I primi giocattoli del bambino

Cosa regalare al pupo con pochi giorni di vita? Come devono essere i suoi primi giocattoli? E, anzitutto, vale la pena di regalargli qualcosa? Care mamme, non ditemi che non vi siete mai poste almeno una di queste domande. Diverse indagini di psicofisiologia hanno smentito alcuni vecchi miti e dimostrato che il bambino, per esempio, è già in grado di vedere distintamente già nella prima settimana di vita, a una distanza di circa 20 centimetri. Inoltre, il suo apparato uditivo è non solo perfetto, ma particolarmente attivo. Ugualmente, la capacità tattile è ben sviluppata e il bambino sa reagire con piacere o segni di ripulsa al contatto con diversi tessuti o sostanze.

primi-giocattoli-per-neonatiI dati della più moderna psicologia sia umana che sperimentale dimostrano la necessità di tenere il bambino in un ambiente ricco di impulsi (senza esagerare, ovviamente): un cervello tenuto in azione sin dai primi periodi della vita acquista una maggiore plasticità e saprà apprendere con maggiore facilità di uno tenuto in un ambiente completamente deprivato di stimoli sensoriali. Dunque, se queste sono le premesse della psicofisiologia, i nostri giocattoli dovranno rispondere ad alcuni requisiti precisi: poter essere mantenuti a una distanza di circa 20-25 centimetri dal neonato steso, essere dotati di movimento, dare una sensazione piacevole quando il bimbo li afferra, emettere dei suoi armoniosi e variati.

Giocattoli_neonato

Se dobbiamo quindi scegliere un regalo per il nostro bimbo di pochi giorni o se dobbiamo farlo a un neonato, dovremmo scegliere quel tipo di giocattoli mobili da fissare al bordo superiore della culla. Sono dotati di carica, girano e intanto emettono suoni allegri e intonati. Il bambino, sdraiato nella sua culla, eserciterà così diversi sensi insieme, imparando a valutare la distanza fra la mano e il giocattolo mobile, coordinando così il tratto occhio-mano. Altri giocattoli utili per questi primi tempi sono le palle sonore, che uniscono la possibilità del movimento a quelle del suono. La palla sonora permette anche al bambino di esercitare i primi movimenti, così da poterli organizzare sempre meglio e agevolare in questo modo la coordinazione dei vari gruppi muscolari. Esiste poi tutta una serie di giocattoli assai semplici e utili per le prime settimane: bambolotti dotati di sonagli e capaci di mantenersi in equilibrio, animali di tutti i tipi, così da insegnare al piccolo ad apprendere il valore delle forme. Di fondamentale importanza è il controllo dei giocattoli affidati ai bambini piccolissimi che ingoiano e conoscono attraverso la bocca. I giocattoli devono essere dotati tutti di sigillo di garanzia per il materiale, i colori, la confezione.

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FONTI DELLE IMMAGINI:
http://newbabyland.blogspot.it/
http://www.abcsalute.it/blog/come-scegliere-giocattoli-sicuri-per-i-bambini/
http://www.lavorincasa.it/natale-idee-regalo-per-bambini/

di Monia De Tommaso

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Il carattere del bambino Leone

L’influenza dei segni zodiacali sul carattere degli uomini ha sempre destato la curiosità di tutti coloro che cercano di riconoscersi, anche per gioco, nelle varie manifestazioni del carattere tipiche di ogni segno. Potrebbe essere quindi motivo di interesse cercare di individuare nel carattere dei propri figli, fin da piccoli, quei segni premonitori che costituiscono la base “astrologica” della personalità. Naturalmente questi dati dovranno essere valutati per quelli che sono: indicazioni generiche di caratteristiche individuali che sarà sempre un vantaggio riuscire a individuare. Buona lettura e buon divertimento.

Leone (23 luglio – 23 agosto)

