I problemi psicologici della mamma

È nato. È andato tutto bene. Ma la madre è ora finalmente felice. Tranne il compito di dover badare alla nuova vita e agli orari a volte veramente pesanti, tutto dovrebbe filare liscio. I parenti e il marito la stringono in un cerchio di affetto, gli amici si fanno vivi con gioiose manifestazioni di amicizia. Eppure…eppure, per molte madri proprio questo periodo viene improvvisamente come incupito da un senso di tristezza, di irrequietezza, di abbattimento che non riesce a essere confortato dalle parole di chi le ama. Il parto rappresenta, in effetti, un momento fondamentale per ogni donna. Anche se i movimenti femministi hanno cercato di demitizzare la figura della donna intesa essenzialmente come madre, sta di fatto che, al momento della nascita, è proprio questo l’aspetto che la donna avverte con maggiore depressione-post-partum-problemi-psicologici-della-mamma (3)intensità. Inconsciamente la separazione dal feto viene vissuta non come l’origine di una nuova vita, ma, al contrario come una perdita di “qualcosa” che prima era esclusivamente suo. La madre ricorda, ora, i momenti tenerissimi ed esclusivamente suoi di quando, nel pieno del giorno o nel silenzio della notte, percepiva i movimenti di suo figlio, movimenti che lei sola poteva sentire con geloso orgoglio e di cui lei sola poteva valutare pienamente la forza e l’intensità.
La realtà, poi, per quanto affascinante, è sempre fatalmente inferiore alla fantasia: per nove mesi la madre ha sognato suo figlio, lo ha visto in un determinato modo, con i capelli, occhi, mani…e ora si trova davanti un piccolo essere rugoso, spesso semi-bluastro, con un corpo sproporzionato e fessure al posto degli occhi. Anche questo influisce sulla madre che si trova sola di fronte alla sua delusione.
Ma poi esistono anche problemi più sottili, più sfumati: la gravidanza prima, e l’allattamento poi, minacciano di trasformare una splendida ragazza in un essere precocemente appesantivo. Sorge quindi il conflitto tra la donna e la madre. Le radici sono, in verità, antichissime. Ogni generazione lo ha vissuto e ogni volta la madre si è trovata di fronte alla necessità di compromettere un poco della sua femminilità per crescere questi suoi figli. Il nuovo nato viene così a porsi fra la madre e il suo bisogno di essere e sentirsi compiutamente donna. D’altronde, l’amore per il figlio è altrettanto violento e possessivo. Nella donna stretta fra le tenaglie di questi bisogni istintivi possono comparire così alcuni atteggiamenti che rappresentano una specie di compromesso.

depressione-post-partum-problemi-psicologici-della-mamma (1)Uno dei più frequenti è costituito dal rifiuto dell’allattamento: pur essendo fisicamente idonea, la donna non se la sente di allattare. L’atto di accostare il nuovo nato al seno provoca un senso incredibile di timore. La madre teme di farlo cadere, teme di non saperlo reggere, è convinta di fargli del male. È una situazione di malessere che finisce con l’investire anche il rapporto con il marito; individuato, a livello inconscio, come causa prima del malessere. Il rapporto moglie-marito è complicato dal duplice ruolo della donna, divenuta madre (oltre che moglie), che tende a preferire il rapporto madre-figlio anziché quello moglie-marito.
Così, la donna si trova al centro di un intricato complesso di rapporti che, da un lato, rimettono in discussione il suo ruolo di donne e, dall’altro, ne esaltano il potere come madre. Questa crisi riguarda anche i rapporti con la famiglia d’origine: la madre (nonna) riassume il suo ruolo competitivo nei confronti del nipote, esaltando di nuovo il mai sopito conflitto con la figlia. Il problema psicologico, poi, può essere acutizzato anche da uno stato fisico compromesso: gravidanza, parto, puerperio, allattamento indeboliscono fortemente l’organismo femminile e questo indebolimento organico favorisce, a sua volta, il radicarsi di una instabilità psicologica che può portare alla comparsa di vere e proprie fobie.

