Siero anti-Ebola: il vaccino ZMapp

Finalmente buone notizie dagli studi sul siero anti-Ebola. Il farmaco sperimentale si chiama ZMapp.
Oramai la notizia incomincia a diffondersi ravvivando la speranza di chi crede che la scoperta di un vaccino per questo virus sia oramai vicina.

Il dottore-missionario Kent Brantly e l’infermiera Nancy
 Writebol (sua moglie), che con lui aveva contratto l’Ebola in Libia ai primi di agosto, sono stati i primi ad essere sottoposti al siero sperimentale ZMapp.
Da poco dimessi dall’ospedale dell’università di Emory ad Atlanta, danno buone notizie: sono salvi e stanno bene.

Dottore missionario Kent Brantly e l'infermiera Nancy
 Writebol“Non abbiamo idea se il
 composto sperimentale usato sui pazienti abbia funzionato per la 
loro guarigione”, ha precisato il direttore di malattie infettive dell’Emory university hospital Bruce Ribner, sottolineando di “non poter divulgare informazioni coperte dalla
 privacy” sui trattamenti a cui Kent Brantly e Nancy Wristebol
 sono stati sottoposti.
Rispondendo alle domande dei giornalisti, Ribner ha detto:
 “Cruciali nel risolvere l’infezione sono stati i trattamenti di
 supporto forniti per combattere la febbre emorragica”.

Il dottor Brantly ha dichiarato che non si sarebbe mai aspettato di ammalarsi quando gli era arrivato il primo paziente ammalato di Ebola lo scorso 2 giugno in Liberia. In fin dei conti finchè la malattia non ci prende ci sembra lontana.
“Ma il 23 luglio scorso mi sono svegliato sentendomi male” ha aggiunto. Con una voce forte, il medico missionario ha ribadito di “essere andato in Liberia rispondendo alla chiamata di Dio” ed ha precisato di aver “sempre usato tutte le protezioni possibili nel trattare i malati”.

Laboratorio biotecnologicoMa diamo un’occhiata più attenta a questo vaccino: si chiama ZMapp, sviluppato dalla Mapp Biopharmaceutical Inc. di San Diego ed è ancora un trattamento in fase sperimentale in quanto non è ancora stato testato nei trial clinici.
Dal punto di vista chimico, lo ZMapp è a base di tre differenti anticorpi monoclonali, ottenuti da animali infettati dal virus, che si legano a proteine che si trovano sulla superficie del virus Ebola: questo fa sì che il farmaco possa fornire al paziente una risposta immunitaria, già sviluppata dagli animali vittime del virus, contro l’agente patogeno.

Per Kent Brantly e Nancy
 Writebol sembra abbia funzionato ma non è garantito che possa funzionare nel 100% dei casi dato che, come ricorda il Cdc americano, la sperimentazione sugli esseri umani è ancora in fase di sviluppo.
Sulle scimmie si è mostrato efficace ma solo se somministrato in un tempo breve, entro le 48 ore, dopo il contagio. In caso contrario non è bastato a curare altri animali infettati dal virus.

Dopo le dimissioni dei due pazienti americani infettati dal virus Ebola, le speranze sull’efficacia del vaccino restano alte anche se sembra che i farmaci sperimentali si stiano esaurendo.

Leggi come riconoscere questo terribile virus che sta terrorizzando il mondo.

FONTI DELLE IMMAGINI:
http://scienza.panorama.it/salute/ebola-vaccino
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/08/21/ebola-dimissioni-per-il-medico-usa-kent-brantly-salvato-dal-siero/1095405/

di Monia De Tommaso

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