Moda femminile nell’antica Grecia [Terza parte]

Scritti degli accenni sulla moda femminile nell’antica Grecia, proseguiamo con la terza parte dedicata all’ affascinante popolo greco.

Moda femminile nell'antica Grecia

Pochissime notizie sono giunte relative all’utilizzo di biancheria intima nella Grecia antica. Si sa per certo che le donne utilizzassero una fascia di tessuto a mo’ di reggiseno, chiamata stròphion. In alcune fonti spesso esso è indicato anche con i nomi di tainìa o di mìtra, molto probabilmente a seconda della forma e della grandezza dell’indumento.

Bisso di Taranto

Bisso di Taranto

Quanto al materiale più utilizzato nella tessitura dei capi di abbigliamento la lana vinceva sugli altri tessuti. Dopo le campagne d’oriente ed attraverso Alessandro Magno giunsero in Grecia stoffe più esotiche e costose quali cotone e seta; si diffuse così una moda più sofisticata arricchita da tessuti leggeri e ricami e vennero introdotti altri colori come l’oro, il rosa ciclamino ed il verde pastello. La coltivazione del lino però negli anni fu abbandonata e ripresa soltanto molti secoli dopo. Per i vestiti più costosi e raffinati era impiegato il bisso.

I colori maggiormente presenti nell’abbigliamento erano, ovviamente, il bianco naturale dei tessuti, ma anche alcune colorazioni naturali come il giallo o il turchese. Meno comune era il rosso, in quanto la tecnica di colorazione impiegata, prevedeva l’utilizzo della porpora, e rendeva notevolmente più alti i costi di produzione. Tuttavia il rosso era il colore che veniva indossato dalle etere e dai ballerini, quindi, in ogni caso era ben poco diffuso.

Scarpe nell'antica greciaLe calzature erano costose, e in casa si girava scalzi, ma uscire senza calzari era considerato un gesto che offendeva il buon gusto e la morale pertanto andavano scalzi solo gli schiavi e quanti portavano il lutto.

Principale, e diffusissimo, modello di calzature greche erano i pedῖlon, una primitiva forma di sandali, costituita da un plantare di cuoio, ritagliato sulla forma del piede, a cui era assicurato tramite una serie di fasce che arrivavano sino al collo del piede. Tale calzatura si evolse nei sandάlia, più elaborati e resistenti, che nelle varianti femminili potevano persino essere colorati; erano costituiti da un pezzo di legno non lavorato, senza tacco, con legacci che passando intorno all’alluce arrivavano fino al collo del piede e venivano annodati alla caviglia o al polpaccio.

Scarpe nell'antica Grecia
Le calzature erano un indice di ricchezza. C’erano raffinati sandali bianchi o tinti di rosso, dorati o ricamati, ornati di perle e altre pietre preziose. Eleganti e pratiche erano le calzature babilonesi dalla punta rivolta all’insù, che proteggevano più efficacemente le dita dei piedi nelle regioni montuose. L’alto, rozzo calzare ricco di stringhe veniva detto pero. Il nome dell’imperatore Caligola veniva dagli stivali chiodati e semiaperti dei soldati romani, i caliga. I benestanti portavano infine il colceus di morbido cuoio rosso che arrivava fino agli stinchi.

Tipica scarpa femminile per le occasioni particolarmente formali, come cerimonie e matrimoni, era il diάbaqron, impreziosita da applicazioni in metalli. Le costosissime baucides erano invece le tipiche calzature delle etere, la cui caratteristica era di aumentare notevolmente l’altezza dell’indossatore, stessa caratteristica che contraddistingueva i coturni (kόqornoς), gli altissimi stivaletti indossati dagli attori tragici.

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FONTI DELLE IMMAGINI:
http://www.famedisud.it/storia-del-leggendario-bisso-di-taranto-la-seta-marina-che-vesti-imperatori-regine-e-sacerdoti/
http://digilander.libero.it/andromacadgl2/abbigliamento.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Abbigliamento_nell%27antica_Grecia
http://notizieinvetrina.it/2014/03/abbigliamento-nell-antica-grecia-e-nell-antica-creta-come-si-vestivano-i-greci.html

di Monia De Tommaso

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Tutte pazze per il soutache, da creare e da indossare!

