Bisanzio e la moda contemporanea

Costantinopoli, che in origine era la piccola colonia greca Bisanzio e attualmente è Istanbul, e la sua corte imperiale sono da sempre un’inesauribile fonte di ispirazione per il mondo della moda.

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Diversi stilisti hanno dedicato intere collezioni alla figura dell’imperatrice Teodora, esempio di bellezza e ricchezza. Ad esempio, Romeo Gigli, si ispirò a lei per realizzare la sua prima collezione parigina per l’autunno-inverno 1989-1990 intitolata proprio Teodora. Gigli riprende le forme, i tessuti, i decori e i ricami bizantini e li rende contemporanei.

In passerella ritroviamo delle moderne Teodora con abiti dai decori che rendono l’insieme regale e opulento. I colori dominanti dell’intera collezione sono verde, viola e porpora, colore imperiale per eccellenza. I tessuti sono preziosi, riccamente decorati con ricami e pietre applicati mentre gli accessori rimandano a quelli indossati dall’imperatrice Teodora e rendono l’insieme ancora più sontuoso ed elegante.

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Ora spostiamo la nostra attenzione su un altro stilista di eccezione probabilmente ispiratosi alle opere racchiuse nel Duomo di Monreale o nella cappella Palatina di Palazzo dei Normanni a Palermo. Mi riferisco a Domenico Dolce e Stefano Gabbana per la loro sfilata dell’autunno-inverno 2013-2014 hanno fatto sfilare strepitosi i capi accompagnati da ori la cui opulenza fu nota a Bisanzio. Ricami, applicazioni, intarsi, tutto è accostato con maestria; il pizzo nero è immancabile con la sua sensualità, mentre tuniche azzurro-cielo sono tempestate di cristalli e abiti immacolati sono impreziositi da intagli a-jour. La chiusura dello spettacolo lascia tutti a bocca aperta con modelle vestite di rosso fuoco.
La make up artist Pat Mcgrath invece ha reso impeccabili tutte le modelle perchè l’attenzione non venisse distolta dal loro viso (i capelli infatti sono trattenuti e raccolti) per permettere di sottolineare al meglio carnagione, occhi, labbra.bisanzio-e-la-moda-contemporanea-karl-lagerfeld
In questo articolo tuttavia ho un occhi di riguardo per la straordinaria collezione di Chanel che Lagerfeld ha fatto per l’autunno-inverno 2010-2011, la Paris-Byzance. Qui l’attenzione di Lagerfeld è tutta rivolta ai decori, ai dettagli, ai colori e agli accessori.
Le atmosfere bizantine sono palpabili grazie ad abiti realizzati seguendo le indicazioni dell’epoca. Ne sono riprese le forme geometriche, i riferimenti ai mosaici, i gioielli, i decori e i ricami. L’abbigliamento bizantino non è mai stato così contemporaneo. La sua donna indossa lunghi cappotti con mantelline che ricordano i sopraomerali, vestiti decorati con oro e pietre, gli stivali e le scarpe rimandano alla storia e ai mosaici della basilica di Sant’Apollinare a Ravenna.

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Mosaico che rappresenta Teodora e modella dalla sfilata della collezione Paris-Byzance

Incredibile anche la collaborazione di Peter Philips che ha curato le acconciature e i make-up. Nulla è stato lasciato al caso. Le teste delle modelle sono cinte da diademi, i capelli intrecciati con ornamenti di pietre preziose e di perle. Il trucco invece è basato sull’uso di due colori principali: il rosso che tende al porpora e l’oro, tipici colori bizantini.
ll maquillage ha preso ispirazione dalle immagini della bellissima Teodora.
Ma per comprendere meglio il make-up bisogna fare una piccola digressione sulla bella imperatrice.

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Maquillage per la sfilata della collezione Paris-Byzance e mosaico con l’immagine dell’imperatrice Zoe

Da giovane Teodora fu attrice e danzatrice, per alcune fonti prostituta, e partorì due figli da un uomo sconosciuto alla storia. Nell’anno 520, all’età di vent’anni, ebbe una crisi spirituale che cambiò radicalmente la sua vita; e fu proprio in quel periodo incontrò Giustiniano che si innamorò di lei e la sposò cinque anni dopo. Oltre alla bellezza e alla carismatica natura, Teodora possedeva una intelligenza che le permetteva di governare l’impero insieme a suo marito ed essendogli non solo d’aiuto ma di vero appoggio nelle più delicate questioni politiche. Il make-up audace, seducente si ispira ed omaggia una donna forte che non ha avuto timore di osare.
Riguardo alle acconciature Peter Philips sicuramente ha preso spunto dagli affreschi e dalle statue che rappresentano Teodora, acconciatura arricchita da uno chignon alto decorato da cerchietti di pietre preziose, con pendenti che scendono fino alle spalle.

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Testa dalla statua di Teodora e acconciatura per la sfilata della collezione Paris-Byzance

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http://www.vogue.it/encyclo/moda/b/bisanzio-e-la-moda
http://nastia.style.it/2011/06/20/le-donne-bizantine/#?refresh_ce
http://www.deborahmilano.com/it/beautyclub/milano-le-sfilate-alcuni-trend-il-prossimo-ai-2013-2014
http://www.fashioncooking.it/2013/10/26/sicilia-tessere-doro-e-superba-bonta/
http://www.amando.it/moda/abbigliamento/sfilate-milano-dolce-gabbana-armani-cavalli.html

di Monia De Tommaso

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Training autogeno e aromaterapia

Ogni giorno la società ci richiede di vivere con ritmi sempre più frenetici, di essere produttivi, impeccabili nell’aspetto e tutto questo può alterare il nostro equilibrio psicofisico.
A tutto c’è un limite. Il nostro corpo diventa una vera e propria bomba ad orologeria, pronta ad esplodere in qualsiasi momento. Eppure il nostro corpo ci ha inviato dei segnali del suo malcontento: ci siamo sentiti demotivati, nervosi e irritati. La morale della storia è chiara: se non siamo in armonia con noi stessi e con il mondo che ci circondava, è il momento di fermarci e rilassarci. Ergo, dobbiamo allontanare le preoccupazioni, distogliere la mente dai pensieri negativi, con il risultato di allentare anche le nostre tensioni muscolari. Ci si può aiutare con alcune tecniche come il già visto training autogeno, magari abbinato a sedute di massaggio in cui si usano gli oli essenziali.

