Il carattere del bambino Ariete

L’influenza dei segni zodiacali sul carattere degli uomini ha sempre destato la curiosità di tutti coloro che cercano di riconoscersi, anche per gioco, nelle varie manifestazioni del carattere tipiche di ogni segno. Potrebbe essere quindi motivo di interesse cercare di individuare nel carattere dei propri figli, fin da piccoli, quei segni premonitori che costituiscono la base “astrologica” della personalità. Naturalmente questi dati dovranno essere valutati per quelli che sono: indicazioni generiche di caratteristiche individuali che sarà sempre un vantaggio riuscire a individuare. Buona lettura e buon divertimento.

Ariete (21 marzo – 20 aprile)

Il bambino Ariete non è complicato, ma l’influenza di Marte sulla sua psiche lo rende più vivace e più ribelle degli altri bambini; è l’influenza del segno del fuoco che lo fa più testardo, smisurato in tutto, portato a sfogarsi in crisi di rabbia, in urla e strilli; tuttavia è più spontaneo, più leale dei suoi coetanei; a volte ha anche slanci di tenerezza piuttosto rari in un bambino. È geloso; gli piace proteggere bambini più deboli di lui e, non di rado, avere amicizie con piccoli minorati fisici: ciò è dovuto alla sua naturale tendenza a proteggere esseri indifesi. Ha una fantastica volontà di agire: in una piccola abitazione di città questa qualità, di per sé lodevole, può già costituire un problema. Ha bisogno di muoversi, di correre, di esternarsi e naturalmente non poche cose andranno in frantumi.

carattere-bambino-arieteI giocattoli per questo bambino, così spontaneo e pieno di vita, devono essere scelti con particolare attenzione. Se avrà a disposizione uno di quei piccoli miracoli della tecnica e della meccanica, lo maneggerà con entusiasmo…soltanto dopo averlo debitamente demolito e questo sarà per lui un oggetto di gioco anche contro l’opinione degli adulti. Sarà bene mettergli a disposizione qualche cosa capace di stimolare la fantasia, la voglia di creare e di improvvisare: quindi, nessun giocattolo tropo perfetto e finito per il piccolo Ariete.

La sua educazione richiede da parte dei genitori molta pazienza e comprensione. Bisogna sapersi immedesimare nella sua impulsività, chiudere ogni tanto occhi e orecchie: si riprenderà da sé. L’Arietino di fronte agli adulti non è né interessato né furbo; vivendo troppo nel presente non sembra imparare dalla propria esperienza si consola e si riconcilia presto, e altrettanto rapidamente dimentica. Durante il periodo scolastico, spinto dalla forte ambizione di essere più svelto e più forte degli altri, preferisce battersi con i compagni più grandi di lui; mentre altri bambini agiscono mossi da un risentimento e da vendetta, per lui una baruffa è piuttosto motivo per misurare sportivamente le proprie forze. Con lui valgono una guida amorevole, pazienza e molto buon senso; guai a dominarlo con la forza: il suo animo si irrigidirebbe. Occorre non impedirgli di agire…lasciarlo sfogare. Con il tempo saprà moderarsi da solo.

ariete-costellazione

Non gli piacciono attività regolari: bisogna rendergliele attraenti affidandogli incarichi che sollecitino la sua responsabilità e allora si sentirà anche importante; pur restando per molto tempo ingenuo, infantile e fiducioso, sarà presto indipendente. Il periodo scolastico comporterà sempre qualche preoccupazione per i genitori, anche se egli è più intelligente della media: sarà cosa rara che diventi uno scolaro modello. Desidererebbe imparare qualche cosa di nuovo ogni giorno; si stanca presto di una materia…pur dedicandovisi a periodi con zelo e interesse: infatti non sa che cosa sia uno studio sistematico.

La pubertà sarà un periodo difficile che provocherà dissonanze con quanto lo circonda. Non accetta ammaestramenti, tuttalpiù si potrà puntare sul suo orgoglio perché ama superare gli altri. La noia è il suo nemico principale. Il bambino sotto il segno dell’Ariete è il più sportivo e il più spavaldo. Ginocchia escoriate, caviglie slogate saranno il meno; la testa è esposta ai maggiori pericoli. Bisogna fare attenzione che risposi sufficientemente: ha un ritmo accelerato, disperde molta più energia degli altri bambini…e di conseguenza “casca nel letto morto di fatica”. Se lo si sveglia di soprassalto (occorrerà assolutamente evitare di farlo) ci vorrà molto tempo prima che si svegli completamente e poi sarà di pessimo umore: l’interruzione del sonno costituisce per lui una sofferenza fisica.

Il piccolo Ariete è imprudente e impulsivo perché vuole essere sempre il primo e non pensa alle eventuali conseguenze. Perciò si lascia indurre facilmente a imprese azzardate e nel suo zelo tenta l’impossibile. È prudente evitare di sfidarlo. Fortunatamente è un bambino robusto, raramente affetto da malattie gravi. A volte può suscitare apprensione per un forte attacco di febbre, e una indisposizione improvvisa. Il suo corpo reagisce prontamente e impetuosamente a ogni genere di infezione, le indisposizioni scompaiono presto. Come già detto sopra, è consigliabile fare molta attenzione alla testa e andare dal medico api primi sintomi quando si tratta degli occhi, delle orecchie e dei denti.

Potrebbe interessarti: Il carattere della mamma Ariete
Il carattere del bambino Toro e Il carattere della mamma Toro
Il carattere del bambino gemelli e Il carattere della mamma Gemelli
Il carattere del bambino Cancro e Il carattere della mamma Cancro
Il carattere del bambino Leone e Il carattere della mamma Leone
Il carattere del bambino Vergine e Il carattere della mamma Vergine
Il carattere del bambino Bilancia e Il carattere della mamma Bilancia

FONTI DELLE IMMAGINI:
http://www.oroscopodioggiedomani.it/natura-dei-12-segni/le-principali-caratteristiche-dei-12-segni-zodiacali.html
http://cultura.biografieonline.it/costellazione-ariete/
http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2012/12/

di Monia De Tommaso

di Monia De Tommaso

Annunci

Albero di Natale 2014: tendenze colori e addobbi

Coerentemente con il mio blog che tratta di tendenze e di sfera femminile, scrivo questo articolo che parla dei colori e degli addobbi più in voga per il Natale 2014.
Certo, in questi tempi di crisi si ha la tendenza ad usare gli addobbi dell’anno precedente ma chi ha intenzione di rinnovarli allora può fare riferimento a questi suggerimenti.
Dunque, per chi segue le tendenze, quest’anno i colori moda per addobbare il proprio albero di Natale sono diversi.