Il bambino nato nel segno del Leone è bello, ha qualcosa che gli fa guadagnare le simpatie di tutti, un carattere poco complicato. Pur essendo facile da educare, non si assoggetta facilmente alle imposizioni degli altri, avendo già da piccolo una personalità dalla volontà ben definita. È bene pensare presto a metterlo in contatto con altri bambini, preferibilmente maggiori di lui, in modo da abituarlo ad avere a che fare con caratteri diversi dal suo. Il piccolo Leone vuole sempre essere al centro dell’attenzione generale. Vuole dominare tutti e, sin da piccolo, cerca di trascinare gli amici ad assecondare i suoi desideri. Nonostante questa sua tendenza, è ingenuo e si lascia influenzare facilmente dai compagni di giochi. A differenza di altri bambini, per esempio quelli nati nel segno del Toro che, come si è visto, carattere-del-bambino-leonesono piuttosto avari, è molto generoso; bisognerà quindi fargli capire presto il valore delle cose e soprattutto del denaro, per attutire un poco la sua tendenza alla prodigalità eccessiva. Il bambino nato sotto il Leone, segno zodiacale dominato dal sole, ha un gran desiderio di calore umano e necessita di una serena atmosfera familiare. È dotato di sentimenti spontanei e traboccanti, ha sempre molta fiducia negli altri e, se ha delle delusioni provocate dai grandi, può riportare choc psichici abbastanza rilevanti. Non si accontenta di giocare da solo, non è un essere silenzioso che occupa il suo tempo tranquillamente, ha sempre bisogno di qualcuno con cui parlare, intrattenersi, divertirsi, sfogare il so prorompente dinamismo. Compito dei genitori sarà quindi seguirlo costantemente con tanto amore e comprensione. La malcelata indifferenza o l’interesse troppo superficiale per i suoi problemi lo offendono e lo feriscono profondamente. È molto suscettibile: promesse fattegli dai genitori e non mantenute sono per lui causa di sconvolgimenti profondi. È anche orgoglioso e soffre moltissimo se gli vengono fatti dei rimproveri davanti a estranei. È raro trovare un bambino Leone bugiardo: solitamente è leale, onestissimo, spontaneo fino all’eccesso. A volte, queste sue qualità possono persino creare situazioni imbarazzanti nella cerchia di parenti e amici. La mancanza di diplomazia di tatto si rilevano già nel bambino ancora piccolo, unitamente alla sua caratteristica essenziale: l’ambizione. Solitamente è solo un’ambizione sportiva, che il bambino appaga superando gli amici nella corsa, nel salto, ecc. Il bambino Leone è imprudente, temerario, spavaldo; sebbene sia molto robusto, sopravvaluta sovente le proprie forze che esaurisce completamente in giochi selvaggi, per poi sentirsi sfinito quando è il momento di dedicarsi allo studio. I genitori dovranno essere molto comprensivi e avere tantissima intuizione per fagli trovare un equilibrio psichico e per evitare che la tendenza alla costellazione-del-leonecollera del piccolo Leone abbia il sopravvento sull’assopito buon senso. Dovranno però fare attenzione a non imporgli la loro volontà costringendolo a obbedire, altrimenti otterranno un risultato negativo, che si manifesterà in futuro: crescendo, infatti, il bambino Leone avrà tendenza a ribellarsi e la sua personalità non sviluppata armoniosamente sarà caratterizzata dal suo modo di fare tirannico. La sua salute non sarà mai fonte di preoccupazioni. Dovrà unicamente lamentare piccoli incidenti causati dalla sua imprudenza e sbadataggine. Potrà andar soggetto a infezioni con febbri alte e improvvise che però scompariranno rapidamente come sono venute. Come già detto, il bambino nato nel Leone è particolarmente vivace e carico di energia, che disperde nei giochi movimentati. Nell’alimentazione ha quindi bisogno di sostanze nutrienti. I cosiddetti prodotti solari: cereali, frutta matura, olio di piante, sono particolarmente adatti per il suo organismo. Ha un irresistibile bisogno di luce e di sole, che riesce a sopportare molto più a lungo degli altri bambini. In estati povere di sole si è potuto constatare che i nati nel segno del Leone mostravano dei sintomi di anemia. Il Leone adulto si abitua facilmente ai piaceri della gola e della buona tavola e solitamente è molto ingordo anche a danno dell’estetica e del fisico. Se si riuscirà a fare nascere nel bambino la predilezione per il cibo vegetariano si creerà in lui un fattore positivo per la sua vita futura.

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FONTI DELLE IMMAGINI:

http://www.vitadamamma.com/53389/oroscopo-2013-baby-leone-loroscopo-del-bambino-segno-per-segno.html
http://www.oroscopodioggiedomani.it/natura-dei-12-segni/le-principali-caratteristiche-dei-12-segni-zodiacali.html
http://cultura.biografieonline.it/leone-costellazione/

di Monia De Tommaso

Attenzione ai nitriti e nitrati negli alimenti

I nitriti e i nitrati sono sali di azoto ottenuti rispettivamente da acido nitroso e da acido nitrico.
Ampiamente usate come conservanti per carni in scatola e salumi, nonché come aromatizzanti e coloranti (spesso in quantità tre volte superiori a quelle necessarie per la conservazione), queste sostanze sono tossiche. Impariamo a riconoscerli:

Nitriti: identificati dalle sigle E249 ed E250, consentono di conservare il cibo, in particolare prevengono lo sviluppo del botulino (è da notare che per altri cibi la prevenzione viene attuata senza l’uso di nitriti).

Nitrati: identificati dalle sigle E251 ed E252, di per sé innocui, in particolari condizioni (calore, batteri, lunga conservazione) possono trasformarsi in nitriti che fungono da “sorta di conservante” (ecco perché i cibi conservati con nitrati non andrebbero scaldati). Questa trasformazione può essere disattivata grazie l’apporto di determinate sostanze come la vitamina C o il succo di limone che, ostacolando comunque la crescita dei microrganismi, impediscono o ritardano la trasformazione di nitrati in nitriti.

nitriti-e-nitrati-nei-salumiPerché i nitriti e i nitrati sono pericolosi per il nostro organismo.

I Nitriti si legano all’emoglobina e riducono il trasporto dell’ossigeno, inoltre, se si combinano con le ammine (termine generico per indicare composti organici presenti particolarmente in alimenti proteici, come carne, salumi e formaggi), possono generare nitrosammine, sostanze potenzialmente cancerogene.
Precisamente, nell’apparato digerente, le ghiandole salivari secernono tiocianato che catalizza la trasformazione da ammine in nitrosammine grazie ai nitriti presenti; lo stomaco invece secerne acido ascorbico (vitamina C) che invece è un inibitore della suddetta trasformazione. Se è vero che i nitriti non sarebbero convertiti in nitrosammine, sarebbero convertiti dall’acido ascorbico in acido nitrico che, in vitro, si è dimostrato un potente agente mutageno. Dunque:

nitriti + ammine –> nitrosammine (per via del tiocinato secreto dalle ghiandole salivari) = cancerogene

nitriti –> acido nitrico (per via dell’acido ascorbico secreto dallo stomaco) = agente mutageno

Una percentuale variabile fra l’1 e il 5% dei nitrati viene convertita comunque in nitriti. Infatti il 20% dei nitrati introdotti nell’organismo e assorbiti dall’intestino tenue viene catturato dalle ghiandole salivari e secreto in bocca; i batteri del dorso della lingua (si noti come una cattiva igiene orale peggiori la situazione) ne trasformano circa il 25% in nitriti che poi passano nello stomaco. Si può dedurre che i nitriti sono 20 volte più pericolosi dei nitrati (non a caso per legge il limite dei nitrati nelle acque potabili è di 50 mg/l – consigliati 5 – mentre per i nitriti è zero!).
Purtroppo in commercio molti alimenti contengono nitriti e nitrati e i più dannosi sono gli insaccati, visto il largo consumo che noi italiani ne facciamo. Secondo diverse analisi è risultato che in un etto di insaccato potrebbero per legge essere presenti alla vendita 5 mg di nitriti e 25 di nitrati.