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D’altro canto l’etimologia stessa della parola permette di spiegare meglio i suoi obiettivi. Ricordo che “training” vuol dire “allenamento” mentre “autogeno” vuol dire “che si genera da sé”, quindi allenamento autoindotto i cui obiettivi sono volti a rendere il praticante rilassato, positivo nei confronti della propria vita, e beneficiario di un benessere fisiologico e psicologico.

Perché associare questa tecnica di rilassamento all’aromaterapia?
L’aromaterapia è una pratica olistica che agisce su processi fisici, mentali e spirituali tanto quanto il training autogeno ma attraverso l’uso di oli essenziali, concentrati in alcune zone delle piante officinali. Applicati sulla pelle tramite i massaggi vengono assorbiti nella circolazione sanguigna e metabolizzati dall’organismo, mentre per inalazione agiscono in modo diverso sull’umore.

aromaterapia
Ad esempio l’olio essenziale di mandarino viene utilizzato in opportune concentrazioni nei casi di insonnia, depressione, tensione nervosa in quanto è un leggero sedativo per il sistema nervoso e aiuta a migliorare l’umore.
L’olio essenziale di Melaleuca ha una significativa attività antifungina e antibatterica, in particolare contro streptococchi, funghi e candida. E’ inoltre efficace in molte malattie della pelle come acne, eczemi, psoriasi e in molte infezioni genito-urinarie come cistiti croniche e vaginiti.
L’olio essenziale di ylang ylang ha azione antidepressiva, antinfettiva, riduce la pressione sanguigna ed è noto per il suo effetto regolatore e calmante del cuore; quello di coriandolo è utile in caso di emicrania, nevralgia ed esaurimento nervoso; l’olio essenziale di lavanda ha proprietà calmanti, intervenendo su emozioni come irritabilità, panico e frustrazione. Utile in caso di ansia, insonnia, agitazione e nervosismo. L’olio essenziale di menta è efficace per stimolare, fortificare e purificare il sistema digestivo ed il sistema sanguigno. Utilizzato spesso in caso di problemi gastrici, di spasmi o di dilatazioni, combatte attivamente l’ansia, le nausee e l’indigestione.

Chi è capace di ritrovare la calma, rilassandosi, con l’ausilio del Training Autogeno senza escludere l’aromaterapia apporterà un beneficio alla propria salute.

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FONTI DELLE IMMAGINI:
la rete 🙂

di Monia De Tommaso

Aspetti psicologici dell’alimentazione

In questo articolo daremo uno sguardo agli aspetti psicologici dell’alimentazione. Diversi studi hanno dimostrato che il solo dimagrimento, in assenza di esercizio fisico, non determina una reale e permanente perdita di peso corporeo. Concetto non da poco e dal quale non si può prescindere volendo iniziare un corretto programma di attività fisica. E c’è un altro aspetto importante: purtroppo, se nell’accezione comune, il concetto di dieta dovrebbe riferirsi a qualsiasi tipo di regime alimentare, di fatto nell’immaginario collettivo tende a corrispondere a privazione, a contrazione nell’assunzione del cibo, in nome di quei criteri estetici che identificano nella magrezza un sinonimo di salute, bellezza e successo. Concetti difficili da superare: le diete miracolistiche hanno di sicuro maggior presa rispetto a quelle nozioni di base, magari assimilate dai tempi dell’infanzia e con il tempo, o per comodità dimenticate. Uno studio approfondito del comportamento alimentare dovrebbe analizzare il significato globale che ciascuno attribuisce alla nutrizione ed il modello di sé in rapporto al cibo che ciascuno possiede.

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Nel rapporto con il cibo interagiscono fattori biologici, culturali, le conoscenze sulle modalità corrette d’alimentazione, le attribuzioni individuali ai cibi, le esperienze infantili, criteri estetici, valenze sociali. Inoltre, nelle abitudini alimentari, giocano un ruolo di rilievo, rispetto ai diversi cibi, le preferenze e le avversioni. Al riguardo, c’è da dire che queste ultime solo in parte sono innate, per lo più vengono acquisite precocemente, in età infantile. I meccanismi di apprendimento sono complessi e interessano sia condizionamenti ambientali che sociali ed economici. Infine, è necessario che ogni singolo individuo possa attribuire al rapporto con il cibo in generale, o mirato a precisi alimenti, un valore di tipo psicologico strettamente personale. e, non dimentichiamolo, il comportamento alimentare costituisce l’atto finale di un complesso processo di elaborazione d’informazioni che si svolge anche a livello inconsapevole.

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Ora, dobbiamo valutare tre punti importanti:

1. Attività fisica e alimentazione

– E’ indispensabile progettare un programma di attività fisica, senza tener conto dell’alimentazione. Non è una giusta alimentazione a trasformare in bronzi di Riace ma l’attività fisica che vi si accosta;
– Dieta non significa solo restrizione, ma anche ricerca di qualità alimentare;
– Mass media, cultura, valori sociali e criteri estetici ricorrenti non sempre sono buoni consiglieri.

aspetti-psicologici-dell-alimentazione-mangiare-positivi2. Errori comuni

– Improvvisarsi digiunatori;
– Credere che esistano diete “miracolo”;
– Pensare che, inizialmente, diete alimentari e programmi motori non richiedano impegno. Conoscete il detto: “Se bella vuoi apparire, molto devi soffrire”?
– Demotivarsi se i risultati tardano ad arrivare. L’arma dei vincenti è la perseveranza;
– Pretendere da subito risultati evidenti. Anche la bilancia non può che darvi risultati illusori; ricordate: i risultati veri, quelli duraturi, arriveranno con il tempo.

