Come combattere lo stress

Chi non ha mai provato ansia o stress? Come sappiamo bene, l’ansia è quella spiacevole sensazione di disagio psicologico, sovente accompagnata da modificazioni somatiche, che trae origine da eventi o situazioni, vissute come minacciose, ma non necessariamente tali in termini oggettivi.

A livello psicologico, l’ansia si manifesta con situazioni di irritabilità, inquietudine, difficoltà di attenzione e di concentrazione, pessimismo, sfiducia nelle proprie capacità. Da un punto di vista fisico, le variazioni sono molteplici: interessano ad esempio l’apparato gastro-intestinale (io per esempio quando sono particolarmente ansiosa perdo l’appetito), cardio-circolatorio e respiratorio. Chi di voi non ha mai provato la fatica a respirare, la cosiddetta “mancanza di respiro” o ha sentito il “cuore in gola”?
Una situazione eccessiva d’ansia determina, inoltre, modificazioni salivari, della temperatura corporea e della tensione muscolare. Anche la sfera sessuale e il sonno possono risultare alterati.stress-ansia
Tuttavia l’ansia non si deve intendere come uno stato sempre negativo; è corretto pensare che un certo livello d’ansia non abbia effetti nocivi, ma attivi positivi comportamenti di adattamento all’ambiente che permetta, cioè, un miglior utilizzo del potenziale psico-fisico, che ciascuno di noi possiede.

L’ansia comporta, quindi, un certo grado di attivazione: una risposta sia fisica che psichica ad un evento esterno o interno all’individuo, non necessariamente oggettivo. Vi faccio un esempio. Tutti hanno ben presente, almeno nei ricordi, la (traumatica XD) situazione d’ansia provata nell’attesa di un’interrogazione a scuola o di un colloquio di lavoro. Tale condizione, se mantenuta a certi livelli, non solo non pregiudica il comportamento della prova, ma addirittura migliora il rendimento, in quanto attivatrice delle risorse individuali. Se, però, l’ansia supera certi livelli, il comportamento ne potrà risultare compromesso o, addirittura, ve ne deriveranno dei danni a livello psicofisico.

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Un altro esempio, anch’esso bagaglio dell’esperienza di molti noi. Vi può essere capitato che un banale malessere abbia scatenato fantasie, paure di malattia. Pochi esami clinici o una semplice visita vi hanno tranquillizzato. Ma prima? Quanta ansia!
In breve, l’ansia la si può intendere come uno squilibrio tra le richieste dell’ambiente, le aspettative e la percezione personale di inadeguatezza o incapacità a farvi fronte. Su quest’ultimo concetto vale la pena di soffermarcisi: gli eventi stressanti non necessariamente o oggettivamente sono causa di ansia. È la loro percezione soggettiva quello che conta. Risulta fin troppo chiaro, allora, come sia importante mettere in atto strategie corrette per farvi fronte.

I metodi psicologici di distensione sono numerosi e possono venire divisi in due categorie:

– metodi in cui la distensione è eteroindotta, viene cioè provocata da fattori esterni al soggetto; si basano su un rapporto di suggestione e che trovano il loro rappresentante più valido nell’ipnosi, ovvero “uno stato passeggero di attenzione modificata nel soggetto, stato che può essere prodotto da un’altra persona e in cui diversi fenomeni possono apparire spontaneamente o in risposta agli stimoli verbali o di altro genere…” (Associazione Medica Britannica, 1955). Lo stato ipnotico è fonte di rilassamento e si presenta simile al sonno. In tale situazione il campo di attività del soggetto ipnotizzato si restringe al solo compito suggerito dal terapeuta.

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– metodi in cui la distensione è autoindotta, viene provocata dal soggetto stesso che ha quindi un ruolo attivo; vanno dalla meditazione trascendentale, allo yoga, a tecniche quali il metodo di rilassamento progressivo di Jacobson o il training autogeno di Schultz. Il rilassamento progressivo, si basa sul principio che ogni processo di pensiero ed emozione comportano un’attivazione a livello muscolare. Di conseguenza, il modo migliore per indurre uno stato di calma interiore è quello di imparare a rilassare le diverse parti del corpo, utilizzando un allenamento sistematico e progressivo. Comprende diversi stadi: nel primo si lavora solo a livello muscolare; in seguito si porta il paziente al rilassamento psichico. La tecnica prevede una serie di esercizi fisici, che impongono al soggetto di tendere e successivamente rilassare diversi gruppi muscolari. Durante l’esecuzione degli esercizi, il soggetto è invitato a porgere attenzione alle diverse sensazioni prodotte dalla tensione e dal successivo rilassamento dei gruppi muscolari interessati. Al training autogeno dedicherò un intero articolo.

Insomma, lo stress spesso viene a fare irruzione nelle nostre vite…due dei metodi più semplici per fronteggiarlo? Impedite che situazioni neutre ne siano la causa e imparate a dire di no!

Vuoi leggere di più sullo yoga? Clicca qui. Potrebbe interessarti anche l’articolo:
Attività fisica e sonno

FONTI DELLE IMMAGINI:
http://www.tuttoperlei.it/tag/stress/
http://www.prevention.com/mind-body/emotional-health/silent-signals-youre-stressed
http://www.dianamanfredini.it/corso_rilassamento_gestione_ansia_stress_modena_psicologa.aspx
http://www.camliving.it/cam/index.php?option=com_content&view=article&id=150:laromaterpia-e-il-training-autogeno-&catid=34:benessere&Itemid=65

  di Monia De Tommaso

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5 pensieri su “Come combattere lo stress

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  5. L’ha ribloggato su e ha commentato:

    Diverse volte su Misofonia.com abbiamo puntato l’attenzione sullo stress e su quanto questo crediamo possa altamente influenzare la misofonia. Dunque oggi vi proponiamo un articolo sull’argomento sperando che possa esservi utile. Buona lettura!

    Mi piace

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