Il Comitato Scientifico per l’Alimentazione della Commissione Europea ha valutato l’assunzione giornaliera accettabile di nitriti nell’ordine di 0,06 mg/kg di peso corporeo e di 3,7 mg/kg per i nitrati, cioè rispettivamente 4,2 mg e 25,9 mg per un soggetto di 70 kg. Come si vede la soglia di pericolo è vicinissima alle dosi legali, anzi per i nitriti la dose legale è superiore.

Il comitato FAO-OMS ha fissato per i nitriti una dose frutta-e-verduragiornaliera di 0-0,1 mg/kg di peso corporeo, cioè 0,7 mg per il soggetto di 70 kg. Dunque chi assume un etto di insaccato conservato con nitriti è a rischio.
Purtroppo anche nei vegetali sono presenti nitriti poiché mediamente abbiamo 1 mg per kg, cioè un etto di insaccato corrisponderebbe a 5 kg di verdura, quantità francamente non edibile in un giorno!
Per non parlare del contenuto notevole di nitrati (gli ortaggi a foglia larga arrivano anche a 2,5 g per kg di prodotto, un etto di insalata contiene circa 250 mg di nitrati); però la natura neutralizza automaticamente i nitrati, tant’è che gli alimenti contenenti molti nitrati possiedono anche molta vitamina C.

Dunque sarebbe fantastico se i nitriti (E249 ed E250)fossero vietati vista la loro pericolosità. Secondo l’AIRC (Ass. It. Ricerca sul Cancro) il consumo di prodotti con nitriti/nitrati aumenta la probabilità individuale di cancro allo stomaco. Tale probabilità ovviamente aumenta per una predisposizione naturale che non consente una corretta gestione dell’eccesso di nitriti.
Dunque, cosa fare?

Innanzi tutto imparare a riconoscere gli alimenti che usano tali conservanti e che si dividono in tre categorie:

– abbastanza sicuri: con nitrati e vitamina C (E301)
– dubbi: con nitrati, ma senza vitamina C
– pericolosi: con nitriti.

In secondo luogo: state attenti all’etichetta!
Per saperne di più vi riporto il link di un articolo molto interessante sull’argomento. Cliccate qui.

Date uno sguardo all’articolo sulle merende salutari per i bambini in alternativa alle merendine confezionate ricche di coloranti e conservanti.

FONTI DELLE IMMAGINI:
http://www.ristorazioneitalianamagazine.it/salumi-made-in-italy-successo-al-parlamento-europeo/
http://www.improntaunika.it/2014/09/dimagrire-menu-essere-equilibrato-frutta-verdura-non-bastano/

di Monia De Tommaso

Attività fisica e depressione

L’hanno definita male oscuro, malattia del secolo, vera piaga sociale: la depressione. Vi sarà capitato di alzarvi al mattino con un senso profondo di stanchezza. Avete dormito poco e il pensiero di iniziare una giornata vi riempie di apprensione. Avvertite un senso diffuso di malessere e il timore di cadere in uno stato di depressione prende corpo. È inevitabile, perché di depressione si parla e se ne sente parlare. Troppo spesso, però, anche a sproposito. Si abusa del termine, riferendolo a situazioni difficili, certamente segno di malessere, ma non necessariamente di depressione. Così si parla di depressione riferendosi alla persona triste, in una situazione difficile, di fronte ad un lutto, ad esempio, o che deve fare i conti con una grossa delusione professionale, o con una malattia cronica, o che sperimenta dolorosi rapporti interpersonali. Ma se un certo grado di tristezza assolve ad una funzione riparativa, parlare di depressione significa riferirsi ad una condizione patologica, che si differenzia dalla prima non solo per l’entità e la presenza dei sintomi, ma soprattutto nelle forme più gravi, per la presenza di manifestazioni somatiche, ad esempio l’astenia, sia di disturbi del pensiero come sentimenti di autosvalutazione e di colpa.

depressioneL’attività fisica può giovare in caso di depressione? La risposta è affermativa in caso di forme lievi e, fatto importante, ad ogni età, l’esercizio fisico permette lo scarico di tensioni ed emozioni negative, innalza il tono dell’umore, ha effetti euforizzanti. Agisce sull’immagine di sé, determina un miglioramento del livello di autostima, del senso di efficienza e di efficacia personale. il problema principale? Quello di trovare le motivazioni e le risorse per iniziare. Per il resto, si tratta di non eccedere nei ritmi, nelle richieste del risultato subito e a tutti i costi. I vantaggi dell’esercizio sono evidenti, ma duraturi solo quelli che tardano ad arrivare.

Tuttavia non sempre la depressione dipende da fatti gravi. La depressione è la risposta dell’individuo ad eventi stressanti, che rivestono, per lui, carattere di perdita. È necessario tener conto della soggettività della situazione: la perdita, ad esempio, può essere di qualcuno, di qualcosa di concreto, oppure di un progetto. Inoltre, nel considerare tali situazioni, non si deve fare i conti con la loro oggettività, ma con il loro vissuto. In altre parole, con il significato che tale perdita riveste in termini individuali.