3. Comportamento

– Abituarsi ad ascoltare il proprio corpo: una dieta corretta vi procura benessere psicofisico;
– Pensare al progetto-dieta con un atteggiamento mentale positivo. Se il vostro recepisce la dieta come qualcosa di negativo, una mortificazione, si mette in difesa trattenendo i grassi e non facendo dimagrire.
– Avere sempre presente che ciascuno di noi ha bisogni che derivano da una struttura fisica e stile di vita che gli sono propri.

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http://www.casadivita.despar.it/sana-alimentazione
http://www.giuseppelatte.it/psicologia/2014/11/viaggio-nellalimentazione-diario-bordo-2-lortoressia/
http://www.ilnutrizionista.eu/2012/11/06/dieta-e-fitness-cosa-mangiare-come-allenarsi.html
http://www.tofeelwell.ru/diety/monodiety/

di Monia De Tommaso

Valentino e la sua moda inverno 2015

Valentino è il mio stilista preferito, non c’è dubbio. In questo articolo daremo uno sguardo alla sua visione di moda per l’inverno 2015.
Il nostro orgoglio nazionale nel settore della moda è sempre pronto a sorprenderci pur senza presentare qualcosa di eccessivo e altamente pirotecnico.

I sandali alla schiava, le linee morbide e la leggerezza di alcuni abiti sembrano ispirati alle grazie dell’antica Grecia.

Gli abiti sono per lo più monocromatici, le linee sono essenziali, a volte più rigide, altre volte morbide e leggere.
A volte gli abiti mettono in risalto le forme di chi li indossa, altre volte sono ampi e sagomati, ma tutti all’insegna di una femminilità ed eleganza degne del nome di questo stilista sempre pronto a ricordarci la cui raffinatezza è d’altri tempi. I colori usati sono quelli must per l’autunno-inverno 2014-2015: oltre agli intramontabili bianco e nero, ritroviamo il bright cobalt, il misted yellow, il cypress (o verde bottiglia), il color corda e il rosso. Presenti anche l’argento e il gold ma senza essere di troppo.

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La sobrietà non è solo nelle forme e nei colori ma anche nell’acconciatura, che lascia il viso scoperto, rigida frontalmente per la scriminatura centrale ma poi morbida sul retro, con onde morbide rievocanti gli antichi splendori della classicità greca. Lo stesso vale per il trucco la cui minimalità è sorprendente.

Donne divine proprio perché non hanno bisogno di un eccessivo make-up dietro cui nascondersi per sentirsi belle. Delle donne incredibilmente forti, che non hanno bisogno di eccessi, che sono meravigliose proprio perché sono semplicemente se stesse.

La sfilata di Valentino è coerente con lo stile di questo incredibile artista le cui creazioni sono per una donna che non ha bisogno di fronzoli, che con la semplicità ed essenzialità non rinuncia alla sua eleganza e sensualità.
Godetevi gli slideshow con le sue creazioni più significative per l’inverno 2015. Non mi resta che augurarvi una buona visione.

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http://www.alfemminile.com/moda/album1074164/valentino-haute-couture-autunno-inverno-2014-2015-0.html#p72
http://mosnarcommunications.com/couture-house-valentino-rises-up/

di Monia De Tommaso

Lo stile hipster: come riconscerlo ed imitarlo

Sicuramente avrete sentito la parola hipster. E ancor più sicuramente, dopo aver sentito questa parola sarà scattata la domanda: cos’è un hipster?!? Probabilmente vi è capitato di imbattervi in alcuni esemplari hipster ma senza sapere che lo fossero. D’altro canto è impossibile non notarlo, con il suo stile alquanto bizzarro (o alternativo? Mah…).
Spesso lo stile hipster viene confuso con quello geek e la differenza, effettivamente, è veramente sottile. In questo articolo verrà svelata una guida rapida per riconoscerli.

Hipster è innanzitutto una cultura che spazia dalla moda alla musica (in particolare uno strascico della cultura pop), ibrida e in continua evoluzione. Pesca un po’ dal vintage, dagli anni ’70 e ‘80, e un po’ dalle tendenze più recenti. Un hipster, per esempio, adora e indossa il vecchio orologio del nonno del secondo dopoguerra ma per controllare l’ora – e i suoi profili social – tira fuori ossessivamente il suo iPhone nuovo di zecca.

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Che differenze distingue un geek da un hipster? Tendenzialmente le differenze, oltre che nell’abbigliamento sta nel fatto che mentre il geek è quello che è perché ha specifiche aree di interesse e ci si dedica corpo e anima, l’hipster vuole dichiaratamente essere diverso e ostenta tutto ciò che conosce e ha per essere trendy. Il geek non è nato per essere trendy ma per dire al mondo: “Ecco, con la maglietta che indosso sapete che mi piace Star Wars”. L’hipster invece dice che gli piace un film di nicchia per il semplice fatto che sono in pochi a conoscerlo. Sentendosi bohémien piace loro il design, l’arte moderna e mostrarsi intellettuali. Questo spiega il loro stile fintamente trasandato: capelli spettinati, abbigliamento accostato (apparentemente) per caso, occhialoni da intellettuali, tatuaggi colorati, orecchini, anelli e bracciali.

