Il bambino nella camera dei genitori

Nello scorso articolo ho scritto che sarebbe perfetto se il bambino avesse una cameretta tutta per sé; ma se questo non è possibile, ecco alcune proposte per risolvere lo spazio del neonato: cominciamo con l’angolo nella camera dei genitori, che in molte abitazioni, specialmente di giovani coppie, è la soluzione più diffusa e quasi obbligata.

Il modo più semplice ed economico di risolvere lo spazio del neonato è dunque sistemare il lettino accanto al letto dei genitori. Assicuriamoci che su questa zona non si aprano direttamente finestre o porte, per evitare pericolose correnti d’aria o improvvise differenze di temperatura; vediamo poi che l’illuminazione sia sufficiente e graduabile attraverso opportune schermature (tende alle finestre); controlliamo anche che sia facilmente raggiungibile dagli altri locali dell’alloggio, in particolare dalla cucina e dal bagno.
Nel caso di camere molto ampie si potrà ricorrere allo spostamento dei mobili esistenti per creare dei paraventi da inserire tra lo spazio dei genitori e lo spazio del bambino che potrà sentirsi più protetto durante le ore di sonno diurno.

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Nel disegno in alto vediamo come nella camera dei genitori, la zona per il bambino sia stata ottenuta innalzando una parete divisoria che delimita l’area più vicina alla finestra. È giusto, infatti, che al piccolo venga lasciata la parte più luminosa e meglio areata della stanza. Un basso divisorio costituito da un elemento snodabile munito di cancelletto delimita invece il resto dell’ambiente. Questa soluzione permetterà al bimbo, divenuto più grande, di muoversi a piacere di uno spazio sicuro, una specie di grande box.

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In quest’altra soluzione, una bassa testata, rifinita anche sul retro, attrezzata costituisce l’elemento che divide lo spazio riservato ai genitori e quello destinato al bambino appena nato.

Un’altra soluzione frequente nelle abitazioni piccole è quella di sistemare il bambino in uno spazio di disimpegno (meglio se antistante la camera dei genitori).

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Ad ogni modo la produzione in serie ha proposto moduli-culla, come in foto, da inserire tra altri moduli per completare l’arredamento di una camera giovane e molto disinvolta. Il sistema a moduli fa sì che gli spazi e i mobili possano essere variati secondo le esigenze. Questo tipo si soluzione è estremamente razionale e quindi da tenere presente.

Far dormire il bambino nella propria camera può essere una soluzione comoda ma comporta grandi responsabilità e attenzione nei confronti dell’infante. Convinti che il bambino dorma e non si accorga di nulla, i genitori spesso non inibiscono i propri e più che giusti e leciti rapporti sessuali. Purtroppo in molti credono che se il bambino se ne accorgesse non capirebbe. Tuttavia non è vero che il bambino, pur piccolissimo non capisca. O meglio: se pur non è in grado di comprendere il significato dell’atto sessuale anche isoli rumori provenienti dal letto dei genitori possono lasciare una vaga, ma conturbante e indelebile impressione su di lui. Che non sempre è così profondamente addormentato come crediamo. Nell’oscurità o nella penombra può rimanere scosso e turbato da quanto sente, vede o immagina di sentire e vedere. I rumori e i gesti dei genitori possono intrecciarsi con le sue fantasia ed essere vissuti come atti di violenza e non già d’amore. Anche se piccolissimo, dunque, il bambino immagazzina impressione che rimangono in lui, nella sua memoria e su queste ritornerà appena più grandino elaborandole a fondo. Potrà riviverle, appunto, come un atto di violenza, col rischio che ciò incida notevolmente su una sua equilibrata maturazione sessuale oppure, proprio in quanto non privo di istinti sessuali, con un coinvolgimento emotivo (gelosia, senso di colpa) che non è ancora preparato ad affrontare e dominare.

neonato-nella-camera-dei-genitoriL’assistere ai rapporti sessuali dei genitori, esserne colpito anche solo dai rumori, può, quindi, essere traumatico per il bambino anche se le conseguenze di questo trauma non sono certamente immediatamente visibili.. naturalmente tutto ciò può anche non avvenire. Ma bisogna stare all’erta, pensando altresì che le cose possono aggravarsi qualora i genitori stessi non vivano serenamente la loro sessualità e di conseguenza abbiano difficoltà ad accettare e seguire la sessualità del figlio. Invece i genitori tendono a porsi il problema solo quando i figli sono già grandicelli, dopo i nove-dieci anni, alle soglie cioè della loro visibile evoluzione sessuale. Infatti accanto a ragazzini ormai quasi adulti, ben difficilmente i genitori oserebbero avere rapporti nella stessa stanza dove vi sia un figlio, seppur addormentato!

Concludendo, se si decide di mettere la culla del bambino nella camera dei genitori, basta avere un po’ di accortezza nel non abbandonarsi ad effusioni sessuali durante la sua presenza se non si è certi che stia dormendo. Inoltre una volta raggiunta la pubertà, la conoscenza della sessualità sarà meno traumatica quanto più i genitori sapranno aiutarlo a sviluppare pensieri e sentimenti sereni e naturali verso il sesso partendo dal pieno rispetto dei bisogni emotivi ed affettivi propri e degli altri.

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FONTI DELLE IMMAGINI:
http://www.meteoweb.eu/2014/12/sindrome-morte-in-culla-fattori-rischio-regole-comportamentali-per-prevenirla/359954/
http://tutto-donna.blogspot.it/2014_05_01_archive.html

di Monia De Tommaso

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2 pensieri su “Il bambino nella camera dei genitori

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