La gioielleria ha mostrato più volte di essere al passo coi tempi, spesso allontanandosi dai classici metalli preziosi per accostarsi alle tendenze del momento. Mi riferisco ai numerosi gioielli in acciaio, realizzati all’uncinetto e di differenti materiali plastici.
Oggi vorrei parlarvi in particolare dei bijoux creati con la tecnica del soutache. Di che si tratta?

Tecnica del soutache

Soutache” è un termine francese utilizzato per la prima volta nell’Ottocento e che deriva dalla Seicentesca parola ungherese “sutàš” che significa “treccia ornamentale”. Il Sujtás, infatti, era nato come passamaneria realizzata con sottili fettucce di seta o viscosa di vari colori tessute a spina di pesce, piatte o anche tonde; cucite tra di loro intorno a perle e pietre di ogni forma e dimensione danno origine a gioielli ricchi ed elaborati vere e proprie opere d’arte, ricamate interamente a mano.
Utilizzato per la decorazione di abiti, tappezzerie e tendaggi presto divenne la tecnica di cucitura dei gradi gerarchici sulle uniformi militari degli eserciti dell’Est. Attualmente, tale tecnica è stata riportata in auge da alcune artiste polacche e russe, le quali hanno re-interpretato il metodo applicandolo alla creazione di bellissimi gioielli di bigiotteria.

Esempi di piattine Il principale materiale di cui si necessita per le creazioni in Soutache è costituito dalla piattina ossia da una sorta di corda (o stringa) costruita intrecciando i fili sulla base di uno schema spigato.

Le piattine si trovano in commercio in un’infinità di colori e in diversi materiali sia naturali che sintetici e semi-sintetici. Tra i primi ritroviamo la lana e la seta mentre tra i secondi il ryon e il lurex (quest’ultimo caratteristico delle piattine di tonalità molto lucenti come l’oro e l’argento).

La tecnica Soutache consente di inserire nella lavorazione le più disparate tipologie di inserti: cabochon, rivoli, perline, cammei… o addirittura bulloni e sassi! Qualsiasi oggetto possa stimolare la fantasia renderà sicuramente il bijoux unico.
Questa tecnica permette di creare gioielli di finezza ed eleganza elevatissime. Ve ne riporto alcuni esempi.

Gioielli soutache

Bigiotteria soutache

Bracciale soutache

Ispirate? Perché non provare a realizzare i vostri gioielli con la tecnica del soutache?

Scopri altri how to: come creare bracciali con il riciclo creativo e una shopping bag da un cardigan!

FONTI DELLE IMMAGINI:
http://creazionebijoux.cplfactory.com/61/cose-tecnica-soutache/
http://www.skompilio.com/idee-per-regali-di-natale/bigiotteria/bracciale-soutache-merion.html
https://bijouxmarinella.wordpress.com/category/soutache/page/8/

di Monia De Tommaso

L’intimo antistupro: reggiseni con la scossa, slip indistruttibili e calze pelose

Se mi chiedessero su quale categoria di oggetti sono state realizzate le invenzioni più interessanti del 2013 io direi l’intimo antistupro. Purtroppo certe notizie passano leggermente in sordina quando invece dovrebbero essere diffuse a gran voce.

Dunque, per chi non lo sapesse, l’anno scorso, Ruth e Yuval, due americane fondatrici del marchio AR Wear, hanno creato la nuova linea di biancheria intima antistupro realizzata con un tessuto indistruttibile. In particolare si tratta di una cinghia posizionata sugli slip a cui è applicata una chiusura che solo la donna che indossa l’intimo può aprire.

Slip antistuproL’intento è di quello di realizzare un’intera collezione composta anche da leggings da corsa e per la realizzazione del progetto è stata avviata una campagna di raccolta fondi che fino ad ora ha raccolto circa 38 mila dollari sui 50 mila necessari.
A coloro che hanno criticato l’iniziativa sostenendo che gli slip indistruttibili non risolvano i brutti fatti di cronaca, le due donne hanno risposto che “solo attraverso la sensibilizzazione e l’educazione, così come portare gli stupratori alla giustizia, possiamo tutti sperare di raggiungere, finalmente, l’obiettivo di eliminare lo stupro come una minaccia per uomini e donne, ma fino a quando non si giungerà ad una soluzione definitiva, le donne potranno essere più serena grazie alla nuova linea di intimo antistupro”.