albero-e-addobbi-di-natale-2014-blu-tiffany
Addobbi natalizi in Blu Tiffany
La new entry è la famosissima tonalità del blu tiffany che sarà il colore del Natale 2014. Insieme all’argento o il bianco crea un’accoppiata vincente. Se il bianco è un modo fresco per conferire un candido stacco al colore, l’argento si sceglie per chi desidera avere una magica brillantezza e lucentezza. Apparentemente audace, anche il mix tra oro e turchese è molto elegante. L’addobbo oro e turchese tuttavia non è affatto semplice da scegliere: bisogna infatti essere attenti alla giusta tonalità di turchese che non deve essere troppo tendente all’azzurro ma nemmeno di un turchese acceso.

albero-e-addobbi-di-natale-2014-rosa-pallido
Addobbi natalizi in Rosa pallido
Così come il blu Tiffany, anche il rosa pallido diventa protagonista indiscusso, anch’esso da accoppiare con l’argento o il bianco. Questo è un addobbo romantico e molto elegante che può essere mixato al rosso dei decori degli anni precedenti oppure reso ancora più prezioso con decorazioni in cristallo. Per realizzare l’addobbo in rosa e oro, si possono acquistare palle di Natale dai colori tenui e aggiungerci dei fiocchi preziosi nelle tonalità del rosa antico o cipria.

albero-e-addobbi-di-natale-2014-bianco
Addobbi natalizi in Bianco
Il bianco resta pur sempre un must have per le decorazioni natalizie tradizionali, anche se deve lavorare da solo. Accoppiato al legno, e a materiali riciclati, diventa un interessante protagonista di addobbi natalizi dal gusto vintage.

albero-e-addobbi-di-natale-2014-rosso
Addobbi natalizi tradizionali in Rosso
Ovviamente per gli amanti dell’albero di Natale tradizionale, intramontabile è il rosso, concepito in maniera rustica. Quindi SI a decori in stile nordico norvegese, realizzati con tessuti a quadretti; SI agli addobbi fai da te, riciclati ed ecosostenibili in legno, in feltro e in cartone. Si può tranquillamente giocare con addobbi e decorazioni utilizzando le stelle di Natale e, se si cercano delle combinazioni particolare, si possono mixare fiori e frutta. E poi ci sono i classici della tradizione del Natale: pupazzi, Babbo Natale e piccoli pupazzi di neve.

albero-e-addobbi-di-natale-2014-addobbi-commestibili
Addobbi natalizi Commestibili
Come il rosso non passano mai di moda gli addobbi commestibili come i cioccolattini, biscotti, arance, mele e cannella. Per realizzare una specie di albero della cuccagna natalizio.

Le ultime tendenze trendy suggeriscono questi colori e questi addobbi per alberi di Natale fashion. Però ora vorrei essere io a dare un paio di suggerimenti.
Il Natale, come mi hanno insegnato, significa prima di tutto famiglia, unione. Ricordo che vedere mia nonna preparare l’albero di Natale era uno spettacolo. Aveva uno scatolo pieno di palline dai colori sgargianti. Non ce n’era una uguale ad un’altra. Ogni volta che ne tirava fuori una dallo scatolo non la vedeva se non quando l’aveva tra le mani, per sorprendersi della scelta. Le metteva dove più le piaceva; poi, dopo aver riempito l’albero con le luci tutte colorate, scagliava contro l’albero i boa, anche questi dai diversi colori. E infine, l’immagine più bella di tutte, spezzettava batuffoli di ovatta e ridendo come una bambina li lanciava contro l’albero per simulare la neve. Altre volte univa alle palline anche dei biscotti, delle monetine di cioccolato e dei pezzetti di buccia di mandarino così la casa infine odorava di dolce e canditi. Il suo albero era un festoso tripudio di colori .
Lei amava divertirsi durante i preparativi natalizi e quando addobbava l’albero era un giorno di festa a cui tutti partecipavamo, magari con della musica in casa…mi basta pensarla per entrare subito nello spirito natalizio.
Questi ricordi per me sono il Natale. Se le decorazioni del vostro albero avranno colori diversi dal blue Tiffany e dal rosa pallido non rattristatevi…ciò che importa davvero è addobbarlo con le persone a cui volete bene.

FONTI DELLE IMMAGINI:
http://www.desainer.it/consigli/addobbi-natalizi-2014-2015.php
http://www.leonardo.tv/articoli/come-addobbare-albero-natale-2013-rosa/
http://www.leonardo.tv/articoli/albero-di-natale-2014-oro-e-turchese/
http://www.leonardo.tv/articoli/albero-di-natale-2014-verde-rosso/
http://www.ireneccloset.com/2012/12/il-mio-fashion-albero-di-natale.html

di Monia De Tommaso

Quando il nude look diventa eccessivo

nude-look-pucci
Da sempre gli stilisti di moda amano giocare con il nude look. Spesso vediamo sfilare in passerella creazioni realizzate in materiali leggeri, trasparenti, traforati, che nascondono poco o niente. Alle volte le suddette creazioni risaltano le forme scultoree delle celebrità innalzandole al rango di divinità; tuttavia, care lettrici, bisogna conoscere bene i limiti per evitare di cadere nel ridicolo o addirittura nel cattivo gusto.

Innanzi tutto: quando si cade nel cattivo gusto? Ho provato a scrivere “cattivo gusto nel vestire” su Google e a fare una ricerca per immagini. Tra i primi risultati mi sono comparse le facce di Lady Gaga, Christina Aguilera e Rihanna, la qual cosa probabilmente non vi sorprenderà. Sicuramente infrangono tutte delle regole che in qualche modo sono ritenute universali … e dunque partiamo dall’A B C: quali sono le regole per portare gli abiti senza cadere nel cattivo gusto?

1) Gli indumenti vanno indossati con disinvoltura;

Il primo punto è vero ma bisogna ricordare che:

2) Ci vuole l’indumento giusto per la circostanza/occasione giusta. Insomma, in discoteca possiamo concederci quegli eccessi che sarebbe meglio non sfoggiare al lavoro;

3) Gli eccessi vanno evitati. Dalle mie parti si dice “il troppo stroppia”;

4) Con l’avanzare dell’età certi indumenti andrebbero eliminati dall’armadio; ergo, ogni vestito vuole la sua età.