Detto ciò passiamo all’abbigliamento che caratterizza un hipster. Non esiste una differenza netta tra i vestiti indossati dai ragazzi e quello indossato dalle ragazze.
stile-hipsterAbbigliamento

Le t-shirt spaziano da quelle con le scritte sulle rock band degli anni ’70 e ’80, a disegni e scritte retrò, per arrivare ai modelli più nerd, ovvero che hanno come soggetto la tecnologia, meglio se vintage anche questa. Unico requisito indispensabile: devono aderire al corpo.
La camicia a quadri, di cotone o di flanella (come quelle in stile grunge in voga negli anni Novanta), è un must purché sia extrasmall ovviamente.
I pantaloni, meglio se di jeans, devono essere aderenti come se non ci fosse un domani, lunghi fino alla caviglia e non di più (mi raccomando), magari con il risvolto in fondo. La vita bassa è bandita; pantaloni e gonne devono arrivare rigorosamente sopra la vita.
Altri capi irrinunciabili sono poi i giubbotti in pelle, i maglioni e cardigan rigorosamente di lana, e i leggins per le ragazze.
Potete affidarvi alle marche American Apparel, Urban Outfitters, e alla linea Divided di H&M, per cercare abbigliamento di questo stile anche se da tener sicuramente presenti sono anche i mercati vintage.

stile-hipster-come-imitarloAccessori

Come già accennato l’hipster è un fanatico del vintage e lo esprime proprio attraverso gli accessori.
Scarpe, borse, cinture e occhiali sicuramente richiamano allo stile degli anni ‘70/’80, che siano vintage “autentici” o di ispirazione. Imprescindibili sono gli occhiali da vista o da sole con montatura spessa e vistosa (ancor meglio se eccentrica).
Anche se in contraddizione con quanto detto sopra, l’hipster ama sfoggiare anche oggetti tecnologici. Vediamo quali: qualsiasi prodotto a marca Apple (perché proprio questa marca? Probabilmente perché Apple è uno stile di vita, è “in”, costa parecchio, si dice che sia per intenditori, in sostanza è un marchio figo), la macchina fotografica Reflex al collo (le foto fatte poi sono postate rigorosamente su Instagram), mega cuffie, lo skateboard e la bicicletta.
I modelli “ammessi” per le scarpe sono, sia per donna che per uomo sono i mocassini, le calzature stringate, stivaletti in pelle, espadrillas e sneakers. Ad ogni modo la suola deve essere piatta e lo stile minimal.

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Il taglio o la colorazione dei capelli hipster deve farsi notare. Se i ragazzi devono farsi crescere la barba o i baffi (o tutti e due) e optare per una pettinatura “finto arruffata” o immobile e ingellata, le ragazze possono sbizzarrirsi con tagli corti e asimmetrici, capelli viola o, per chi non vuole rischiare troppo, uno shatush.

Se volete avere delle icone hipster a cui ispirarvi allora potete prendere spunto dagli originalissimi outfit della modella e attrice britannica Agyness Deyn. Altre icone hipster sono: l’attrice e sceneggiatrice Lena Dunham, l’attrice e cantante Zooey Deschanel e la modella e figlia d’arte Pixie Geldof.

hipster-fashionSe la vostra curiosità è stata stuzzicata abbastanza, non vi resta che immergervi nello stile hipster, almeno per una serata!
Dunque, vi sentite un po’ hipster o vi piace il loro stile? Ora sapete come imitarlo.

Scopri lo stile geek e quello emo!

FONTI DELLE IMMAGINI:
http://wardrobelooks.com/real-hipster-style-in-2014-2015-for-women/

di Monia De Tommaso

Misofonia: conosciamola meglio per conoscerci

Come promesso, eccomi ad affrontare nuovamente la tematica della misofonia. A seguito dell’articolo precedente, diversi di voi hanno lasciato un commento, la propria testimonianza a cuore aperto mentre in molti mi hanno personalmente confidato di soffrire di questo disturbo e di non sapere cosa fare. Penso siano state dunque le vostre sincere reazioni a farmi prendere un’importante decisione: quella di continuare a scrivere su questa intolleranza e studiarla perchè insieme si possa trovare, se non una cura, qualcosa che attenui i sintomi.

Fatta questa premessa, in questo articolo darò informazioni in più non solo per “conoscere meglio il nemico”, ma anche perchè da casa vostra possiate riconoscervi e collocarvi in una categoria. Penso che conoscere se stessi sia il punto di partenza.misofonia-fastidio-per-i-suoni-dell-alimentazioneDunque, innanzi tutto benchè la parola misofonia significhi letteralmente “odio per i suoni” [dal greco μίσος (misos): avversione, odio, profondo disagio, e φωνή (foné): suono], questo disturbo non è una fobia in quanto ha una causa psicologica. Le persone che soffrono hanno una sensazione soggettiva di disagio o insoddisfazione con i certi suoni. La misofonia sembra essere una condizione e neurologica, e in questa va cercato il trattamento che può aiutare a superare i problemi psicologici e migliorare le terapie.

Prima di proseguire però bisogna fare delle distinzioni: siete sicuri di essere misofonici? Attenzione a disturbi similari:

  • Iperacusia: patologia provocata da un’alterazione cerebrale nell’elaborazione dei suoni che vengono avvertiti più acuti e più forti a cui pertanto si diventa intolleranti
  • Fonofobia: ovvero paura ossessiva verso il rumore. Diversamente dall’iperacusia, ha spesso cause psicologiche indotte da traumi sonori
  • Acufene (in inglese troverete la forma tinnitus, derivante dal latino): disturbo uditivo costituito da rumori (come fischi, ronzii, fruscii, pulsazioni ecc.) che l’orecchio percepisce come fastidiosi a tal punto da influire sulla qualità della vita del soggetto che ne è affetto.

misofonia-conosciamola-meglioScusate questa piccola digressione ma è bene essere sicuri di essere misofonici e non fonofobici, iperacusici o acufenici.
Ora, passiamo al secondo step. Ci sono diversi gradi di misofonia, e la gravità (almeno per il momento) può essere misurata attraverso la Scala di Attivazione della Misofonia, MAS-1 (Misophonia Activation Scale) in cui possiamo trovare 11 livelli. Alcuni misofonici potrebbero non manifestare necessariamente tutti o anche molti di questi comportamenti. Inoltre alcuni possono presentare sintomi in un ordine diverso (per esempio manifestare comportamenti conflittuali prima di quelli più cooperativi) ad ogni modo è attualmente l’unico strumento per ora esistente e disponibile ai pazienti per una auto-valutazione. Dunque abbiamo:

LIVELLO 0: La persona sente un suono scatenante conosciuto ma non avverte alcun disagio

LIVELLO 1: La persona misofonica è consapevole della presenza della persona che origina il rumore ma non sente disagio o lo avverte in minima quantità.