Reggiseno antistupro

Se questo prodotto vi sembra interessante dovete sapere che nello stesso anno, in India, tre studenti di ingegneria (sensibilizzati dal forte incremento della violenza sulle donne nel loro Paese) hanno inventato un intimo antistupro formato da sensori che si attivano con un certo tipo di pressione. Collegato al reggiseno, la prima zona del corpo che, secondo varie statistiche, viene colpita in caso di violenza, questo dispositivo sarebbe in grado di atterrare l’aggressore con una scossa elettrica di 3.800 kilovolt e di inviare tramite moduli gps e gsm un messaggio di richiesta di soccorso alle forze dell’ordine, indicando loro le esatte coordinate del luogo in cui si trova la vittima. Non si tratta di un meccanismo da sottovalutare visto che è in grado di scaricare fino a 82 scosse elettriche, quanto basta per disarmare qualsiasi malintenzionato.
A dir poco geniale. Tanto è vero che il prototipo dei tre ingegneri, assaliti dalle offerte delle varie imprese interessate al prodotto, si è aggiudicato il premio Gandhian Young Technology Award 2013.

Calze antistuproE vi aggiungo una chicca. Nel 2013 si sono davvero impegnate diverse persone per inventare qualcosa che combatta l’alto tasso di stupri. Alla Cina penso che spetti il premio “invenzione più strana e divertente”.
Happy张江, un utente cinese di Weibo (un sito di microblogging simile a Twitter) ha inventato delle calze pelose antistupro che dovrebbero aiutare a respingere indesiderate avances maschili.
Oltre ad essere brutte da vedere le calze sono programmate per mandare una scossa elettrica all’eventuale aggressore e un segnale di allarme, con tanto di coordinate GPS, agli amici e alla famiglia della donna attaccata.
Tanti i commenti piovuti dagli utenti.
C’è chi ha definito le calze pelose “disgustose” e chi ha suggerito che per risparmiare basterebbe non rasarsi per un anno e lasciar fare il proprio corso alla natura. Certo, i più le definiscono «totalmente inutili», altri utenti le trovano invece molto divertenti.
E voi, cosa ne pensate??

 

Tra le incredibili invenzioni antistupro ricordo quella dello smalto antistupro che potete leggere cliccando qui.

FONTI DELLE IMMAGINI:
http://www.today.it/donna/intimo-antistupro.html
http://comefare.donnamoderna.com/lintimo-antistupro-gli-slip-possono-essere-tolti-solo-da-chi-li-indossa-7213.html
http://www.ilgazzettino.it/ESTERI/ar_wear_intimo_antistupro_indistruttibile_video/notizie/355383.shtml
http://www.diregiovani.it/rubriche/fotogallery/23414-cina-calze-anti-stupro-pelose-sexy.dg
http://www.dailybest.it/2013/04/02/reggiseno-anti-stupro-la-rivoluzione-dallindia-per-proteggere-le-donne/#

di Monia De Tommaso

Moda femminile nell’antica Grecia [Seconda parte]

Proseguiamo con il sequel sulla moda femminile nell’antica Grecia con una curiosità:
oltre alle già nominate tuniche e ai pepli, le fonti parlano anche di un ornamento detto adi, una sorta di cintura di castità per le vergini. Poiché in egiziano adi significa «parte inferiore», si trattava evidentemente di un ornamento da indossare dalla vita in giù.

Peplo dorico - antica Grecia

Una piccola digressione sulle adolescenti: queste si avvolgevano intorno al corpo come un secondo chitone, una sopraveste sottilissima. Veste e sopraveste formavano un insieme molto piacevole a vedersi, che lasciava libere le braccia e le spalle, mentre la cintura annodata alta faceva risaltare le forme femminili.
Dal primo giorno di matrimonio la sposa non poteva più uscire senza o mostrarsi a un estraneo, in casa propria, a capo scoperto. Se si nutriva il minimo sospetto sulla sua condotta, il marito aveva il diritto di ripudiarla, così come fece Gallo, uno dei generali dell’imperatore Augusto.