5) Ogni fisico chiede il suo indumento;

6) Gli indumenti vanno abbinati anche secondo la combinazione dei colori.

nude-look-stella-mccartney

Fantastici abiti nude look di Stella McCartney

Premesso questo…quando il nude look trasgredisce una delle regole sopra citate si possono avere effetti indesiderati; abiti troppo trasparenti, troppo succinti, possono in uno schiocco di dita risultare volgari, ridicoli e far passare chi li indossa per esibizioniste.
Avrei inoltre da aggiungere un pensiero. Da sempre l’essere umano ha la tendenza a desiderare maggiormente ciò che non riesce ad ottenere e quanto più ha l’impressione di raggiungere ciò che vuole, senza tuttavia arrivarci, tanto più il desiderio di possesso e la curiosità verso questo oggetto aumenta. Viceversa, si ha la tendenza a dare per scontato ciò che si ha già o che è facile avere. Ecco, io sono fermamente convinta che per l’abbigliamento si debba fare lo stesso ragionamento. Una donna risulta tanto più attraente quanto più l’uomo deve lavorare di immaginazione per vedere le sue grazie celate dagli indumenti. Al massimo deve avere solo l’illusione di vedere, ma niente di più. Non avere tutto servito su un piatto d’argento scatena in lui ancora quel lato da cacciatore e gli ricorda che c’è ancora da “spogliare” e da scoprire. Per darvi l’idea: vi piacerebbe di più un regalo impacchettato oppure senza confezione?
Ma andiamo oltre e passiamo ad esempi pratici di “in” e “out”. Cosa c’è di sbagliato in questi look?

nude-look
Tutte e tre hanno destato l’attenzione dei fotografi ma non certo per una questione di classe ed eleganza… almeno secondo il comune senso del pudore. Rihanna è in versione nude che di più non si può; Miley Cyrus è eccessivamente trasgressiva mentre Lady Gaga…beh, da lei ce lo si aspettava. È la provocazione in personificata. Erin Wasson invece…è stata bendata…ma forse faceva prima ad uscire in costume.

nude-look
Madonna dovrebbe sapere che i bustini di pizzo, coppe nude look e accessori fetish non si addicono a una 54enne; Amber Rose…che dire? E’ a prova di eleganza. Melody Thornton invece non voleva lasciare nulla all’immaginazione. Altrimenti, sotto questo abito di pizzo trasparente, l’ex star delle Pussycat Dolls avrebbe quantomeno indossato un reggiseno e un paio di slip.
Kristen Stewart, difficilmente indossa qualcosa che le stia bene e questo è uno di quei casi. A prescindere il cattivo gusto, quel vestito non è per lei perché riduce otticamente le forme poco sinuose dell’attrice.

nude-look
Ok. Rihanna con reggiseno e calze nere a vista e in evidenza è troppo stile night club per un tappeto rosso, qualsiasi esso sia. Irina ha dimenticato di vestirsi mentre Laetitia Casta per non sembrare troppo volgare ha indossato un mutandone sotto il lungo abito traforato. Non faceva prima a indossare altro?

Allontaniamoci dai cattivi esempi per passare a quelli buoni.

nude-look
Heidi Klum ha un abito decisamente provocante ma per la leggerezza del tessuto, per il colore delicato e per una sola gamba esposta, la sua figura risulta attraente senza esagerazione. Jaimie Alexander ha osato molto tuttavia il tessuto coprente che compone l’abito e la scollatura rotonda e alta bilanciano la provocazione lanciata dalla serpentina velata. Natasha Poly ha un abito con le trasparenze giuste ai posti giusti. Bianca Balti sfoggia a Zelig un abito in pizzo che ci ricorda l’esempio sopra citato della Casta. Tuttavia il pezzo indossato sotto il vestito (a differenza del due pezzi della Casta) è più in armonia con lo strato più esterno.

nude-look
Dita Von Teese indossa qualcosa di simile alla Balti e direi che su di lei è ancora più adeguato visto il personaggio che rappresenta; Kristen Stewart qui indossa qualcosa di decisamente audace, forse più dell’outfit indossato prima, ma quanto meno il colore (che rendendo ancora più l’effetto nude sembra scomparirle addosso) è neutro e quindi meno appariscente. Migliore qui l’idea di indossare una cinta che spezzi otticamente il punto vita dai fianchi. La Belen, che fa parlare di sé anche quando non fa nulla, ha indossato un abito per il matrimonio della Canalis che ha oscurato la sposa.

In conclusione, sebbene il buon gusto nella scelta dei vestiti sia qualcosa di soggettivo, ci sono delle regole da rispettare se non si vuole sforare nel cattivo gusto.
Pizzi, veli, seta così sottile da lasciare poco all’immaginazione, schiene coperte da scialli praticamente di pellicola da cucina, da quanto sono trasparenti…non c’è bisogno di rendere per forza manifesto il proprio corpo per far supporre di avere una silhouette mozzafiato.

Basta non esagerare e non seguire assolutamente l’esempio di alcune celebrities: d’accordo per la trasparenza sensuale e il vedo-non vedo, ma se sotto il vestito non c’è niente si tratta più di un vedo-vedo benissimo-forse solo un po’ sfocato.

FONTI DELLE IMMAGINI:
http://www.dilei.it/moda/foto/nude-look.html#1
http://mag.sky.it/mag/life_style/photogallery/2013/11/20/i_look_trasparenti_delle_star.html
http://www.alfemminile.com/moda/album985153/gli-abiti-trasparenti-delle-star-0.html#p1
http://www.look-dei-vip.it/media/kristen-stewart-en-robe-transparente_m5725
http://www.leiweb.it/moda/star-e-news/2012/star-vestite-di-pizzo-401178887416_7.shtml<
http://www2.stile.it/maison/emilio-pucci/foto-sfilate/page/23/
http://www.stylosophy.it/s/stella-mccartney/page/2/

di Monia De Tommaso

Rose Bertin e la nascita della moda e della donna moderna

Per chi non lo sapesse, la moda come oggi noi l’intendiamo, nasce con una coppia di donne: la regina di Francia Maria Antonietta d’Asburgo-Lorena,  e Rose Bertin, la sua modista. Se fino a tutto il Seicento le linee guida da seguire da parte dei “modanti” erano perlopiù dettate dagli ambienti cortesi o dal capriccio di uomini e donne di grandi mezzi, col XVIII secolo si venne affermando una nuova forma di moda basata soprattutto sull’estro e sulla creatività di grandi artigiani. A dettare la moda era ormai risolutamente la Francia e segnatamente Parigi. I merchandes de mode, nelle botteghe in cui vendevano nastri e trine, presero a proporre nuove decorazioni sulla base del loro gusto e di invenzioni personali.

Rappresenta emblematicamente questa svolta proprio Madame Rose Bertin, specialista in cappelli e decorazioni del capo. Il fatto stesso che di questa modista si sia tramandato il nome costituisce un’importante novità. Precedentemente si conosceva il nome di un sarto quasi solo se finiva in tribunale per avere magari disatteso le norme santuarie. Di Madame Bertin, pensate, possediamo anche il ritratto, che restituisce l’immagine di un volto paffutello sovrastato da una pettinatura gonfia decorata con trine, nastri e fiori, gli ornamenti che l’avevano resa famosa.

