Moda femminile nell’antica Grecia [Seconda parte]

Proseguiamo con il sequel sulla moda femminile nell’antica Grecia con una curiosità:
oltre alle già nominate tuniche e ai pepli, le fonti parlano anche di un ornamento detto adi, una sorta di cintura di castità per le vergini. Poiché in egiziano adi significa «parte inferiore», si trattava evidentemente di un ornamento da indossare dalla vita in giù.

Peplo dorico - antica Grecia

Una piccola digressione sulle adolescenti: queste si avvolgevano intorno al corpo come un secondo chitone, una sopraveste sottilissima. Veste e sopraveste formavano un insieme molto piacevole a vedersi, che lasciava libere le braccia e le spalle, mentre la cintura annodata alta faceva risaltare le forme femminili.
Dal primo giorno di matrimonio la sposa non poteva più uscire senza o mostrarsi a un estraneo, in casa propria, a capo scoperto. Se si nutriva il minimo sospetto sulla sua condotta, il marito aveva il diritto di ripudiarla, così come fece Gallo, uno dei generali dell’imperatore Augusto.

Chitone - antica GreciaVi sembra una punizione folle e rigida? Pensate che nell’antica Mesopotamia le donne che si mostravano in pubblico a capo scoperto venivano condannate al taglio delle orecchie oppure al supplizio della pece bollente che veniva versata sui loro capelli!
Ma non lasciatevi trarre in inganno: quella che, a prima vista, sembrerebbe un’epoca estremamente puritana non lo era poi affatto. Stabilendo che le donne potevano spendere parte della dote o delle entrate familiari in vesti e cosmetici, il legislatore suggeriva loro di fatto di valorizzare la propria persona. Nei contratti matrimoniali l’elenco dei doni del marito alla sposa comprendeva sempre abiti e gioielli. In breve, la bellezza femminile era un dovere nazionale.

Le matrone alla moda spendevano cifre da capogiro per dei tessuti di importazione: vestivano di bisso egiziano, di trasparenti tessuti di cotone importati dall’India, di stoffe persiane dai variopinti ricami ad ago, di porpore di Tiro, sete naturali cinesi, damaschi e mussolina leggera che, a Roma, veniva chiamata «aria tessuta».

Insomma, le donne greche non si facevano mancare proprio niente e spendevano interi patrimoni in vestiti, gioielli e unguenti preziosi. D’altro canto, esortando i romani ad abbandonare questo malvezzo e a ritornare alle semplici vesti da contadini dei loro avi, il filosofo Seneca osservò ironicamente:

«Il malcostume dilaga! Trionfano gli eccessi della moda! Virtù e decoro sono morti! L’umanità peggiora sempre più! Così si diceva all’epoca dei nostri padri e così noi ripetiamo oggi, e domani saranno i nostri figli a dirlo».

Scopri la moda femminile nell’antica Roma e nell’antico Egitto! Potrebbero interessarti anche:
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FONTE DELLE IMMAGINI:
http://nerto.it/zine/index.php/gli-antichi-greci-come-a-woodstock-levento-dellanno-ai-tempi-di-platone-e-stato-sempre-uno-per-millenni-una-ciclicita-insita-nella-vita-e-nella-morte-delle-campagne-da-rivivere-assieme-alla/
http://it.wikipedia.org/wiki/Abbigliamento_nell%27antica_Grecia#Abbigliamento_femminile
http://kin235.blogspot.it/2009/08/vestuarios.html

di Monia De Tommaso

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