Chitone - antica GreciaVi sembra una punizione folle e rigida? Pensate che nell’antica Mesopotamia le donne che si mostravano in pubblico a capo scoperto venivano condannate al taglio delle orecchie oppure al supplizio della pece bollente che veniva versata sui loro capelli!
Ma non lasciatevi trarre in inganno: quella che, a prima vista, sembrerebbe un’epoca estremamente puritana non lo era poi affatto. Stabilendo che le donne potevano spendere parte della dote o delle entrate familiari in vesti e cosmetici, il legislatore suggeriva loro di fatto di valorizzare la propria persona. Nei contratti matrimoniali l’elenco dei doni del marito alla sposa comprendeva sempre abiti e gioielli. In breve, la bellezza femminile era un dovere nazionale.

Le matrone alla moda spendevano cifre da capogiro per dei tessuti di importazione: vestivano di bisso egiziano, di trasparenti tessuti di cotone importati dall’India, di stoffe persiane dai variopinti ricami ad ago, di porpore di Tiro, sete naturali cinesi, damaschi e mussolina leggera che, a Roma, veniva chiamata «aria tessuta».

Insomma, le donne greche non si facevano mancare proprio niente e spendevano interi patrimoni in vestiti, gioielli e unguenti preziosi. D’altro canto, esortando i romani ad abbandonare questo malvezzo e a ritornare alle semplici vesti da contadini dei loro avi, il filosofo Seneca osservò ironicamente:

«Il malcostume dilaga! Trionfano gli eccessi della moda! Virtù e decoro sono morti! L’umanità peggiora sempre più! Così si diceva all’epoca dei nostri padri e così noi ripetiamo oggi, e domani saranno i nostri figli a dirlo».

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FONTE DELLE IMMAGINI:
http://nerto.it/zine/index.php/gli-antichi-greci-come-a-woodstock-levento-dellanno-ai-tempi-di-platone-e-stato-sempre-uno-per-millenni-una-ciclicita-insita-nella-vita-e-nella-morte-delle-campagne-da-rivivere-assieme-alla/
http://it.wikipedia.org/wiki/Abbigliamento_nell%27antica_Grecia#Abbigliamento_femminile
http://kin235.blogspot.it/2009/08/vestuarios.html

di Monia De Tommaso

Le Barbie prendono vita per la sfilata di Moschino

Moschino è un brand che sa sorprendere e divertire dal 1983. Alla Milano Fashion Week per la Primavera-Estate 2015 Moschino, nella persona del creativo Jeremy Scott, ha lanciato l’ennesima provocazione.
Col suo tono irriverente nessun altro brand suscita lo stesso entusiasmo e la stessa frenesia. Dopo la sfilata di febbraio in cui ha ironizzato su un simbolo universale del consumismo come il McDonald’s, questa volta ha dato vita niente di meno che alle Barbie.

Moschino sfilata Barbie

Quello che è riuscito a fare Jeremy Scott per Moschino non ha prezzo. Quello che ha portato sotto le luci dei riflettori non sono stati solo corpi di bambole bionde e il loro mondo fatto di plastica e di colori fluorescenti: lui ha portato in passerella quella che è l’incarnazione femminile della vita perfetta.

Jeremy Scott Moschino sfilata Barbie

Come da copione la prima modella è uscita sulle note di Barbie Girl degli Aqua , hit del 1997 che i nati negli anni ottanta ben ricordano e poi tutto il resto è prevedibile ma allo stesso tempo divertente.
Ogni modella ha sfilato iper-accessoriata come la Mattel insegna dal 1959: con pochette a forma di cuore, con porta-smartphone a forma di telefonino di vecchia generazione, con completi da casa con tanto di asciugamano in testa, con bijoux, fiocchi e bottoni sovradimensionati e borse che sono gigantesche beatbox.