Ma chi era Rose Bertin? Cosa sappiamo di lei?

rose-bertin

La modista Rose Bertin in un ritratto di Jean-Francois Janinet del 1780

Rose nacque nel 1747 ad Abbeville, in Piccardia, da una famiglia umile e di scarsa istruzione. Era una giovane donna ambiziosa e che credeva nelle proprie capacità, ma non la potremmo definire proprio una Signora; pare infatti che i suoi modi fossero un tantino troppo brutali e rozzi. Tutto ciò non le impedì comunque di trasferirsi, coraggiosamente, a Parigi compiendo un viaggio di circa 170 chilometri per andare a lavorare come apprendista nella boutique della sarta, Mademoiselle Pagelle, chiamata Trait Galant. Ed è proprio qui che si fece conoscere dalla Principessa di Conti, dalla Duchessa di Chartres e dalla Principessa di Lamballe, tutte molto vicine alla Regina.
Ormai apprezzata dalla maggioranza delle nobildonne francesi per il suo lavoro, nel 1772 venne presentata alla delfina Maria Antonietta, la quale le diede anche i mezzi per aprire una boutique in proprio, che venne chiamata “Au Grand Mogol”.

Innamoratasi delle sue creazioni la delfina la scelse come modista personale e dopo l’incoronazione iniziò ad incontrarla due volte alla settimana per farsi mostrare le sue creazioni. Quando veniva informata dell’arrivo della sua couturière, Maria Antonietta lasciava sole le sue dame e si ritirava negli appartamenti privati per lunghi conciliabili con la venerata artista, per ideare e lanciare insieme a lei una moda ancora più pazza di quella precedente.

maria-antonietta-toeletta-regale
Per esempio, nel 1774 Mademoiselle Bertin lanciò la moda dei “pouf”, che ebbero un gran successo. Sistemati in cima ad un altissimo ammasso di capelli (ne creò uno alla regina alto 3 piedi, ovvero 0.91 metri!!), come un’impalcatura di velo, quei pouf venivano cosparsi degli oggetti più singolari: fiori, frutti, verdure, uccelli, palcoscenici e barche in miniatura. La regina un giorno indossò allegramente, attorno alla testa, tutto un giardino all’inglese, con prati, colline e ruscelli argentei. Tutta orgogliosa un giorno sfoggiò l’incredibile “pouf della vaccinazione”, che consisteva in un sole nascente, un olivo con tanto di olive e un serpente avvolto nell’albero sotto la minaccia di una mazza coperta dai boccioli. Quest’esagerata composizione artistica raffigurava i simboli di una nuova era: la scienza che trionfa sul male e annuncia l’età dell’oro; o più semplicemente pubblicizzava il suo successo nel persuadere il Re a essere vaccinati contro il vaiolo. Vi sembra poco?

Il trionfo della Bertin però erano i pouf aux sentiments, cappellini concepiti con la collaborazione del Fisionomista: si premeva una molla e sbocciava una rosa.

Ciò che più interessava Maria Antonietta però, erano le piume: il cappellino alla minerva ne contava addirittura dieci, ed erano così alte che un giorno le fu impossibile montare in carrozza.

Legata alla regina da una forte amicizia, la Bertin diventò una figura decisamente potente alla corte di Versailles, al punto di essere soprannominata Ministro della moda dai suoi detrattori.

acconciature-maria-antonietta

Acconciature di Maria Antonietta

acconciature-maria-antonietta

Acconciature di Maria Antonietta

La bravura della Bertin è accentuata anche dall’arduo compito che doveva compiere. In cosa consisteva?
Ogni mattina, la già esigente Maria Antonietta doveva decidere cosa indossare per il giorno.
E non era cosa semplice giacché per ogni stagione il guardaroba della regina comprendeva 12 nuovi grands habits per le occasioni speciali e per i ritratti ufficiali, più 12 petites robes de fantaisie (alla levita, alla polacca, all’inglese) per non contare i cento più informali che ogni anno venivano in più allestiti per il tempo libero. Facendo i calcoli Mademoiselle Rose doveva confezionare 61 abiti ogni tre mesi! Poi ovviamente c’erano accappatoi, corsetti, scialli, cuffie e cinture, guanti, calze e sottovesti.

Per non impazzire o impiegare, come in realtà faceva, buona parte della giornata nel boudoir, la regina fissava, su un grosso libro pieno di campioncini della stoffa di ciascun abito pronto in guardaroba, uno spillo sul prescelto; poi consegnava il tutto alle varie serve che si preoccupavano di procurare gli abiti e gli accessori selezionati e portarli alle altre serve che erano incaricate di vestirla. Tutto sommato fu l’abile arte di Madame Bertin che permise alla sovrana, fino a quel momento molto semplice in fatto di abbigliamento, di adottare ogni giorno una nuova moda, facendo divenire il vestiario una delle sue occupazioni principali.

abiti-maria-antonietta

Abiti di Maria Antonietta

Altro aspetto davvero interessante che fa notare la grande influenza che riuscì a conquistarsi questa donna è il fatto che ogni “artista” che lavorava a corte era obbligato dall’etichetta a non lavorare all’esterno della corte reale stessa. Ebbene, Rose riuscì ad assicurarsi dalla Regina il permesso di continuare a lavorare anche nella propria boutique, per le altre nobildonne francesi. E Maria Antonietta non la accontentò solo per mantenersi i suoi servigi, ma anche perché sapeva quanto fosse importante per un’artista continuare a fare esperienze in ambienti diversi da quelli di corte, dovendo accontentare anche altri tipi di persone, per migliorare sempre più il proprio lavoro.
Dunque contemporaneamente al suo lavoro a corte, le prestigiose creazioni di Madame Bertin cominciarono ad essere esportate a Vienna, Londra, Venezia e San Pietroburgo e Parigi divenne il principale centro della moda europea.

modiste

Modiste

Alle sue dipendenze lavoravano una settantina di merchandes de mode. Coordinando il lavoro di un piccolo esercito, Rose Bertin consegnava alle sue illustri clienti abiti estrosi ed elaborati, adatti alla vita di corte, che costavano una cifra equivalente a più di 1000 giornate di lavoro salariato (intorno alle 2000 lire!!). Le grandi dame si contendevano le sue creazioni che lanciavano continuamente mode rapidamente adottate e altrettanto rapidamente superate. Le decorazioni che rendevano desiderabili le creazioni della Bertin non erano richieste perché preziose ma diventavano preziose proprio perché richieste. Vi ricorda qualcosa questo fenomeno? È un’inversione di senso che segna l’inizio della moda moderna.

Nel suo negozio la Bertin vendeva anche articoli già confezionati: grandi cuffie, cappelli ornati di fiori e piume, mantelline, mantelli con pelliccia, colletti, cravatte, fazzoletti di seta, fisciù di velo, manicotti, ventagli, cinture, guanti, scarpe, ciabattine ricamate e migliaia di altri ninnoli. Era impossibile uscire dal Grand Mogol a mani vuote. Alcune dame arrivarono a corrompere con forti somme “il ministro della moda ” come ormai era chiamata Rose, perché confezionasse loro un modello che la regina stessa non avesse ancora portato. Come disse la Bertin stessa: “Mai le donne di Francia hanno speso tanti denari per rendersi ridicole” (Anche oggi, quanto siamo disposte a spendere per un capo griffato?)

rosa-bertin-bambole

Bambole Rosa Bertin. Sulla destra, la bambola Pandora

La Bertin creò elaborate acconciature, accessori di moda, bambole di cera, legno o porcellana (chiamate Pandora e che la regina utilizza come regali) e quasi tutti gli abiti della regina fino al 1792, anno in cui Maria Antonietta fu detronizzata.