LIVELLO 2: Il suono scatenante provoca leggero disagio psichico, irritazione o fastidio. Nessun sintomo di panico o risposta con la rabbia o con la fuga.

LIVELLO 3: La persona misofonica sente aumentare i livelli di disagio psichico, ma non ha alcuna risposta fisica. Il malato può essere ipervigile agli stimoli audiovisivi.

LIVELLO 4: La persona misofonica è coinvolta con una minima risposta fisica non conflittuale, senza lottare in modo evidente contro i comportamenti che lo infastidiscono. Per esempio chiede alla persona di smettere di fare rumore, con discrezione si copre un orecchio o tranquillamente si allontana dal rumore. Nessun panico, fuga o sintomi di fuga particolarmente evidenti.

LIVELLO 5: La persona misofonica adotta meccanismi di adattamento più conflittuali, come il coprirsi apertamente  le orecchie, imitano la persona scatenante il problema, si impegna a ripetere altri suoni che sente (echolalia), o mostra una palese irritazione.

LIVELLO 6: La persona misofonica prova un notevole disagio psichico, sintomi di panico, e cominciano a presentarsi le prime risposte di rabbia o fuga.

LIVELLO 7: La persona misofonica sperimenta un notevole disagio psichico. Aumenta l’uso (più forte, più frequente) dei meccanismi di imitazioni conflittuali. Ci può essere persino un’eccitazione sessuale indesiderata. Il soggetto poi può riportare alla memoria il suono e gli spunti visivi scatenanti più e più volte, a volte per settimane, mesi o anche anni dopo l’evento.

LIVELLO 8: La persona misofonica prova un notevole disagio psichico. Ci sono anche alcune ideazioni e manifestazioni di violenza.

LIVELLO 9: Le reazioni di panico/rabbia sono in pieno svolgimento. Tuttavia c’è una decisione consapevole di non usare la violenza sulle persone scatenanti. C’è un’evidente fuga dal rumore scatenante e/o l’uso di violenza fisica su un oggetto inanimato. Panico, rabbia o grave irritazione possono manifestarsi nel comportamento dell’affetto.

LIVELLO 10: Uso effettivo della violenza fisica su una persona o animale (ad esempio, un animale domestico). La violenza può essere inflitta anche a se stesso (autolesionismo).

Cari lettori, vi riconoscete in alcuni di questi punti? Cosa ne pensate?
E lo studio sulla misofonia prosegue…

Hai letto il mio primo articolo su questa inolleranza ai suoni? Clicca qui per leggerlo.

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FONTI DELLE IMMAGINI:
http://www.saludterapia.com/articulos/generales/a/1833-que-es-la-misofonia.html#axzz3RvTpl6Gi
http://www.culturamix.com/wp-content/gallery/quais-principais-sintomas-da-misofonia/
http://www.filhotedepombo.com/2011/06/10-estranhas-condicoes-mentais-parte-2.html

di Monia De Tommaso

Merende salutari per i bambini

Dopo le vacanze di Natale i bambini sono ritornati a scuola. Certo, dopo cenoni, cioccolata e panettoni andrebbero alleggeriti un pochino con delle merende meno caloriche, ottime in realtà per tutti i giorni.
Gli scaffali dei supermercati offrono numerose possibilità di scelta, ma non tutte si rivelano esattamente salutari. Molte merendine contengono coloranti, conservanti e zuccheri in eccesso, che incidono sullo stato di salute sulle forma fisica dei più piccoli.

Dunque, quale merenda scegliere per l’intervallo dei più piccoli?
Innanzi tutto lo spuntino durante le ore di lezione assume un ruolo fondamentale per fornire energia “a rapito consumo” che permette di prevenire il calo di attenzione e del tono dell’umore tipico della tarda mattinata. Senza sostituirsi alla prima colazione, lo spuntino non deve avere un apporto calorico eccessivo.
Da preferire, dunque, gli alimenti facilmente digeribili, ricchi di carboidrati e poveri di grassi che non impegnino troppo la digestione degli alunni con conseguenze significative sulle prestazioni scolastiche per l’eccessivo apporto calorico. Passiamo ora a degli esempi.

1. Biscotti fatti in casa: potrete sostituire i biscotti confezionati con dei biscotti preparati in casa da voi, seguendo i gusti del vostro bambino, ottimi da gustare sia a colazione che a merenda, al momento dell’intervallo.
Un’ottima idea sarebbe realizzarli usando olio extravergine d’oliva in sostituzione del burro e con un ridotto quantitativo di zucchero.

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2. Tarallini e grissini: potete comprarne nei panifici o farli da voi con le spezie che più preferite. Ci sono ricette di grissini con gocce di cioccolato per risultare ancora più golosi al palato dei più piccoli.

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3. Macedonia: la macedonia permetterà ai bambini di gustare della frutta di stagione sempre diversa al momento della merenda. Sarà molto semplice portarla con sé a scuola utilizzando un contenitore per alimenti adatto. La frutta si manterrà in stato perfetto se aggiungerete alla preparazione della macedonia un po’ di succo di limone o di arancia. Basta anche un semplice frutto, come la classica mela. La frutta non alletta il vostro pargoletto? Potrete renderla più allettante su una torta alle mele, una crostata con crema e frutta fresca, per fare alcuni esempi. A voi la scelta!