Quali sono i fattori di influenza della depressione? La risposta depressiva dipende da una serie differente di fattori depressione-e-sportquali la vulnerabilità genetica (in termini di predisposizione), modificazione dei meccanismi neurochimici del sistema nervoso centrale (presenti soprattutto nei casi più gravi. In tal senso attente all’assunzione ormonale!), le esperienze infantili, le caratteristiche di personalità, le condizioni ambientali. Tali fattori agiscono da filtro, in modo tale che l’individuo metta in atto una risposta di tipo depressivo.

Quali sono i segni di depressione? Da un punto di vista psicologico, sono presenti ansia, perdita di interessi, vissuti di inadeguatezza, sensi di colpa, difficoltà di concentrazione e di memoria, pensieri ricorrenti o addirittura ossessivi, ipocondria. Inoltre, la depressione si accompagna a disturbi del sonno, alimentari, a riduzione delle energie, interessa la sfera sessuale. Determina, infine, modificazioni da un punto di vista psicomotorio (agitazione o, al contrario, rallentamento), condiziona negativamente il linguaggio (nei contenuti) e nel modo di parlare (intervalli prolungati nelle riposte, mancanza di commenti spontanei).

sport-e-depressione
Concludo dando uno sguardo all’attività fisica più indicata in casi di persona depressa. La gamma di esercizi o attività motorie che si possono praticare con beneficio per la salute è vasta. Certo, estremamente utili sono gli sport come la corsa, l’attrezzistica in palestra, il calco e tutte le attività che sollecitano la funzionalità cardiaca. Ma esistono tutta una serie di altre attività, non considerate sportive in senso stretto e di minore intensità, che apportano grandi vantaggi: mi riferisco al giardinaggio, a semplici passeggiate o anche qualche ora trascorsa a lavare l’auto. In sostanza, qualunque sia lo stimolo che induca ad alzarsi dal divano e al movimento. Non occorre neanche riprogrammare la giornata in base all’esercizio fisico. Al contrario, si può pensare semplicemente di modificare alcune abitudini per farlo rientrare in agenda, come ad esempio prendendo la bici per andare al lavoro o a fare la spesa anziché andarci in macchina.

Dunque, se notate che un vostro caro accusa tali sintomi, se in forma lieve, è utile sapere quanto l’attività motoria aiuti a migliorare. È bene ad ogni modo consultare un medico.

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FONTI DELLE IMMAGINI:
http://www.dottoreacasa.com/2010/06/depressione-e-ansia-lattivita-fisica-riduce-i-sintomi/
http://www.megliosapere.info/2010/12/sport-combattere-ansia-depressione/
http://www.bellasenzatempo.it/desiderio_attivita_fisica_depressione/
http://www.sanitaincifre.it/2011/09/depressione-l%E2%80%99attivita-fisica-migliora-l%E2%80%99efficacia-delle-terapie/

di Monia De Tommaso

Perché è importante leggere le favole ai bambini

Leggere le favole ai bambini è un uso antico, un rito d’amore, un momento d’incontro e crescita.
Ogni tanto è importante che sia il genitore a narrare storie e non YouTube o un DVD. Ogni tanto, restare nella camera del nostro bambino, prendere dallo scaffale un bel libro grande, colorato ed illustrato, sfogliarlo, raccontarlo e viverlo è importantissimo. Condividere la lettura di un libro con i nostri bambini significa dare vita ad uno spazio dedicato solo a lui, esclusivo e che rafforza il rapporto che ci lega a loro.

favole-per-bambini

Il genitore che legge, infatti, di fatto mette se stesso, la sua voce, il suo corpo, la sua mimica, a disposizione di una scoperta del bambino. Ma c’è dell’altro: leggendo non si permette solo al piccolo di apprendere una cosa nuova, ma di apprendere in mondo avvincente per il piccolo, divertente, coinvolgente.
Il fatto che sia la mamma o il papà a leggere la storia permette al piccolo di parteciparvi con maggiore slancio, perché non si tratta semplicemente di ascoltare o vedere un “gioco” piacevole, si tratta per il bambino di condividere uno spazio con il genitore.

favoleLeggere stimola la curiosità del piccolo ed incoraggiandolo a seguire il racconto lavoriamo sul potenziamento delle sue capacità di attenzione. È provato che il bimbo abituato alla lettura è più precoce nella acquisizione del linguaggio, ha un vocabolario più completo e si esprime meglio rispetto ai coetanei che non sono stati introdotti dai genitori al “piacere dei libri”. L’abitudine al libro, poi, predispone allo studio perché il bimbo che è abituato a scoprire un libro di fiabe e ne prova piacere diviene più facilmente curioso verso il sapere in generale.

Queste ragioni valgono di per sé a raccontare ogni giorno delle storie ai nostri bambini. Ma voglio aggiungere ancora un’altra motivazione. Perché non si deve smettere di raccontare le fiabe ai piccoli? Perchè i genitori sono le mani, le voci e le strade che conducono il bambino alla scoperta del mondo.
I nostri figli si affidano ed abbandonano a noi e osservandoci decidono cosa diventeranno da adulti e come si comporteranno. Noi siamo le loro figure di riferimento primarie. Dunque è nostro compito vivere quotidianamente il rapporto è-importante-leggere-le-favole-ai-bambinicon i figli con la coscienza che li stiamo accompagnando verso la vita adulta a cui vanno preparati. Li possiamo educare parlando, spiegando, confrontandoci, chiarendo e dando il buon esempio, ammonendo, sgridando – se è il caso -, ma anche giocando e partecipando al mondo “bambino”, ovvero calandosi nel fantastico immaginario dei piccoli. In questo modo ai suoi occhi oltre che genitori diventiamo anche compagni di giochi, amici e questo permetterà loro di aumentare la fiducia che hanno in noi.