Durante la prigionia di Maria Antonietta, Madame Bertin continuò a ricevere gli ordini dalla regina ma per ordini molto più piccoli e quasi trascurabili, quali ordini di nastri neri e ritocchi semplici.

Durante la rivoluzione francese Rose Bertin emigrò a Londra dove continuò a lavorare e servire i suoi vecchi clienti, tramite gli émigrés. Alla fine la Bertin si ritirò dall’attività all’inizio del XIX secolo, lasciando l’attività ai nipoti e morì nel 1813, all’età di 66 anni.

Questa non solo è la storia di com’è nata la moda contemporanea, non è solo la storia di Rose Bertin, ma è anche la storia di come i suoi grandi abiti appariscenti abbiano fatto sì che chi li indossasse occupasse almeno tre volte lo spazio della controparte maschile, rendendo così la presenza femminile più imponente e la sua figura meno passiva.

FONTI DELLE IMMAGINI:
http://ladyreading.forumfree.it/?t=9415631
http://ladyreading.forumfree.it/?t=9415631&st=60
http://www.baroque.it/abbigliamento-e-moda-nel-barocco/rose-bertin.html
http://www.baroque.it/abbigliamento-e-moda-nel-barocco/leonard.html
http://adelasevcikova.blog.cz/0905
http://manuluize.com/biografia-de-rose-bertin-couturiere-de-maria-antonieta/

di Monia De Tommaso

Lo stile geek: come riconoscerlo ed imitarlo

Geek. Avrete sicuramente sentito questo termine diverse volte in riferimento ad una persona, ad un particolare stile di abbigliamento e ad uno stile di vita. In particolare, in questo articolo vi illustrerò quali sono gli elementi che servono per avere “stile geek” nell’abbigliamento. Ma partiamo con ordine.

Chi è il geek? Con questo termine, diffuso negli anni ’80, ci si riferisce a persone molto avanti dal punto di vista intellettuale, con svariati interessi (in particolare informatici), ma che possono essere anche molto attivi dal punto di vista sociale. Insomma, prendete la parola nerd (diffusa negli anni ’50), con il suo significato di soggetti molto intelligenti (soprattutto informatici) ma asociali e quindi sfigati, e spogliatela di tutte le sue sfumature dispregiative. Insomma, resta un individuo secchione ma con una discreta vita sociale…come Sean Parker, il creatore di Napster. Questo è il geek.

stile-geek
Passiamo al dunque. Quando ci si riferisce ai geek, così come ai nerd, ci si riferisce anche ad un determinato stile vestimentario stereotipato: mentre i nerd indossano vestiti per niente alla moda, spesso tipici di persone più in là con gli anni (come gilet o mocassini), i geek impiegano il loro tempo libero imparando ed acquisendo tutte le informazioni che il web offre e, informati su tutto, sono interessati tanto alle tendenze tecnologiche quanto ai gadget.

Quali sono gli indumenti propri dello stile geek?

1. Quadri, rombi, righe, piccoli pois o fiori. Queste fantasie sono molto presenti sia che si tratti di gonne, pantaloni, cravatte e giacche. Da usare con moderazione (ovviamente).

2. Immancabili occhialoni da vista dalla montatura appariscente. Anche se con lenti non graduate sono il must have di questo stile.

3. Battute sul mondo dell’informatica o che ricordano film, libri classici e cult, videogiochi, fumetti, personaggi di anime, fantascienza decorano magliette, borse e accessori di ogni geek che si rispetti. Quanto più sono arguti i riferimenti all’area di interesse, tanto più si è “fighi” tra i geek.

geek-style-look-geek
4. Gli indumenti classici e professionali sono abbinati a quelli casual. Perciò indumenti da ufficio come camicie o felpe a losanghe si abbinano a jeans o a pantaloncini con sotto dei collant; oppure dei gilet si accostano a t-shirt con riferimenti a videogames. No problem, in questo stile è concesso. Attenzione tuttavia a non sembrare troppo professionali; bisogna apparire informalmente professionali o avere un look da topo da biblioteca casual.

5. Bretelle e cravatta. Sono il tocco in più ma non obbligatori.

6. Le calze, se possibile, ben in vista. Che arrivino alla caviglia oppure al ginocchio, che siano bianche oppure a fantasia, danno un tocco extra di stile.

stile-geek-look-geek
7. Scarpe: basse, ballerine o decolté (con tacco quadrato o sotile), oppure maschili; le sneakers sono perfette, specialmente le Converse.

8. Accessori con riferimenti nerd…un orologio con Super Mario o una collana con un joypad per ciondolo. Fate voi.

9. Borsa a tracolla con audaci combinazioni di colori o riferimenti agli soliti argomenti di cui si è appassionati. Anche gli zaini dai design semplici (plaid, a tinta unita, per esempio il viola, ecc.) funzionano altrettanto bene.

borse-stile-geek

stile-geek-look-geek
10. Le gonne sono corte, pieghettate, a balze, morbide e a fantasia e possono essere di qualsiasi tessuto (denim, cotone, ecc.).

11. I capelli non hanno un taglio elaborato o troppo trendy. Se non sono lasciati sciolti, possono essere ordinati in un tuppo, una treccia, una coda, o sono fermati con dei fermagli. Tutto ai fini della praticità e comodità.

12. Essere geek, non vuol dire non truccarsi. Tuttavia il look è semplice e naturale, con tonalità neutre.

geek-style-look-geek
Ricordate che lo stereotipo geek riflette una persona che dando importanza ad altre cose (soprattutto dedicarsi alla sua area di interesse) piuttosto che all’abbigliamento, impiega poco tempo per vestirsi perché indossa la prima cosa che gli capita a tiro e predilige vestiti dal taglio semplice e comodi. Apparentemente manca di senso dello stile anche se in realtà un piccolo sforzo negli accostamenti lo fa (non confondete con il geek chic style che invece è troppo stiloso); quelli completamente privi di stile sono i nerd.

Diffidate dunque dalle imitazioni: lo stile geek deve restare semplice; è quello tipico dell’eterna ragazzina/o che ha sete di conoscenza e a cui piace far sapere al mondo, a volte in modo divertente, di saperne molto riguardo ad un determinato argomento (fumetti/film/giochi/musica/informatica), il che spiega le magliette con battute divertenti o i gadget portati ben in vista. Un vero geek non indosserebbe mai cose troppo sofisticate o chic, come queste, che di geek hanno solo il riferimento ai pixel!

stile-geek-chic
Allora, cosa ne dite del look geek? Vi piace?

