano a manifestarsi i sintomi, essi si palesano sotto forma di febbre alta, fastidi intestinali quali vomito e diarrea, ma anche forti cefalee, dolori articolari e muscolari, inappetenza. A questi possono associarsi altri sintomi come dolore toracico, difficoltà nella respirazione e deglutizione e, nei casi più gravi assistiamo alla comparsa di emorragie interne ed esterne.

Agli umani l’Ebola si trasmette tramite il contagio da animale infetto, basti pensare che gli stessi scienziati che hanno operato sugli animali infetti hanno poi contratto il virus. Le modalità di trasmissione da uomo a uomo, invece, possono concretizzarsi nel contatto diretto con sangue o secrezioni di un soggetto infetto oppure con l’esposizione a oggetti contaminati. Anche se di solito questi virus non si trasmettono attraverso l’aria, è stata dimostrata nelle scimmie la trasmissione in goccioline contenenti il virus. È probabile che la trasmissione possa avvenire anche attraverso i rapporti sessuali. Inoltre occorre sottolineare che anche coloro che sono riusciti a sopravvivere al virus (nonostante al momento non esistano cure né vaccini specifici), possono continuare a trasmettere il virus tramite i propri fluidi corporei anche dopo sette settimane dalla guarigione.

FONTI DELLE IMMAGINI:
http://www.istitutoime.it/blog/salute/202-tutto-quello-che-c-e-da-sapere-sul-virus-ebola.html
http://www.tuttasalute.net/29997/virus-ebola-fa-una-strage-lallarme-si-espande-cosa-bisogna-sapere.html

di Monia De Tommaso

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