E dunque, ritornando alla loro formazione: quale strumento migliore e più magico delle fiabe è utile per raccontare il mondo ed insegnare la morale ai piccoli? Vanno bene tutte da quelle classiche a quelle originali, dalle più moderne ed avventurose alle più antiche, semplici ed intramontabili.

Quindi preparate la voce e via con le facce buffe, i tanti gesti con le mani, i cambiamenti di voce per diventare ora mostri ora principi, ora streghe ora fate. Coinvolgete i piccoli, e guidateli in mondi di fiaba, ogni pagina rappresenterà un’avventura unica ed indimenticabile! Ma soprattutto: divertitevi!

FONTI DELLE IMMAGINI:
http://www.livingnow.it/costellazioni-archetipiche-sistemiche-familiari-milano-seminario-ciascuno-di-noi-e-fiaba/
e la pagina Facebook Fairy Tales

di Monia De Tommaso

Come si lavora il fimo

Orecchini, bracciali, ciondoli, pupazzetti, collane…che lo ricordiate o no, sicuramente almeno una volta vi siete imbattuti in oggetti realizzati con questo incredibile materiale: il fimo.
Malleabile, disponibile in commercio in numerosissimi colori, con il fimo si possono realizzare davvero tantissime cose e per le amanti del fai da te è sicuramente un elemento indispensabile per dar sfogo alla propria creatività.

panetti-di-fimo
Ma partiamo con ordine: cos’è e dove possiamo trovare il fimo? Il fimo è un materiale polimerico che viene venduto, sotto forma di panetti di pasta modellabile termoindurente (ovvero dopo averla lavorata dovrete infornarla, affinché si indurisca), per lo più nei colorifici ma anche nelle cartolerie fornite. Con esso vengono realizzati oggetti di bigiotteria, bomboniere, soprammobili e decorazioni varie per oggetti di ogni tipo.
Poichè grazie al fimo è possibile personalizzare oggetti che rientrano nei gusti di molte persone, sempre in più si desidera cimentarsi in questa piacevole forma d’ arte.

fimo-gioielli
Passiamo allora alla sua lavorazione.
Dopo aver acquistato i panetti dai colori che desiderate in base all’oggetto che intendete realizzare (e tenete conto che ce ne sono davvero tantissimi, dal bianco a quelli fluo) sbizzarritevi e date spazio alla vostra fantasia! Non è complicato come potrebbe sembrare! Magari, per fare pratica, potreste semplicemente iniziare appiattendo qualche pezzetto di pasta colorata, aiutandovi con un matterello, poi con l’ aiuto di un coppa-pasta oppure di un taglia biscotti, potrete realizzare delle forme graziose, che poi andranno messe in forno per diventare dure.

fimo-bomboniere
Col tempo, quando avrete preso più dimestichezza con la plasticità di questo materiale, potrete utilizzare qualche utensile appositamente creato per la lavorazione del fimo, o quelli che si usano nella pasticceria.
Per evitare di lasciare le vostre impronte digitali sui modellini che avrete tra le mani, è preferibile che prima di cominciare indossiate dei guanti di lattice.
Poi, una volta dato vita alla vostra creazione, a seconda della grandezza del vostro oggetto, andrete a cuocere in forno tra i 100 ed 130 gradi, per un massimo di 30 minuti.

fimo-orecchini
Cosa fare con il fimo che resta? Può capitare che di un determinato panetto venga prelevata solo una piccola quantità che magari occorre per realizzare piccoli dettagli.
Dunque, vediamo come conservare il fimo: la prima cosa da fare quando si apre la confezione del pacchetto di fimo è cercare di rompere il meno possibile la carta che lo avvolge, specialmente se se ne dovrà prelevare solo un piccolo pezzetto. La carta intatta sarà utilissima per richiuderci il fimo rimanente fissandola con del nastro adesivo, dopo aver fatto fuoriuscire per bene l’aria.

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Se invece avete distrutto la carta originale, potrete utilizzare i sacchetti di plastica che si utilizzano per conservare gli alimenti. Ovviamente bisogna ricordarsi sempre di far uscire l’aria. Il procedimento andrà fatto per tutti i panetti di cui disponete e dovrete conservarli in un luogo fresco ed asciutto; in alternativa, potrete anche utilizzare dei contenitori per alimenti dotati di chiusura ermetica.

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Ok ragazze, il fimo è in negozio e sta aspettando solo voi. Cos’altro aspettare?

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http://comefare.donnamoderna.com/come-si-lavora-il-fimo-11529.html
e la rete

di Monia De Tommaso

Indossare un abito a righe orizzontali non fa sembrare grasse

Della serie sfatiamo un mito, oggi scriverò di una ricerca scientifica condotta che dimostra come indossare un abito a righe orizzontali non faccia sembrare grasse.
E’ opinione diffusa che indossare un vestito a righe orizzontali faccia sembrare più grassi. Ma è davvero così? Una ricerca scientifica ha affrontato la quesitone e ha dimostrato che una nota illusione ottica, nota come illusione di Hermann von Helmholtz si può applicare anche nella vita di tutti giorni, e più precisamente, nel campo dell’abbigliamento. La suddetta illusione asserisce che riempiendo di righe orizzontali un quadrato, questo tende a sembrare più sottile.vestiti-a-righe-illusione-otticaI ricercatori hanno dimostrato che applicando questa illusione alle figure umane, le righe orizzontali farebbero sembrare non solo più magre ma anche più alte, mentre le righe verticali vengono decisamente sconsigliate a chi vuole apparire più magra!!!righe-orizzontali-non-fanno-ingrassare
I ricercatori hanno osservato che secondo questa illusione di Helmholtz, un quadrato con righe orizzontali deve essere deformato aumentando l’altezza del 4,5% perché sia percepito come un quadrato. Un quadrato con delle righe righe-orizzontali-verticali-illusione-otticaverticali, invece, deve essere aumentato di altezza del 7,1% per essere percepito della stessa altezza del quadrato con le righe orizzontali. Insomma, un quadrato composto da linee orizzontali appare più alto e più stretto di un quadrato identico costituito da linee verticali.