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4. Pane e marmellata:
questa è la più classica delle merende, quella più veloce da preparare nonché quella a più lunga a conservazione, durevole nei vasetti per diversi mesi di scuola. Privo di grassi, questo genere di merenda è salutare perché dà la giusta carica di energia. Ottima da accompagnare con un frutto fresco o una spremuta d’arancia. Scoprite quale gusto preferisce vostro figlio per soddisfarlo al meglio! Avete mai provato a preparare dei piccoli panini al latte con delle gocce di cioccolato? I bambini apprezzeranno sicuramente.

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5. Torta: la torta fatta in casa, o la classica ciambella della mamma, permette di sostituire al meglio le classiche merendine ricchi di grassi idrogenati. Le potete preparare seguendo i vostri gusti, quelli del bambino, la stagione e sono affidabilissime giacchè conoscete alla perfezione gli ingredienti che conterranno. preparata dalla mamma è una delle merende più originali. Non può esistere una fetta di torta uguale all’altra. Preparare una torta vi permetterà di sostituire al meglio le classiche merendine. Soprattutto, conoscerete alla perfezione gli ingredienti che la merenda del bambino conterrà.merende-salutari-per-bambini-crostatine-alla-frutta
6. Crostatine: vi è rimasta della frutta, della marmellata, del cacao? Ottimo! Potreste preparare in casa delle crostatine sempre diversi a seconda dei gusti e della stagionalità. I bambini non potranno che amarle. E gli ingredienti sono sicuramente più salutari di quelle confezionate.

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7. Muffins e plumcakes: in Internet ci sono numerose ricette per preparare una vasta gamma di muffins: dai più golosi col cioccolato ai più salutari con cereali, frutti di bosco, carote. E poi…i muffins si possono preparare anche salati! Lo stesso si potrebbe dire dei plumcakes. Ottimi quelli con banane, ricche di vitamina B12.

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8. Focaccia: per i bambini che preferiscono le merende salate potete preparare le sempre golose focacce. Costa poco, si mantiene morbida per qualche giorno e potete prepararla in tantissimi modi diversi. Un’idea semplice e saporita.

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9. Merendine fatte in casa: questa soluzione potrebbe risultare utile nel caso in cui il vostro bambino non voglia rinunciare alle merendine tanto pubblicizzate in televisione. Gli spot pubblicitari delle merendine sono rivolti proprio ai più piccoli e spesso, purtroppo, causano cattive abitudini. Potreste comunque provare a sperimentare la preparazione casalinga di noti snacks, per abituare i bimbi a riscoprire sapori più genuini.

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10. Barrette di cereali: anche per le barrette di cereali confezionate esiste un’alternativa. Si tratta di snack preparati in casa con frutta secca, frutta essiccata e fiocchi di cereali. Si otterranno delle barrette molto simili a quelle commerciali nell’aspetto, ma completamente prive di coloranti e di conservanti. Potrete facilmente personalizzarle a seconda dei gusti del vostro bimbo.

W il made at home!!

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FONTI DELLE IMMAGINI:
http://www.greenme.it/vivere/speciale-bambini/11241-rientro-suola-spuntino-sano
http://www.donnamoderna.com/mamme/back-to-school/merende-sane-per-bambini/photo/Barrette-di-cereali-fatte-in-casa#dm2013-su-titolo
http://www.greedycakes.co.uk/index.php/store/products/C47/assorted-muffins
http://www.originalitaly.it/blog/ricette/dolci-ricette/16271/ricette-dolci-plumcake-alle-ciliegie/
http://www.petitchef.it/ricette/grissini-al-cioccolato-fid-726467

di Monia De Tommaso

Il carattere della mamma Gemelli

Credo che sia curioso ed interessante, oltre che dare le caratteristiche del bambino nato in un determinato segno dello zodiaco, dare anche quello della mamma e mettere in relazione il segno dello stesso con quello dei figli. Naturalmente, questi dati devono essere considerati in modo generico, senza attribuire loro eccessivo valore. Ogni mamma potrà trovare alcuni punti che rispecchiano la sua natura e quella del bambino, insieme ad altri che sono del tutto estranei: l’appartenenza ad un segno non significa infatti avere tutte le caratteristi del segno stesso, perché gli elementi che delineano un carattere sono infiniti. Sarà per lei comunque utile avere queste indicazioni: l’aiuteranno nel suo difficile compito.

Gemelli (22 maggio-21 giugno)

La donna nata nei Gemelli solitamente non manifesta grande desiderio di diventare madre. Quando però nasce il suo costellazione-dei-gemellibambino, sviluppa in un solo momento istinti e capacità materne davvero sorprendenti. È una mamma moderna, che in materia di educazione non si accontenta dei consigli delle “vecchie zie”: si documenta, va a fondo nelle cose per evitare di commettere errori. In genere, la maternità la porta a un grande cambiamento della sua personalità: il suo carattere giovanile, quasi mascolino, diventa più dolce, il suo modo di fare più aggraziato. Anche la sua figura si trasforma: diventa più femminile e acquista un grande fascino. Sotto alcuni aspetti non è la donna di casa per eccellenza: non sa reagire convenientemente a bruschi cambiamenti del suo ménage. L’arrivo di un bambino la sconvolge non poco dal punto di vista puramente pratico. Comunque, dopo i primi tempi, in cui il disordine regna sovrano nella sua casa, riesce a organizzarsi. Si preoccupa molto dello sviluppo intellettuale dei figlie e dedica alla loro educazione parecchio tempo. Non dà, invece, importanza al loro abbigliamento, li veste solitamente in modo pratico, per farli sentire a loro agio. Per merito suo, i figli sanno presto esprimersi in modo corretto, con ricchezza di vocaboli. A volte, però, i suoi insegnamenti sono eccessivi. È consigliabile quindi che si mantenga nella moderazione, tenendo conto che ha a che fare con bambini e non con adulti. Non educa i figli spartanamente come la mamma Ariete e neppure li coccola come la mamma Cancro, non si attiene ad alcuna regola fissa, agisce per impulso. Questo suo modo di fare può essere causa di sofferenza per i bambini nati nel Cancro e nella Vergine, il benessere dei quali dipende soprattutto dalla regolarità. Un lato positivo della mamma Gemelli è che resterà a lungo d’aspetto e d’animo invidiabilmente giovani. Fra lei e i figli non si creerà quell’abisso causato dalla differenza d’anni.