Potrebbero interessarti anche i seguenti articoli:
Lo stile emo: come riconoscerlo ed imitarlo
Lo stile hipster: come riconoscerlo ed imitarlo

FONTI DELLE IMMAGINI:
http://itech.doki.it/tag/abbigliamento-geek
http://mujer.orange.es/fotos/complementos-moda-mas-geek/
http://alojamax.com/blog/humor/moda-geek-pixelada/
http://www.joaoalberto.com/2012/12/30/estilo-geek-esta-cada-vez-mais-na-moda/
http://trucogeek.com/
http://vivibuterfly.blogspot.it/2014_01_01_archive.html

di Monia De Tommaso

Allattamento e alimentazione materna

allattamento-e-alimentazione-maternaAllattare è una meravigliosa avventura benché impegnativa: la madre che allatta deve riuscire a reintegrare e energie di un organismo che, anche nel migliore dei casi, risulta impoverito e fronteggiare le richieste inesauribili del neonato. Inoltre, si deve considerare un duplice tipo di dieta rispetto alle condizioni materne: quella dei primi giorni, subito dopo il parto e fino a circa quindi giorni dopo, in cui l’organismo materno è ancora abbastanza provato sia fisicamente sia emotivamente; quelle dal quindicesimo giorno in avanti, quando ormai l’organismo ha riacquistato il suo equilibrio.

La donna che allatta deve considerare il proprio organismo con molta cura:

– Nei giorni immediatamente successivi al parto l’alimentazione della neo-madre deve essere prevalentemente liquida, particolarmente a base di minestrine molto brodose, tè, succhi di frutta, frutta, acque minerali.

Dal quarto giorno in poi la dieta sarà prevalentemente in bianco (riso, pasta in bianco, carni bianche, prosciutto crudo, ecc.).

– In seguito la dieta della madre che allatta deve essere impostata considerando che il suo fabbisogno calorico giornaliero è di circa 600-800 calorie superiore a quello di una donna in condizioni normali (Il fabbisogno calorico di una donna che allatta si aggira sulle 3000 calorie al giorno).

allattamento-e-alimentazione-maternaPartendo da questi presupposti la donna che allatta dovrà avere un’alimentazione varia e comprendente di tutti i principi nutritivi: grassi (meglio se prevalentemente vegetali: olio di oliva, di mais), proteine (particolarmente utili quelle del latte), zuccheri in giusta dose (ad evitare inutili aumenti di peso), vitamine, sali minerali (principalmente calcio, fosforo, ferro).

Si dovranno evitare il cavolo, l’aglio, i porri, i peperoni e gli asparagi perché danno un sapore sgradevole al latte; dovranno essere invece limitati perché di difficile digestione per la madre, i crostacei, i molluschi, la selvaggina, gli insaccati (questi alimenti sono sconsigliabili perché possono causare disturbi intestinali alla madre e diarrea e orticaria nel bambino) e in generale i cibi molto conditi e grassi.

Nel caso in cui siano presenti segni di anemia saranno preferite carni rosse, fegato, alimenti ricchi di ferro e proteine. La dieta, in questo caso, potrà essere completata da un ciclo di iniezioni di estratti epatici e con la somministrazione, per una ventina di giorni, di preparati contenenti ferro.

Bisogna ricordare che:

– Un’alimentazione troppo scarsa può ridurre il volume del latte secreto e se la dieta è carente di vitamine, queste saranno carenti anche nel latte materno.

– Viceversa, un eccesso di grassi nella dieta può aumentare troppo il contenuto di grassi nel latte e provocare disturbi al bambino.

– Durante questo periodo è importante anche che le funzioni intestinali siano tenute sotto controllo e risultino del tutto normali: già il parto ha favorito la comparsa di fenomeni emorroidari irritativi e ha una parte scombussolato i ritmi naturali. È quindi consigliabile una dieta ricca di verdura e frutta secca.

allattamento-e-alimentazione-materna – L’eccessivo affaticamento, un tenore di vita sregolato, le forti emozioni, possono diminuire notevolmente e anche interrompere bruscamente la secrezione di latte.

– La caffeina può essere nociva per il lattante comportando agitazione, tachicardia e sudorazione. Il caffè deve essere sospeso completamente, mentre il tè può essere consumato, ma leggero. Se non si riesce ad abolire il caffè dalla propria dieta allora si può ricorrere a quello decaffeinato.

– Dovrebbero essere abolite le bevande alcoliche (dannose per il fegato e per tutte le cellule dei tessuti che si moltiplicano) e la nicotina (nel lattante l’intossicazione da nicotina causa disturbi intestinali con nausea e diarrea). Tenuto conto però che la nutrice deve avere, e mantenere , un buon equilibrio psicofisico durante tutto l’allattamento, proprio per poterlo condurre nella maniera migliore, se la completa e totale astinenza da queste sostanze sarà di troppo peso, potrà limitare a un bicchiere di vino ai pasti l’assunzione di alcool (ma mai superalcolici!). Si può anche bere la birra, specialmente quella scura purché, naturalmente, non se ne abusi. Sono assolutamente da evitare le bevande ghiacciate.

Leggi l’articolo sull’allattamento e i farmaci.

FONTI DELLE IMMAGINI:
http://myrome.org/portal/alimentazione-e-allattamento
http://myrome.org/portal/allattamento-e-dieta-ipocalorica
http://www.essere-mamma.it/2013/10/alimentazione-durante-l-allattamento.html
http://www.pediatrico.it/pediatria-co/la-piramide-alimentare/

di Monia De Tommaso

Attività fisica e musica

In un precedente articolo ho accennato all’importanza della musica nell’attività fisica per avere migliori risultati. Ma quanto è realmente importante la musica durante l’attività fisica? Diversi studi hanno ampiamente dimostrato che il suo ascolto migliora l’efficienza psico-fisica. Modifica il ritmo cardiaco e quello respiratorio, influenza la digestione, favorisce la distensione muscolare.

Da un punto di vista psicologico può determinare differenti effetti: combattere lo stress, se lenta e a basso volume; dare carica, se ritmata. A livello motorio con la musica si ha un miglioramento della coordinazione, si rende più facile l’apprendimento.
Nelle attività sportive, la musica trova un largo impiego in situazioni differenti. In linea generale, rende meno pesante l’allenamento soprattutto se individuale, facilita l’esecuzione tecnica, favorisce il rilassamento e la concentrazione prima della gara. Trova impiego in diverse discipline.

Sport-e-musica
È noto, ad esempio, il suo impiego nelle sedute di ginnastica aerobica, in cui i ritmi ad alto volume hanno una grande forza trascinante e sortiscono un effetto contagioso nei partecipanti, coinvolti in un processo in cui i ritmi del singolo si fondono, subordinandosi a quelli del gruppo. La musica può, in altri casi, indicare le sequenze tecniche cadenzandole con il proprio ritmo. Ancora, la musica risulta di fondamentale importanza quando accompagna i momenti di rilassamento (da fare alla fine di ogni seduta) con migliore presa di coscienza, di ascolto del proprio corpo e di controllo dello stress. Va da sé che, in questo caso, si dovrà trattare di musica lenta e a basso volume.