I ricercatori hanno compiuto l’esperimento sostituendo al quadrato una figura di donna, e anche in questo caso le conclusioni sono rimaste invariate. Inoltre, hanno esaminato anche la possibilità che l’illusione di Helmoholtz potesse valere solo per figure bidimensionali, facendo degli esperimenti anche con dei cilindri, ma neppure in questo caso è emerso alcun indizio che le linee orizzontali sui vestiti “facciano ingrassare”.
Questo è un vero e proprio mito sfatato. Speriamo che prima o poi si possa sfatare anche il mito secondo cui mangiare Nutella fa ingrassare!

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http://notizie.delmondo.info/2014/05/11/ricerca-scientifica-indossare-abito-righe-orizzontali-non-vi-fa-sembrare-grasse/

di Monia De Tommaso

Il carattere della mamma Cancro

Credo che sia curioso ed interessante, oltre che dare le caratteristiche del bambino nato in un determinato segno dello zodiaco, dare anche quello della mamma e mettere in relazione il segno dello stesso con quello dei figli. Naturalmente, questi dati devono essere considerati in modo generico, senza attribuire loro eccessivo valore. Ogni mamma potrà trovare alcuni punti che rispecchiano la sua natura e quella del bambino, insieme ad altri che sono del tutto estranei: l’appartenenza ad un segno non significa infatti avere tutte le caratteristi del segno stesso, perché gli elementi che delineano un carattere sono infiniti. Sarà per lei comunque utile avere queste indicazioni: l’aiuteranno nel suo difficile compito.

Cancro (22 giugno-22 luglio)

La mamma nata nel segno del Cancro è sensibile, materna, tenera. Ha un senso molto sviluppato della famiglia, adora i bambini. Già da piccola è caratterizzata da una femminilità rilevante. Aiuta volentieri la madre nei lavori domestici, si occupa con amore ed entusiasmo dei fratellini. Sotto alcuni aspetti i suoi figli sono da invidiare, perché la sua protezione li segue dovunque. Può capitare però che le troppe cure li abituino a non saper affrontare niente da soli, ad attendere passivamente che siano sempre gli altri a risolvere determinate situazioni in cui sono coinvolti. A costellazione-del-cancrocausa degli insegnamenti materni crescono in una atmosfera quasi da favola e solo quando vanno a scuola imparano a conoscere anche il lato reale della vita. La mamma Cancro sa raccontare magnificamente le favole, con la sua grande fantasia inventa giochi e passatempi diversi, organizza le feste. I suoi bambini l’adorano, ma può capitare che crescendo siano infastiditi dal suo modo di fare assillante. I più sensibili, non sentendosi mai completamente liberi, potrebbero soffrire: la mamma, con i suoi continui timori, impedirà loro di uscire in bicicletta, di fare passeggiate nelle giornate di pioggia, di partecipare coi compagni a gite. Capiterà così che essi invidieranno quei bambini autonomi, che potranno fare cose a loro non permesse. La mamma Cancro dovrebbe rendersi conto che i bambini non desiderano essere diversi dai coetanei, vogliono comportarsi come loro, senza imposizioni forzate che li costringano a fare il contrario di quello che vorrebbero. Ogni differenza, anche se in senso positivo secondo il parere materno, significa un punto vulnerabile in cui possono essere attaccati dalla infantile crudeltà degli altri. Sebbene la tipica donna Cancro, per natura, non sia dotata di eccessivo coraggio e forza, acquisisce queste doti con la funzione di mamma. Dove fiuta ingiustizia verso i suoi bambini difende i loro diritti come una leonessa, a volte purtroppo anche esagerando.