Moschino sfilata Barbie

C’è la Barbie pattinatrice, quella che va in palestra, quella vestita di spugna stampata pronta per il mare e quella in tailleur di satin matelassé che va a un meeting di lavoro. Non c’è che dire, ce n’è per accontentare tutti i gusti.
Tra tanto rosa, giganti ruche, macro paillettes e total look color oro i responsabili Mattel presenti tra il pubblico hanno gongolato alla vista delle versioni in carne delle loro creazioni mentre il resto del pubblico è rimasto a bocca aperta di fronte ad uno spettacolo nostalgico. Il sorriso sulle labbra al termine dello show è assicurato per tutti i presenti.

Abiti da sera Moschino sfilata Barbie

E voi cosa ne dite?

Leggete l’articolo sulla Maison Moschino per scoprire il primo albergo firmato da questa incredibile griffe!
Moschino è uno dei brand che più vi piace? Scoprite le sue proposte per le borse del 2015!

FONTE DELLE IMMAGINI:
http://www.grazia.it/moda/tendenze-moda/moschino-primavera-estate-2015-jeremy-scott

di Monia De Tommaso

Giubbotto di pelle: il passepartout dell’inverno 2015

Per chi è abituata a concepire il giubbotto di pelle come un capo poco glamour quest’anno si deve ricredere. Per l’inverno 2015 non solo sembra ritornerà in auge come hanno già preannunciato le sfilate d’alta moda a Parigi, New York e Milano, ma assumerà 50 sfumature di glamour.

A parte gli scherzi questo capo verrà utilizzato in diversi stili e per creare diverse combinazioni di abbinamenti e contrasti a dir poco sorprendenti.

Per avere un’idea di cosa sto scrivendo dimenticate tutto ciò che sapete sul giubbotto di pelle. Niente più regole. Destrutturatelo, ricreatelo con la vostra immaginazione, maculatelo, sfrangiatelo, coloratelo con colori pastello. Indossatelo su jeans, su vestiti lunghi e velati, su abiti eleganti e minigonne di pelle.

Giubbotto in pelle 2015

Da sinistra: Diesel, Alexander McQueen, Kenzo

Diesel crea un giubbotto con le maniche a campana, Alexander McQueen lo sfianca rendendolo attraente e aggressivo, Kenzo lo tinge di colori pastello e lo decora con logo.

Giubbotti in pelle inverno 2015

Da sinistra: Moschino, Giorgio Armani

Moschino ricorda l’eccentricità di questo brand maculando il giubbotto mentre Armani mostra due versioni accattivanti: lo sfrangia oppure lo impreziosisce con tessere metalliche.

Giubbotto di pelle inverno 2015

Da sinistra: DsQuared2, Barbara Bui, Roberto Cavalli

DsQuared2 gli regala profili a contrasto mentre Barbara Bui delle maniche in shearling mentre Roberto Cavalli combina sobrietà ed eleganza a modernità in un unico giubbotto in pelle effetto coccodrillo.

Giubbotti di pelle inverno 2015

Insomma, per l’inverno 2015 sarà un must have: individuare una ragazza senza sarà come cercare un ago in un pagliaio.

E voi con cosa indossereste il giubbotto di pelle? Date spazio alla vostra fantasia e create nuovi accostamenti! D’altro canto la moda la creiamo noi! 😉

Direttamente dalla passerella di Milano, New York e Parigi, guarda anche i make-up dell’inverno 2015 e scopri i bijoux per l’inverno 2015! Abbina il tuo giubbotto in pelle ai favolosi ankle boots di quest’anno!
Un bel giubbotto chiama una bella borsa! Date uno sguardo alle borse dell’inverno 2015

FONTE DELLE IMMAGINI:
http://www.luisaviaroma.com/index.aspx?#CatalogSrv.ashx|Season=actual&Gender=women&ViewExcluded=false&FromSearch=false&SubLine=clothing&DesignerId=&CategoryId=41&ListOfProdPage=1&ScrollTop=6288&SortType=0

di Monia De Tommaso

Lip painting: truccare le labbra come pittori

Si chiama lip painting la nuova tendenza di molte make up artist di truccare le proprie labbra come fossero tele e dando vita a vere e proprie opere d’arte. Se in uno scorso articolo abbiamo potuto vedere come Tal Peleg riusciva a rappresentare le più belle storie sulle proprie palpebre questa volta è il turno di un’altra make up artist tutta dedita al creative lip art.