Attività-fisica-e-musica
Per dimostrare l’influenza della musica sul corpo umano è stata effettuata un’interessante esperienza: è stata associata la musicoterapia in situazione di rilassamento, raggiunto mediante una seduta di training autogeno. Lo scopo era quello di stimolare la produzione di significativi vissuti sia a livello mentale che fisico. Dopo aver svolto gli esercizi di distensione, è stata proposta la musica, suonata con un violoncello (un brano melodico ed uno ritmico). Interessanti i risultati dell’esperimento: la musica ha prodotto risposte in prevalenza di tipo somatico. Ne sono seguite, infatti, sensazioni di calore, pesantezza, senso di sprofondamento. Il bilancio è più che positivo: l’esperienza determina maggior padronanza e consapevolezza dello schema corporeo!

Voi ascoltate musica durante lo sport? Quale?

Scopri un altro dei segreti per ottenere risultati nello sport! Clicca qui.

FONTI DELLE IMMAGINI:
http://raisport.ru/news?start=8
http://flashfitchicago.com/category/fitness/

di Monia De Tommaso

Make-up per occhi marroni

Credevate che gli occhi marroni non fossero sufficientemente speciali? O che per valorizzarli l’unico colore che andasse bene fosse il nero? Ragazze, ricredetevi!!
Oltre il nero ci sono anche altri colori che non solo si adattano a diverse gradazioni di marrone ma tendono a far risaltare il colore dell’iride. Avvicinando i due colori l’uno all’altro (ombretto e occhi), questi si esalteranno a vicenda risultando entrambi più brillanti!

Make-up-occhi-marroni
Innanzi tutto, secondo la teoria della complementarietà dei colori, il marrone essendo un mix di varie gradazioni non ha un corrispettivo e preciso colore complementare. Cosa significa? Significa che il marrone sta bene con tutto, con tinte calde e fredde, perché non entra in competizione con altri toni. Ovviamente ricordo che bisogna fare i conti anche con l’incarnato.

Premesso questo se si vuole proprio essere precisi:

Trucco-occhi-marroni
– Per gli occhi marroni molto scuri sono da preferire colori come il verde, in tutte le loro tonalità, dal verde bosco al verde pallido, in quanto questa tinta riesce a risaltarli al meglio. Anche alcune tonalità del blu, come il blu petrolio rende tantissimo.
Suggerimento: Per truccare gli occhi castano scuro, preferite ombretti, matite ed eyeliner dalle tinte decise e intense; ricordate però sempre di creare dei punti luce sia sull’angolo interno dell’occhio sia sotto l’arcata sopraccigliare e di sfumare gli ombretti più chiari al centro della palpebra.

Trucco-occhi-marroni
– Per gli occhi marroni cioccolato invece non c’è niente di meglio del blu, dell’azzurro puro e dell’azzurro ghiaccio.
Suggerimento: Anche se ho parlato di tonalità azzurre, le donne che hanno gli occhi di questo colore possono sbizzarrirsi (ma d’altro canto come chi ha gli occhi castani in generale), in quanto è possibile creare make-up con colori che spaziano dal malva al viola o al prugna; in questi casi è inoltre possibile adoperare la matita come se fosse un vero e proprio ombretto, divertendosi a creare dei make-up anche abbastanza intensi e appariscenti. Per gli occhi castano che al sole tendono ad assumere dei riflessi dorati, preferite make-up che mescolano il giallo chiaro con il marrone; ricordate però di utilizzare i colori più scuri solo nella piega dell’occhio in modo tale da non correre il rischio di “spegnere” il colore dei vostri occhi.

Trucco-occhi-castani
– Infine per gli occhi castano chiaro o nocciola i colori più adatti sono i viola freddi, dall’iris al lilla chiaro, così come i colori che spaziano dal gold all’arancio.
Suggerimento: Gli occhi color nocciola “si sposano” perfettamente con tinte come il malva e il beige; se il trucco creato vi sembra poco appariscente potete anche aggiungere un tocco di eyeliner viola sugli occhi, oppure un colore della stessa tinta sull’angolo esterno dell’occhio. Per il giorno preferite tinte che creano un make-up più naturale come il rosa e l’albicocca; assolutamente da evitare l’eyeliner nero in quanto offusca il color nocciola degli occhi.

Trucco-occhi-castani
Queste sono, per grandi linee, le tinte che meglio si adattano agli occhi marroni nelle diverse sfumature; ovviamente il consiglio è sempre quello di usare per il giorno i colori più chiari, prediligendo invece per la sera le tinte più scure da applicare vicino al bordo ciliare per intensificare lo sguardo.

Make-up-occhi-marroni
Potete quindi sbizzarrirvi, a seconda del vostro gusto e dell’effetto che volete ottenere, tenendo solo presente che sarebbe meglio evitare le sfumature intermedie, che rischiano di spegnere lo sguardo.
Se invece avete poche ciglia e magari anche rade, ma non volete ricorrere a quelle finte, potete decidere di enfatizzare solo la palpebra con un ombretto dalla tonalità decisa, accesa e luminescente.

Make-up-occhi-castani
Un ultimo consiglio per chi ha gli occhi marroni: ricordate il mascara!!

Scopri anche i make-up dell’autunno inverno 2014-2015 direttamente dalle passerelle di Milano, Parigi e New York!

FONTE DELLE IMMAGINI:
la rete 🙂

di Monia De Tommaso

Look MTV European Music Awards 2014: in e out

Quest’anno gli MTV Europe Music Awards si sono tenuti il 9 novembre all’arena SSE Hydro di Glasgow. Lo show tanto atteso dai giovani non ha deluso le aspettative con le sue esibizioni mozzafiato, le premiazioni e i momenti emozionanti. Presentatrice del 2014 è stata la piccola ma altrettanto giunonica Nicki Minaj, che in circa due ore di show ha indossato ben dieci cambi di abito spettacolari.