Il segno della mamma in rapporto a quelli dei figli

L’intesa con i figli nati nei Pesci, nello Scorpione e nello stesso Cancro è piena di armonia. Gli adolescenti trovano in lei tanta comprensione e, frequentemente, ne approfittano. Soprattutto il nato nei Pesci ha bisogno di essere guidato con maggiore fermezza, ma la mamma non ha mai il coraggio di punirlo o sgridarlo, in quanto è legata a lui da affetto profondo. Il bambino Scorpione, misterioso e strano, è capito a fondo solo dalla madre che lo protegge sempre. Non potrà educare molto in cui, anche se sarebbe di grande importanza che imponesse la sua volontà in molte cose. Con il bambino Cancro la comprensione è buona perché tutti e due si lasciano guidare dal sentimento e, spiritualmente, si sentono simili. C’è solo il pericolo che questo bambino venga troppo viziato. Se in famiglia ci sono dei bambini Ariete o Bilancia la situazione può essere critica. La mamma sa difficilmente domare il primo, mette a dura prova i suoi nervi. Il giovane Ariete crescendo, si opporrà alle sue eccessive ansie e preoccupazioni. A volte segno-cancropotranno esserci scontri profondi tra mamma e figlio, ma gli animi non ne rimarranno turbati a lungo. Con il bambino Bilancia ci sono meno attriti, ma gli spiriti si dividono sotto alcuni aspetti. Il bambino soffre dell’amore esclusivo della mamma e tende ad associarsi e ad affezionarsi facilmente ad altri. Per i figli nati nella Vergine o nel Toro non c’è mamma migliore da augurare. Il bambino Vergine, un poco arido e non dotato di grande fantasia, riceve da lei gli impulsi complementari, mentre il bambino Toro si sente molto legato e simile alla mamma Cancro. Nel primo, l’ambizione va spinta nella giusta via mentre , nel secondo, va stimolata. Il bambino Capricorno non procura problemi per la sua educazione. Può capitare unicamente che a volte la mamma si rammarichi dei suoi modi poco infantili. È il primo tra i suoi bambini che chiederà spiegazioni sui personaggi fantastici del mondo infantile (Babbo Natale e la Befana, per citarne alcuni). Per questo suo sviluppato senso per la realtà, è consigliabile che la mamma non lo irriti con spiegazioni e accenni troppo fantasiosi. Vede qualcosa di molto particolare nei figli Acquario e Sagittario. Tutti e due hanno un modo di fare elastico, distante, al di sopra delle cose, che a lei manca. Entrambi la mettono di fronte a problemi educativi diversi, il loro modo di agire indipendente la spaventa, vorrebbe tenerli per sé il più a lungo possibile, ha paura che siano troppo fiduciosi e idealisti. Benchè molto diversa di carattere, la mamma Cancro è molto legata ai figli nati nei Gemelli o nel Leone. Il piccolo Gemelli, con la sola sua presenza, dissolve una sua latente tendenza depressiva. A lui perdona molte cose, lo vizia molto. La vanità materna è soddisfatta dal bambino Leone. La mamma Cancro lo appoggia nel suo egocentrismo. Il Leone ha sempre credito presso di lei. D’altra parte è anche, oltre che affettuosissimo, il più generoso nel farle dei regali, molte volte assai costosi.

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Il carattere del bambino Vergine e Il carattere della mamma Vergine
Il carattere del bambino Bilancia e Il carattere della mamma Bilancia

FONTI DELLE IMMAGINI:
http://www.oroscopodioggiedomani.it/natura-dei-12-segni/le-principali-caratteristiche-dei-12-segni-zodiacali.html
http://cultura.biografieonline.it/cancro-costellazione/

di Monia De Tommaso

L’imperdibile museo delle borse di Amsterdam

Poche cose al mondo accomunano tutte le donne: l’amore incondizionato per la Nutella, l’odio per la ceretta e il debole per scarpe e borse. Ed è proprio a quest’ultime che dedicherò il seguente articolo.

A questi accessori, a volte pratici, a volte eleganti, alla moda, Amsterdam a dedicato un intero museo, l’unico al mondo con una collezione di oltre 4000 pezzi fra borse, valige, sacche e accessori. Si tratta dell’Hendrikje Museum, che mette in scena la storia delle borse occidentali per signora dal tardo Medioevo fino ai nostri giorni.
Il museo si è sviluppato dalla collezione privata di Hendrikje Ivo, che collezionò borse per più di 35 anni e mostra come la borsa sia sempre esistita con varie forme e funzioni, in diversi materiali e decorazioni, permettendo un vero e proprio viaggio fra evoluzioni sociali e stili artistici e della moda attraverso i secoli.

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Oltre all’esposizione della collezione storica permanente, spesso sono allestite delle esposizioni nuove, che includono il lavoro di stilisti contemporanei, olandesi e stranieri. Tra i modelli degli stilisti contemporanei sono presenti quelli di Schiaparelli, Pierre Cardin, Paco Rabanne, Yves Saint-Laurent, Gucci, Hermès, Dolce & Gabbana, Donna Karan e Judith Leiber ed in particolare la borsa da sera Gianni Versace, indossata da Madonna la sera della prima del film Evita.

Care lettrici, il Museo delle borse vi piacerà sicuramente tantissimo. Cari lettori, ce n’è anche per voi! Se non vi interessano le borse e siete tentati dal non accompagnare la vostra metà in questo mondo tutto femminile, sappiate che la struttura vi affascinerà di sicuro.
L’Hendrikje Museum si trova all’interno di un imponente edificio storico sull’Herengracht, che risale al 1664 e che era la residenza del primo cittadino di Amsterdam nonché ex residenza del sindaco. La sontuosa residenza storica sui canali può essere apprezzata per la sua architettura e per i bellissimi affreschi sui soffitti e sui camini.

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Insomma, se passate per Amsterdam ricordatevi di visitare questo incredibile posto.
Nel frattempo potete dare una sbirciata ad alcuni dei capolavori presenti al suo interno. Quale borsa rispecchia la vostra personalità?

FONTI DELLE IMMAGINI:
http://angolodellamicizia.forumfree.it/?t=64749065
e la rete

di Monia De Tommaso

Moda per ragazze formose

Chi ha detto che per vestirsi alla moda è indispensabile essere magre e slanciate?
Anche le donne formose, quelle definite come curvy, possono infatti sfoggiare un look all’ultima moda ed essere assolutamente belle e affascinanti!