Laura Jenkinson e il lip painting

In questo articolo vi parlerò di Laura Jenkinson. Vi sfido a scrivere il suo nome su Google immagini e a non restare a bocca aperta e divertiti dalle incredibili riproduzioni dei più svariati personaggi che riporta sulle proprie labbra con l’ausilio di pochi pennellini.
L’artista londinese ha ritratto personaggi dei cartoni animati intorno alla bocca riuscendo sapientemente ad integrare nei suoi capolavori sia i denti e che le labbra in combo davvero deliziose e irriverenti.

Laura Jenkinson lip painting

Dopo ogni creazione ne ha pubblicato le foto su Instagram. In breve ha attirato l’attenzione di numerosi visitatori e i suoi follower ora sono numerosissimi. Pensate che su Facebook quasi ogni sua foto riceve in media 3500 like!!!
E se vi piacerebbe imitarla e vi sembra una cosa impossibile da fare, parlando dei suoi metodi lei rassicura :
“Trovo una foto e poi la tengo solo attaccata allo specchio come guida mentre disegno direttamente sulla mia faccia. È più facile di quanto si pensi ! Ironia della sorte, disegnare su qualcun altro è più difficile; penso che sia più semplice disegnare sul mio viso”.

E aggiunge:

“Normalmente io uso make-up teatrale, ma di tanto in tanto uso il rossetto se ho bisogno di ottenere l’esatta sfumatura di qualcosa”.
E allora che cosa aspettate? Sicuramente questo è un passatempo divertente e creativo: tirate fuori i pennelli e mettetevi al lavoro! Tirate fuori il lip painter che è in voi!!

Laura Jenkinson e il lip painting
FONTE DELLE IMMAGINI:
http://www.amusingplanet.com/2014/08/makeup-artist-laura-jenkinsons-creative.html

di Monia De Tommaso

Moda femminile nell’antica Grecia [Prima parte]

Abiti femminili nell'antica Grecia

Vi siete mai domandate cosa c’è dietro gli eleganti vestiti dal taglio greco? O quali siano e da dove provengano i famosissimi sandali “alla schiava?”. Tranquille, niente panico, la risposta è in questo articolo. Dopo l’antica Roma, diamo uno sguardo alla moda femminile nell’antica Grecia.
Sebbene agli inizi non esistessero grandi differenze fra l’abbigliamento maschile e quello femminile (anche se con il divieto di scambiarsi gli abiti le differenze divennero piuttosto evidenti) diversi particolari distinguevano le adolescenti dalle donne sposate, le prostitute dalle vedove, le donne dell’aristocrazia dalle popolane, le padrone dalle schiave.

Chitone ampio, peplo e chitone ionico

Da sinistra: chitone ampio, peplo e chitone ionico

Le differenze tra le vesti semplici e quelle più sfarzose crebbero sempre più e si moltiplicarono le forme intermedie. Persino le donne che non sempre riuscivano ad avere di che mangiare non si accontentavano tanto facilmente quando si trattava di vestiario. Non tanto diversamente dai giorni nostri…in fin dei conti essere donna è sempre la stessa storia!

Allontanandoci dalla complicata questione dell’illibatezza, generalmente le donne greche indossavano il peplo, rettangolo di stoffa (generalmente lana bianca o color zafferano) che veniva drappeggiato intorno al corpo sino a formare una sorta di tunica, che lasciava le braccia scoperte, e veniva fermato in vita da una cintura. Comunemente il peplo veniva rimboccato al di sopra della cintura, creando un effetto simile a quello di una moderna blusa.