Ed è proprio dalla regina degli Ema che inizieremo per classificare i look più in e out di questo evento.

look-ema-2014-nicki-minaj
A partire dal primo (da sinistra), realizzato da Peter Hidalgo, e promette una serata ricca di eccessi e spettacolarità. Nicky è tutto fuorché prevedibile. Il secondo è uno sbarazzino trionfo di volants rossi che riesce ad attenuare le curve prorompenti della cantante. L’altro abito è lungo, nero, aderentissimo, con cristalli e velo; a mio parere troppo aderente per l’abbondanza della Minaj. L’abitino bianco che vediamo in foto è firmato Roberto Cavalli ed è stato indossato per ritirare il premio come Best Hip Hop. Non male.

look-nicki-minaj-ema-2014
Altre foto, altri giudizi. Grazie alla creatività di Gareth Pugh, Nicki torna sul palco come un’illusione ottica fatta di optical black&white; persino i suoi capelli si sono accorciati! Frangia d’effetto e tubino accollato ma cortissimo in paillettes serpentate firmato Saint Laurent, davvero mini per le forme accentuate di Nicky. L’EMA 2014 sembra puntare molto sulla carne in bella vista della presentatrice, come conferma il completo candido dal verde colletto firmato Alexander Wang che la fa sembrare un vaso. La “classe” della Minaj non si smentisce mai, neanche nella winner room dove con il suo cortissimo abito nero a balze ha gridato “I am the winner, b*tches!”. Addio per sempre stile.

look-ema-2014-minaj-nicki
Eviterei di soffermarmi su questo personaggio irrecuperabile se solo non fosse dei sopra citati 10 cambi d’abito. E dunque rimangono gli ultimi due. Quello glitter in verde e nero, a sinistra, è una comparsa, giusto il tempo di un selfie. Il secondo outfit invece è una tutina strettissima nera in pizzo, indossata per la live performance. Diciamocelo, un sogno ad occhi aperti per tutto il pubblico maschile.

look-ema-2014-ariana-grande
Ariana Grande ha sorpreso tutti sul palco per lo stile. Da dolce modello per adolescenti, Cristiano Burani l’ha trasformata in un sex symbol. Da notare il suo total black, elegante e dal nude misurato.

look-ema-2014-kiesza
Kiesza per l’esibizione ha scelto abiti di scena che risultano un omaggio a Madonna, quindi sul gusto lascia un po’ a desiderare. Tuttavia si riprende con il Fendi variopinto davvero stiloso. Peccato solo per l’acconciatura stonante con la classe del suo outfit.

look-ema-2014-jourdan-dunn
Jourdan Dunn è supersexy in nero tanto quanto in bianco. Cara Jourdan, qualche chilo in più e poi sei perfetta.

look-ema-2014-charli-xcx
Charli XCX: nella prima foto siamo di fronte ad un esemplare “indosso le prime cose che trovo”; nel secondo caso siamo di fronte ad un’evoluzione dello stesso esemplare che è riuscito ad abbinare un crop top ad una gonna ma, ancora incompleto, gli sfuggono le scarpe.
look-ema-2014-ozzy-osbourne-sharon-osbourne
Per coerenza e anzianità, Ozzy e Sharon Osbourne, la coppia più glamour della serata. Fatevene una ragione.

look-ema-2014-hayley-roberts-david-hasselhoff
Hayley Roberts e David Hasselhoff in kilt: un vero omaggio a Glasgow, la città che ospita gli EMA.

look-ema-2014-tallia-storm-skylar-grey
Qui un paio di no assoluto. A sinistra abbiamo Tallia Storm che sembra la caricatura di se stessa e a seguire Skylar Grey
che sembra essere passata dall’arena per puro caso.

look-ema-2014-amy-mcdonald-zhou-bichang
Passiamo a due . Amy McDonald rende un po’ l’idea di una principessa dark. Così così… Mentre Zhou Bichang voleva essere chic ma sembra abbia indossato più capi l’uno sopra l’altro. Tuttavia molto orientaleggiante…

look-ema-2014-amoroso-dixon-sande
Tra i ritroviamo invece Alessandra Amoroso che ha rappresentato l’Italia agli EMA: elegante e sobria. Segue Alesha Dixon: il suo vestitino rientra nell’eleganza di chi vuole essere notata, senza esagerazioni.
Chiudiamo con Emeli Sandé che gioca sulla sobrietà classica impreziosendo il neutro abito bianco con una collana che attira l’attenzione.

Qual è il vostro outfit degli EMA preferito?

Per sapere quali sono stati gli abiti in e out del Festival del cinema di Roma 2014 allora clicca qui.

FONTI DELLE IMMAGINI
http://news.mtv.it/fashion/mtv-ema-2014-nicki-minaj-ha-cambiato-look-per-ben-10-volte-sul-palco-dellhydro-di-glasgow-da-vedere/
http://www.dilei.it/moda/foto/mtv-ema-2014.html
http://it.mtvema.com/foto/2014-ema-red-carpet/lcssnn#flipbook/d106n8

di Monia De Tommaso

Francese, a spina, a corona, la treccia sta bene a tutte!

La treccia è un classico sempreverde ma questo è sicuramente l’anno della braid mania. La treccia è un raccolto perfetto per ogni occasione. Se avete capelli lunghi o di media lunghezza, ecco qualche suggerimento per voi.

Treccia francese, a spina, alta, treccia a corona, classica, hidden braid: le trecce sono amatissime dalle star e non solo; sono perfette da sfoggiare al mare o in piscina, in ufficio o per una serata speciale. Per un effetto pieno potrete integrare alla vostra chioma anche delle extensions dello stesso colore, oppure arricchire il raccolto con fiori e nastri. C’è una treccia per tutti i capelli: sfogliate la gallery e lasciatevi ispirare.

Cara Delevingne, it girl per eccellenza (ovvero deve la propria notorietà mediatica a un fascino e a uno stile irresistibili), sfoggia la hidden braid, che altro non è che un inserto a treccia nel capello sciolto. Un dettaglio che dona volume e arricchisce l’acconciatura. Inoltre, questa versione che lascia scoperto l’orecchio è molto sexy.

Treccia Cara Delevingne
Trecce anche per Cressidra Bonas, ex fidanzata del principe Harry: eccola in versione rock al Glastonbury Festival.

Treccia Cressida Bonas
Una treccia anche per la bella attrice Eva Longoria. Sul red carpet di Cannes 2014 la bella Eva ha sfoggiato un beauty look attualissimo: make-up impeccabile e lunga treccia a spina. Divina.

Treccia Eva Longoria
Treccia a spina di pesce anche per Lily Allen.

Treccia Lily Allen
Katy Perry sfoggia invece un’acconciatura ispirata alla famosa pittrice Frida Kahlo, con la sua treccia a corona: decisamente un classico in chiave moderna.Treccia Katy Perry
In fatto di modernità possiamo però citare anche January Jones, con una treccia bicolore.

Treccia January Jones
Un romantico ritorno al passato invece con Giovanna Battaglia che ricorda Sissi con la sua treccia ricca di fiori, raccolto adatto sia per la sposa che per una serata speciale.

Treccia Giovanna Battaglia
E voi cosa pensate delle trecce? Qual è la vostra preferita?

Se ti interessa leggere ancora in fatto di capelli allora non perderti gli hairstyle del 2015, il balayage per dei riflessi da star e magari, perchè no? Delle bellissime acconciature da sposa!

FONTE DELLE IMMAGINI:
http://ricerca.dilei.it/risultato.html?q=treccia&bt=Invia+richiesta

di Monia De Tommaso