Una donna dotata di curve anche generose può potenzialmente indossare qualunque cosa, l’importante è riuscire ad abbinare bene i singoli capi e le tonalità.
Per valorizzare al meglio la propria fisicità, ci sono dei capi che le donne formose devono assolutamente avere nel proprio guardaroba. Partiamo con gli esempi pratici.moda-per-ragazze-formosePartiamo con questo. Se desiderate togliervi qualche chilo, potete puntare su un must come il nero, ma vanno bene anche tinte come il marrone, le nuances del grigio, il blu, il verde scuro, il bordeaux. Da notare anche lo scollo asimmetrico che attira l’attenzione su di sé piuttosto che sulle rotondità, la lunghezza del vestito, e le scarpe alte.moda-per-ragazze-formose-(1)In questo secondo esempio abbiamo due modelli sui quali è importante puntare la nostra attenzione sulla parte arricciata su un fianco (che attira sempre l’attenzione su di sé, e occupando buona parte del tronco, ha un effetto ottico snellente) e la scollatura a V, importantissima perché non mette in risalto fianchi e cosce ma la parte alta del busto. Ovviamente, se si ha un decolté generoso, bisogna stare attente alle scollature troppo profonde se non si vuole cascare nella volgarità.moda-per-ragazze-formose (2)In questo caso è interessante la scollatura morbida del vestito e soprattutto la linea di cucitura che alza otticamente il punto vita, con l’effetto di allungare, e quindi slanciare, le gambe. La lunghezza delle maniche così come quella del vestito sono ideali per slanciare e snellire con classe.moda-per-ragazze-formose (4) Per una serata elegante, un abito stile impero (come questo) è l’ideale perché stringe sotto il seno scendendo poi morbido sui fianchi mettendo quindi in risalto la parte alta del busto e assottigliando le gambe.

moda-per-ragazze-formose-(5)Le pieghe trasversali come quelle orizzontali allungano la figura regalandole una verticalità assolutamente amica alle ragazze formose. In questi due esempi è stato usato questo principio sulle due longuette. Nella foto a sinistra, la vita alta, aiuta ancor più il potere snellente della gonna mentre nella foto a destra la maglia, attillata sul seno ma morbida sul busto, arriva a metà fianchi riducendone otticamente il volume. In questi due esempi, i colori delle gonne sono volte a ridurre la parte inferiore del corpo (più formoso di quello superiore) ma se avete anche un busto importante e volete puntare sui colori allora consiglio di puntare sempre sulla stessa tonalità in diverse sfumature in maniera tale da creare un effetto assottigliante, allungando contemporaneamente la figura. Nel caso in cui non amiate il mono-colore, potete ravvivare il vostro look puntando sugli accessori; un bijoux vistoso (come nell’esempio di sinistra), una maxi borsa o un sandalo con il tacco alto renderanno subito il vostro look molto più divertente. Care ragazze tutte curve, che ci crediate o no, anche le linee orizzontali slanciano!! Cliccate qui per saperne di più! moda-per-ragazze-formose (6)Come possiamo notare in questa foto, ritornano le pieghe su un fianco e la scollatura a V anche per una maglia morbida, dal colore acceso, che si allaccia. Ottimo l’accostamento ad un pantalone a palazzo.

moda-per-ragazze-formose (7)Qui abbiamo la vita alta come in altri modelli ma a fare la differenza è il volant con cui termina la parte superiore che sfianca il torace e riduce otticamente i fianchi.

Care ragazze, come avete potuto notare dagli esempi sopracitati, il trucco è mettere in risalto qualcosa per togliere l’attenzione da un’altra. Fianchi e gambe sono in questo caso le parti dalle quali dobbiamo cercare di togliere l’attenzione e focalizzarla da un’altra parte. Le parti sulle quali bisogna focalizzarsi sono il seno, schiena e spalle ma non tutte e tre contemporaneamente. Viene facile concentrarsi sul decolté anche perché non possiamo andare sempre in giro con la schiena scoperta.

Ricapitolando:
1. Sottolineate i punti forti per dare risalto alla vostra silhouette.
2. Se avete le gambe importanti prediligete le gonne, la cui lunghezza ideale è al ginocchio (non troppo aderenti, mi raccomando). In caso contrario dei pantaloni a palazzo andranno bene.
3. Preferite gonne e pantaloni dalla vita alta.
4. Sì allo scollo a V che darà profondità al busto facendolo sembrare più lungo e sposterà l’attenzione dalle spalle (se le avete troppo larghe) alla parte centrale del vostro corpo.
5. Sì, inoltre, agli abiti dai tagli stile impero che sono da preferire alla solita casacca lunga e larga. Questo tipo di taglio delineerà il seno cadendo poi morbido sul corpo. La cintura in vita vi aiuterà a definire il vostro girovita.
6. Il golfino è un capo sacro per sfiancare la vostra figura. Se avete il torace più largo dei fianchi allora è bene che il golfino arrivi fino alla vita altrimenti, se avete le gambe importanti allora è meglio che sia più lungo e arrivi fin sopra i fianchi. Se il golfino proprio non vi piace, allora sappiate che anche uno scaldacuore e un blazer vanno benissimo.
7. Importante ricordare che le pieghe e le righe trasversali e orizzontali allungano la figura mentre i colori scuri assottigliano.
8. Tacchi, tacchi e ancora tacchi! Vedrete, faranno la differenza.
9. Accessori importanti nelle dimensioni vi donano sicuramente di più rispetto a quelli sottili sottili. Fatevi notare ragazze! (ma con stile, mi raccomando)
10. La cintura è immancabile…servitevene per delineare il punto vita.
11. Indossare abiti di misure più piccole non fa sembrare più magre ma degli insaccati.
12. Da evitare come la peste: gli abiti total white, le rouches, i volants e gli abiti con troppi strati, e tessuti quali il velluto, specialmente a coste, e i denim troppo rigidi.

FONTI DELLE IMMAGINI:
https://patriciaotoole.ie/collection/
http://www.aquastyle.it/curvy-unevoluzione-della-specie/

di Monia De Tommaso