Il segno della mamma in rapporto a quelli dei figli

I figli Gemelli, Acquario e Bilancia vanno con la mamma Gemelli d’amore e d’accordo. Il loro modo di fare ha per lei effetti benefici, distensivi per i nervi e per la psiche. Non comportano particolari difficoltà di educazione: solo nel periodo scolastico ci possono essere dei contrasti dovuti alla loro assoluta mancanza di ambizione, ma si appianano a poco a poco. Generalmente questa mamma sa guidare senza pesanti imposizioni i bambini nati nei segni dell’Ariete e del Leone. Da piccoli, essi possono essere giudicati dagli altri maleducati e sgarbati, ma lei non se ne cruccia. Li lascia fare, è sempre molto comprensiva con loro, non li umilia mai rimproverandoli davanti a estranei. Con questi bambini agisce bene: essi cresceranno leali ed equilibrati. Le sue arti educative con i nati nei Pesci e nella Vergine possono non raggiungere lo scopo. Di fronte al primo ha la sensazione di non riuscire a comprenderlo a fondo, si irrita facilmente e perde la pazienza per un nonnulla. Al piccolo Vergine non è molto simile come carattere. Si rallegra della sua abilità e precisione, ma si irrita per il suo continuo domandare. Tutti e due questi bambini hanno bisogno di molta più tenerezza di quanto lei creda. I bambini Cancro e Toro vogliono molto bene a questa mamma piena di temperamento. Il primo ha però bisogno di un clima familiare tranquillo e di una vita regolata per un buon sviluppo psichico. Ha inoltre l’animo impressionabile, segno-gemelliteme di entrare in camere buie, va soggetto a incubi notturni: è necessario, quindi, che la mamma lo conforti e lo tranquillizzi nei momenti in cui è vinto dalla paura. Il bambino Toro, dal temperamento flemmatico, non si impressiona tanto facilmente: non è quindi necessaria continuamente la presenza confortante della madre. La buona armonia con il bambino Sagittario, nell’età dello sviluppo, è spesso turbata da forti tensioni. Se fino allora l’educazione non ha presentato particolari difficoltà, a un tratto la mamma si trova di fronte a un figlio ribelle, bisognoso di libertà. Comunque, le liti non turberanno mai a fondo gli animi e non lasceranno tracce. Nel figlio Scorpione già intravede il futuro intellettuale. È molto lieta di alimentare le sue ambizioni, di aiutarlo a fare sempre di più. Ha in comune con lui l’amore per i contrasti, perciò lo comprende meravigliosamente. Se il bambino Capricorno è figlio unico, il suo sviluppo si svolge naturalmente e normalmente, ma se ha dei fratelli, è probabile che venga messo in ombra. La mamma non sa generalmente comprendere le sue doti interiori. Le riconoscerà solo più tardi e ne trarrà gioia. Per lei il piccolo Capricorno è spesso troppo lento, tranquillo, preciso e, tutto sommato, un po’ noioso. Ha dei talenti che lei non sa riconoscere, un bisogno di tenerezza e di amore materno che non nota affatto. Il Capricorno, crescendo, potrà giudicarla poco matura ed esageratamente giovane sia nel comportamento sia nell’aspetto.

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FONTI DELLE IMMAGINI:
http://www.oroscopodioggiedomani.it/natura-dei-12-segni/le-principali-caratteristiche-dei-12-segni-zodiacali.html
http://cultura.biografieonline.it/gemelli-costellazione/

di Monia De Tommaso

Inverno 2015: compriamoci una borsa di tendenza!

Le borse sono gli accessori più importanti nell’outfit di una donna. Immancabili a dir poco. Personalmente le vorrei tutte. Ma non si può!! Allora, almeno per essere in linea con le ultime tendenze dell’inverno 2015, quali parametri si devono seguire per comprare una borsa all’ultimo grido con piena soddisfazione?

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Lo stile dell’inverno 2015 vuole borse di diverso tipo:
– le borse grandi, con manici rigidi (fissati all’esterno per un impatto più grezzo ed artigianale). Molto diffuse le top handle con sagome strutturate;
shopping bag di morbida pelle;
– udite udite: di tendenza sono anche le attachè che prendono spunto dalle classiche valigette maschili. Con chiusura a fibbia o clutch sono sicuramente un modello pratico e perfetto per l’uso di tutti i giorni.

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piccole e preziose, si possono portare a mano o con catene lunghissime formate da anelli di metallo;
– super chic e stravaganti in pelliccia;
– sempre apprezzate minaudiere, in stile borsa gioiello, per le uscite serali, ma anche in versione più pratica e sportiva per l’uso quotidiano. Per l’inverno 2015, i tessuti per queste piccole meraviglie sicuramente sono il raso e la pelle. Borchie, inserti in metallo e gli strass per le serate più in le tempestano;
– standing ovation per il grande ritorno del secchiello e dello zaino da portare tranquillamente sulla giacca!
Se siete eccentriche e avete voglia di stravaganze allora il brand che fa per voi è sicuramente Moschino.

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Passiamo alle decorazioni e ai colori. I dettagli in metallo spunteranno dappertutto e renderanno le borse più accattivanti. La pelle docet, i colori sono forti e vivaci e spazieranno tra le tonalità tipiche della stagione autunno-inverno, dall’arancio al grigio, dal rosa in tutte le sue sfumature e blu. Per le estimatrici delle chiccerie, gli strass dominano di giorno e di sera.

E tu, quale borsa preferisci? Date uno sguardo alla galleria e trovate la vostra preferita!

