Storia del costume da bagno [parte I]

Tutti al mare! Infiliamo rapidamente il nostro costume da bagno preferito. Prendiamo l’ombrellone forza! E la crema solare? Corri corri che si fa tardi! Hai preso l’asciugamano? Forse sarebbe meglio portare anche uno specchio. Non c’è tempo, non c’è tempo, corri!
Insomma, la nostra estate profumata di salsedine non perde la sua caratteristica frenesia. Ma ci siamo ricordate di portare tutto? Siete sicure di non aver dimenticato proprio nulla? Neanche com’era l’antenato del luccicante bikini che sfoggiamo in spiaggia? Portiamo un pizzico di storia in questa nostra estate ricca di sole e sale!

La storia del moderno costume da bagno affonda le sue radici in un passato che appare remoto: immaginate che in Sicilia, in Piazza Armerina, esiste un mosaico romano che risale al III sec. d. C., raffigurante una dozzina di donne che giocano abbigliate con indumenti che ricordano in modo inconfondibile il moderno bikini!

Costume a due pezzi usato dalle donne romane nelle palestre
Ciò che tuttavia rende affascinante la storia recente del costume, è il velocissimo processo di riduzione, in termini di misura, che ha caratterizzato l’abbigliamento da bagno durante il secolo scorso.

Nell’antichità era poco diffusa la pratica di immergersi in mare. Erano frequenti le abluzioni alle terme, ma senza utilizzo di particolari abbigliamenti. Il Medioevo e il Rinascimento non introdussero cambiamenti significativi: ci si immergeva generalmente senza vestiti, salvo qualche mise da bagno documentata fin dal 1400, caratterizzata da corpetto con spalline e gonna, a volte completata da un turbante.

La moda dei bagni si diffuse a Parigi dal 1750, sia in laghetti o fiumi, sia in mare. Fu proprio in questo periodo che iniziò a diventare di moda viaggiare per godere delle benefiche proprietà della natura e, quindi anche, delle salutari proprietà dell’acqua di mare. Per queste occasioni venne creato un abito in tela spessa da marinaio con corpetto e calzoni, spesso coperti da una grande gonna che inevitabilmente a contatto con l’acqua si gonfiava come un pallone.

Dal XIX secolo le donne cominciarono ad immergersi in mare avvolte in abbondanti mantelli chiusi al collo.

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E se non ci si immergeva in acqua, o appena ci si usciva, si stava in spiaggia con leggeri abiti da città, di colore chiaro, con tanto di guanti e parasole, per proteggersi dai raggi ed evitare la tintarella, caratteristica delle classi inferiori. La pelle delle nobildonne doveva essere diafana.

Brevi esposizioni al sole, per scopi terapeutici, vennero consigliate dai medici solo a partire dalla seconda metà dell’Ottocento. I costumi da bagno erano caratterizzati da pantaloni gonfi al polpaccio, completati da un abito lungo fino al ginocchio, stretto in vita e dalla gonna ampia. Le calzature, sopra alle lunghe calze nere, erano scarpine allacciate, e il capo era protetto da cuffiette (img. in basso a sinistra). Subito dopo il bagno, per restare al riparo da sguardi indiscreti, le bagnanti infilano ampi accappatoi forniti di cappuccio.

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Negli anni settanta del XIX secolo gli abiti si accorciarono leggermente e le gonne delle sopravvesti si fecero meno ampie. I completi si arricchirono di nastri e spighette bianche e blu secondo la moda alla marinara, con il collo rettangolare sul dorso. Il tessuto più usato era la flanella (img. in alto a destra).

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Verso la fine del secolo comparvero le prime magliette a righe bianche e blu, i decori con oggetti marinari, fino alle decorazioni e ai fronzoli che accompagnavano gli ultimi anni dell’Ottocento.storia-del-costume-da-bagno-anni-10 Maniche a sbuffo e bustini sotto il costume per mettere in evidenza il vitino sottile, gonnellini a campana, pantaloni più aderenti o alla zuava, il tutto confezionato in sergia (stoffa diagonale) di lana, il tessuto più diffuso, in genere nei colori blu, nero e rosso (img. a destra). Le scarpine erano più leggere e traforate per lasciare passare l’acqua, munite di lunghe stringhe da allacciare intorno alla caviglia, mentre in testa furoreggiano foulards in tessuto impermeabile da annodare sopra alla testa.

Una piccola rivoluzione si ebbe ai primissimi del Novecento in Francia grazie al sarto storia-del-costume-da-bagno-annette_kellermanPaul Poiret detto Le Magnifique, che impose per uomini e donne costumi sempre di maglia, ma più aderenti. Il costume da bagno tuttavia continuava ad avere il suo aspetto castigato e guai a mostrare di più! Basti ricordare che nel 1906 una nuotatrice australiana, Annette Kellerman (a sinistra), si presentò a una gara negli USA indossando un costume intero fatto a tutina che lasciava scoperte le cosce: fu arrestata, multata e immediatamente rimpatriata con foglio di via.

Tra il 1900 e il 1920: gli abiti si accorciarono leggermente, le calze non venivano più necessariamente indossate e vennero di poco ampliate le scollature. I colori divennero più chiari, comparvero le prime camicie da bagno, simili a camicie da notte bianche. Si diffondeva la linea “Impero”, senza tagli in vita.
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Nel frattempo diventava una consuetudine il soggiorno estivo al mare. Questo nuovo tipo di villeggiatura, che si affiancava alla tradizionale campagna, comportava anche nuove attrezzature da spiaggia e la comparsa dei primi stabilimenti balneari. Anche la cura del corpo e la cultura dei bagni di sole e di mare si imponeva, e le attività sportive all’aperto richiedevano abbigliamenti adatti, comodi e pratici. Comparvero così i costumi interi e lunghi pagliaccetti aderenti. Le basi del moderno costume da bagno furono gettate.

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FONTI DELLE IMMAGINI:
https://storiadellamodafemminile.wordpress.com/2014/07/23/moda-stile-impero-moda-contemporanea-tra-le-donne-romane/
https://www.mulino.it/edizioni/primopiano/foto/ghigi_foto.htm
https://www.etsy.com/it/listing/209643205/costume-da-bagno-vittoriano-modello
http://www.vintaged.it/guida-ai-costumi-da-bagno-vintage/
https://claudiagrazianofashiondesigner.wordpress.com/2013/08/08/tempo-di-mare-tempo-di-costumi-da-bagno/
http://www.placidasignora.com/2010/07/16/storia-dei-costumi-da-bagno-femminili-dai-gonnelloni-ai-fili-interchiappali/
https://lostindrawers.wordpress.com/2011/06/23/the-swimsuit-a-history-of-twentieth-century-fashion-1900s/
http://www.vintaged.it/guida-ai-costumi-da-bagno-vintage/
http://ninali4love.com/shop/hello-world/

di Monia De Tommaso

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