Pepli e chitoni

Il peplo fu usato come vestito unico fino alla seconda metà del VI secolo, quando sostituito dal chitone, venne usato come camicia da notte o abito casalingo e a volte anche una specie di mantello. Il chitone, di origini ioniche, era costituito da due teli rettangolari sovrapposti e cuciti insieme sui lati. Mentre l’abito veniva fermato in vita da un cordone o una cintura, e fissato sulle spalle (inizialmente da spille fibule ed in seguito da vere e proprie cuciture) il seno era sorretto da una larga fascia, che aveva anche la funzione di nascondere l’apertura del vestito. Dal chitone ionico era possibile, tramite spille appuntate nella parte superiore dell’abito, ricavare anche delle maniche, ed era generalmente lungo sino ai piedi, a differenza del chitone dorico, che invece poteva essere anche più corto, ed era cucito soltanto su un lato. Il chitone era sempre vestito insieme ad un mantello, che poteva essere o il peplo o l’himation.

L’himation (costituito da un grosso triangolo di stoffa messo doppio) poteva essere indossato intorno alla testa, oppure fatto passare da sotto l’ascella alla spalla opposta. Con la stessa funzione, nelle stagioni più calde erano usati il diplax ed il chlamidon versioni dell’himation ma di dimensioni più ridotte.

Semplici forme, semplici tessuti ma dalla resa elegante. Cosa ne pensate?

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FONTI DELLE IMMAGINI:

http://letterepaoline.net/2011/02/06/l%E2%80%99abbigliamento-in-eta-ellenistica/
http://nerto.it/zine/index.php/gli-antichi-greci-come-a-woodstock-levento-dellanno-ai-tempi-di-platone-e-stato-sempre-uno-per-millenni-una-ciclicita-insita-nella-vita-e-nella-morte-delle-campagne-da-rivivere-assieme-alla/
http://nerto.it/zine/index.php/gli-antichi-greci-come-a-woodstock-levento-dellanno-ai-tempi-di-platone-e-stato-sempre-uno-per-millenni-una-ciclicita-insita-nella-vita-e-nella-morte-delle-campagne-da-rivivere-assieme-alla/

di Monia De Tommaso

Le proprietà benefiche del limone

Lo sapevate che i limoni celano delle proprietà benefiche incredibili? Il profumato frutto usato per aromatizzare pietanze dolci e salate, nonché orgoglio siciliano, può migliorare la nostra vita se usato tutti i giorni anche in piccole dosi. Quali sono le sue proprietà benefiche? Ebbene, il Signor limone (titolo di tutto rispetto) è dotato di queste qualità:

1. E’ un antipiretico e anti infiammatorio potente quindi il suo succo può favorire la guarigione da raffreddore, influenza o febbre. Aiuta la sudorazione.

2. Essendo un potente antiossidante, contrasta i radicali liberi, principali responsabili di malattie generative come l’invecchiamento, arteriosclerosi, infarto, artriti, ecc.

Limoni: proprietà curative

3. Previene l’iperuricemia e la gotta grazie alla sua capacità di ridurre l’acido urico.

4. Favorisce l’attività intestinale agendo nello specifico sui movimenti peristaltici e quindi sulla digestione. L’ideale sarebbe bere al mattino, come prima cosa, del succo di limone mescolato all’acqua tiepida.

5. Combatte i disturbi respiratori (asma, raffreddore da fieno per citarne alcuni) in quanto ricco di vitamina C

6. Attenua il mal di denti (sì, il succo di limone può anche questo), ferma le emorragie gengivali e migliora l’alitosi.

7. Sui problemi di pelle è una manna: la schiarisce (sia se ne beviamo il succo e sia se lo applichiamo sulla pelle con un batuffolo di cotone), rimuove punti neri e l’acne grazie al potere astringente e antibatterico; allevia la sensazione di bruciore di scottature, punture d’api ed eczemi.

8. Combatte la caduta dei capelli e la creazione di forfora. Dà ai capelli lucentezza naturale e li schiarisce.

9. Aiuta a perdere peso: questo è il mio punto preferito. Il limone aiuta ad eliminare la ritenzione idrica che è la prima causa degli inestetismi della cellulite. Se una persona assume del succo di limone mescolato con acqua tiepida e miele, può ridurre il peso corporeo, associando il tutto ad una dieta adeguata.

Limone: proprietà curative10. Combatte i reumatismi e l’artrite.

11. Rafforza i vasi sanguigni e previene le emorragie interne grazie alla presenza di vitamina P.

12. Aiuta a ridurre alcuni sintomi legati alle malattie degli occhi come la retinopatia, grazie alla presenza della rutina.