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borse-celine-inverno-2015borse-moschino-inverno-2015Cosa abbinare alle borse? Fondamentale è l’outfit e le scarpe. E perchè no? Magari un bel giubbotto di pelle! Potrebbero dunque interessarti:

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FONTE DELLE IMMAGINI:
http://www.dilei.it/41066/moda/foto/borse-autunno-inverno-2014-2015.html?refresh_ce
http://www.notiziemoda.com

di Monia De Tommaso

Il bambino nella camera dei genitori

Nello scorso articolo ho scritto che sarebbe perfetto se il bambino avesse una cameretta tutta per sé; ma se questo non è possibile, ecco alcune proposte per risolvere lo spazio del neonato: cominciamo con l’angolo nella camera dei genitori, che in molte abitazioni, specialmente di giovani coppie, è la soluzione più diffusa e quasi obbligata.

Il modo più semplice ed economico di risolvere lo spazio del neonato è dunque sistemare il lettino accanto al letto dei genitori. Assicuriamoci che su questa zona non si aprano direttamente finestre o porte, per evitare pericolose correnti d’aria o improvvise differenze di temperatura; vediamo poi che l’illuminazione sia sufficiente e graduabile attraverso opportune schermature (tende alle finestre); controlliamo anche che sia facilmente raggiungibile dagli altri locali dell’alloggio, in particolare dalla cucina e dal bagno.
Nel caso di camere molto ampie si potrà ricorrere allo spostamento dei mobili esistenti per creare dei paraventi da inserire tra lo spazio dei genitori e lo spazio del bambino che potrà sentirsi più protetto durante le ore di sonno diurno.

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Nel disegno in alto vediamo come nella camera dei genitori, la zona per il bambino sia stata ottenuta innalzando una parete divisoria che delimita l’area più vicina alla finestra. È giusto, infatti, che al piccolo venga lasciata la parte più luminosa e meglio areata della stanza. Un basso divisorio costituito da un elemento snodabile munito di cancelletto delimita invece il resto dell’ambiente. Questa soluzione permetterà al bimbo, divenuto più grande, di muoversi a piacere di uno spazio sicuro, una specie di grande box.

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In quest’altra soluzione, una bassa testata, rifinita anche sul retro, attrezzata costituisce l’elemento che divide lo spazio riservato ai genitori e quello destinato al bambino appena nato.

Un’altra soluzione frequente nelle abitazioni piccole è quella di sistemare il bambino in uno spazio di disimpegno (meglio se antistante la camera dei genitori).

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Ad ogni modo la produzione in serie ha proposto moduli-culla, come in foto, da inserire tra altri moduli per completare l’arredamento di una camera giovane e molto disinvolta. Il sistema a moduli fa sì che gli spazi e i mobili possano essere variati secondo le esigenze. Questo tipo si soluzione è estremamente razionale e quindi da tenere presente.

Far dormire il bambino nella propria camera può essere una soluzione comoda ma comporta grandi responsabilità e attenzione nei confronti dell’infante. Convinti che il bambino dorma e non si accorga di nulla, i genitori spesso non inibiscono i propri e più che giusti e leciti rapporti sessuali. Purtroppo in molti credono che se il bambino se ne accorgesse non capirebbe. Tuttavia non è vero che il bambino, pur piccolissimo non capisca. O meglio: se pur non è in grado di comprendere il significato dell’atto sessuale anche isoli rumori provenienti dal letto dei genitori possono lasciare una vaga, ma conturbante e indelebile impressione su di lui. Che non sempre è così profondamente addormentato come crediamo. Nell’oscurità o nella penombra può rimanere scosso e turbato da quanto sente, vede o immagina di sentire e vedere. I rumori e i gesti dei genitori possono intrecciarsi con le sue fantasia ed essere vissuti come atti di violenza e non già d’amore. Anche se piccolissimo, dunque, il bambino immagazzina impressione che rimangono in lui, nella sua memoria e su queste ritornerà appena più grandino elaborandole a fondo. Potrà riviverle, appunto, come un atto di violenza, col rischio che ciò incida notevolmente su una sua equilibrata maturazione sessuale oppure, proprio in quanto non privo di istinti sessuali, con un coinvolgimento emotivo (gelosia, senso di colpa) che non è ancora preparato ad affrontare e dominare.

neonato-nella-camera-dei-genitoriL’assistere ai rapporti sessuali dei genitori, esserne colpito anche solo dai rumori, può, quindi, essere traumatico per il bambino anche se le conseguenze di questo trauma non sono certamente immediatamente visibili.. naturalmente tutto ciò può anche non avvenire. Ma bisogna stare all’erta, pensando altresì che le cose possono aggravarsi qualora i genitori stessi non vivano serenamente la loro sessualità e di conseguenza abbiano difficoltà ad accettare e seguire la sessualità del figlio. Invece i genitori tendono a porsi il problema solo quando i figli sono già grandicelli, dopo i nove-dieci anni, alle soglie cioè della loro visibile evoluzione sessuale. Infatti accanto a ragazzini ormai quasi adulti, ben difficilmente i genitori oserebbero avere rapporti nella stessa stanza dove vi sia un figlio, seppur addormentato!

Concludendo, se si decide di mettere la culla del bambino nella camera dei genitori, basta avere un po’ di accortezza nel non abbandonarsi ad effusioni sessuali durante la sua presenza se non si è certi che stia dormendo. Inoltre una volta raggiunta la pubertà, la conoscenza della sessualità sarà meno traumatica quanto più i genitori sapranno aiutarlo a sviluppare pensieri e sentimenti sereni e naturali verso il sesso partendo dal pieno rispetto dei bisogni emotivi ed affettivi propri e degli altri.

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FONTI DELLE IMMAGINI:
http://www.meteoweb.eu/2014/12/sindrome-morte-in-culla-fattori-rischio-regole-comportamentali-per-prevenirla/359954/
http://tutto-donna.blogspot.it/2014_05_01_archive.html

di Monia De Tommaso