13. Per i suoi poteri astringenti: sgonfia i piedi, restringe le vene varicose (grazie a poche gocce dell’olio essenziale estratto dalla sua buccia ) e combatte cefalee e mal di testa.

14. Ammorbidisce le mani e rende più resistenti le unghie: bastano poche gocce nell’acqua in cui immergerete mani o piedi.

15. Previene l’ipertensione: bere succo di limone è utile per le persone che soffrono di problemi cardiaci poiché contiene potassio. Controlla la pressione alta, le vertigini, la nausea e favorisce il rilassamento di mente e corpo. Riduce lo stress mentale e la depressione.

Dulcis in fundo: è un ottimo sgrassante e smacchiante, respinge le zanzare (adoro questo frutto!!) ed è un potente tarmicida.

Nel frigorifero vi manca questo magico frutto? Che aspettate, correte a comprarlo!

Scopri le proprietà antitumorali e antiossidanti della curcuma! Attente ai cibi nemici del sonno!

di Monia De Tommaso

Bijoux inverno 2015. Da non perdere!

Dopo aver dato uno sguardo alle anticipazioni sui capi d’abbigliamento più in voga nell’inverno 2015, proseguiamo con i bijoux.

COLLANE E BRACCIALI:
Dolce & Gabbana lancia gioielli non gioielli, ovvero, abiti che diventano essi stessi gioielli, con cappucci impreziositi da una cascata di pietre affinchè la figura della donna non sia appesantita da altri bijoux.
Chloè propone invece un mix vincente tra anni ’70 e stile gitano. Bracciali e collane con frange, nappe o charms in oro giallo o rosa per dare un tocco di calore all’imminente freddo.
Swarovski, in linea con uno stile pulito e moderno, propone gioielli punti luce. Per esempio, la collana multicerchi dona lucentezza al viso senza rinunciare a quel tocco originale che non si può scordare facilmente. E per uno stile tribale, ecco una collana decisamente luminosa e originale come potete osservare nella foto.

Collana in stile tribale inverno 2015
ORECCHINI: per l’anno prossimo i bijoux torneranno ad arricchire di colori metallici gli outfit. La grande novità riguarda i maxi orecchini grandi come “lampadari”, eccentrici, articolati e invadenti al punto che basterà indossarne anche solo uno per ottenere il giusto effetto.
Per Louis Vuitton l’orecchino dell’autunno-inverno 2014-2015 deve essere una fusione di diverse forme, assomigliando a una chiave. Perfetto da abbinare a dettagli in pelle lucida, per la sua eccentricità va portato da solo.
Yves Saint Laurent invece punta ad un doppio triangolo: grandi ma non eccessivi grazie alle geometrie di pieno e vuoto e alle mini frange dorate che donano movimento e femminilità. Sono decisamente l’accessorio destinato a fare tendenza, nonché i miei preferiti.
Dior crea orecchini di perle fini, oro bianco, rosa o giallo e cristalli sfavillanti, assemblati per incorniciare il viso con un tocco di femminilità raffinata.

Orecchini Louis Vuitton,Yves Saint Laurent,Oscar de La Renta inverno 2015
Oscar de La Renta propone orecchini molto lunghi che mirano a combinare oro e cristalli translucidi. Per non eccedere con le forme vanno indossati a spalle scoperte.
Anche secondo Celine l’orecchino va indossato da solo per la sua imponenza: metalli, pendagli e inserti creano un mix da rimanere senza fiato.
Infine, Balmain lancia orecchini a cerchio con grande stile.

Orecchini Celine e Balmain inverno 2015

Con questa ampia scelta, non resta che preparare orecchie e collo in attesa che arrivi l’inverno a portare una ventata di stile.

Direttamente dalla passerella di Milano, New York e Parigi, guarda anche i make-up dell’inverno 2015 e i giubbotti in pelle, i passpartout dell’inverno 2015!

FONTE DELLE IMMAGINI:
http://www.modaebellezzamag.it/fotografia/schede-fotografia/accessori-donna-ai-2014-2015

di Monia De Tommaso