Cara neo mamma, non sentirti strana se nei primi giorni dopo il parto ti senti triste, giù di morale e ti viene spesso da piangere. E’ uno stato psicologico comune alla maggior parte delle neo mamme, che può manifestarsi per diversi gradi. Quali? Vediamoli insieme.

depressione-post-partum-problemi-psicologici-della-mamma (2)1. Il baby blues (o maternity blues): una lieve malinconia

Con il termine “blue”, coniato dal pediatra e psicoanalista inglese Donald Winnicott, si indica una condizione di disagio interiore della neomamma. E’ uno stato psicologico abbastanza diffuso, infatti colpisce tra il 50% e l’84% delle donne, delle quali circa il 20% sviluppa la depressione post parto.

Sintomi: umore instabile, facile tendenza al pianto, tristezza, ansia, perdita di concentrazione, sensazione di dipendenza.

Cause: stress psico-fisico causato dal travaglio e conseguente sconvolgimento degli ormoni femminili: estrogeni e progesterone, ansia legata all’aumento delle responsabilità, imprevisti o contrasti familiari.

Insorgenza e durata: il Baby blues è un problema di natura transitoria, si verifica immediatamente nella 1° settimana dopo il parto e si protrae mediamente per circa 10 – 15 giorni.

Come si cura: Trattandosi di un disturbo di breve durata non è previsto un intervento medico o psichiatrico. È sufficiente essere informate sulla natura del disturbo e richiedere un supporto.

2. Depressione post parto o post partum

In questo caso si tratta di una patologia vera e propria che colpisce circa il 14% delle donne e che se trascurata tende a divenire cronica.

Sintomi: irritabilità, eccessiva preoccupazione o ansia, sonno disturbato, inappetenza o smisurato appetito, dolori e debolezza muscolare, sensazione di fastidio nei confronti del bambino che si avverte come un peso, mancanza di emozioni nei confronti del bambino, sensazione di inadeguatezza nella cura del bambino, avversione verso il bambino, paura di restare sola con lui, ritenersi madre e moglie incapace, mancanza di concentrazione nelle cose quotidiane che vanno dalle semplici cure all’interazione con il bambino e al riconoscimento dei bisogni reciproci.

Insorgenza e durata: la depressione post parto solitamente si affaccia durante la 3° o 4° settimana dopo il parto e arriva ad evidenziarsi come problema effettivo dopo 3 o 6 mesi dalla sua comparsa prolungandosi, a volte, per oltre un anno.

Cause: sebbene le cause siano molteplici e non del tutto chiare sono comunque coinvolti i fattori ormonali (di tipo sessuale e tiroideo), i fattori fisici (es. la stanchezza causata dai ritmi imposti dal bambino), i fattori psicologici (una personalità con bassa autostima o perfezionista), i fattori sociali (giovane età, inesperienza e mancanza di aiuto e sostegno), i fattori cognitivi (coltivare aspettative irrealistiche sull’essere madre o sul bambino).

Come si cura: è necessaria una terapia farmacologica unita a interventi di psicoterapia.

3. Psicosi post parto o psicosi puerperale

La psicosi post parto è la forma più grave di depressione post parto e fortunatamente è molto rara infatti ha un’incidenza di meno di due casi ogni mille parti. Un soggetto su 50.000, invece, manifesta tendenza al suicidio o infanticidio, in genere si ricorre al ricovero.

Sintomi: agitazione, insonnia, irritabilità, depressione o euforia, comportamento disorganizzato, deliri specifici (convinzione che il bambino sia malato o che addirittura abbia poteri speciali), deliri, allucinazioni (coinvolgono in particolare i sensi della vista e dell’udito come ad esempio sentire voci che ordinano alla madre come comportarsi oppure voci che ne denigrano il comportamento)

Insorgenza e durata: solitamente la psicosi post parto si manifesta 3 settimane dopo il parto e spesso anche nell’arco di pochi giorni. Quanto alla durata, dipende dal soggetto e dal tipo di cure mediche adottate.

Come si cura: essendo la psicosi post parto una patologia grave spesso è indispensabile il ricovero.

depressione-post-partum-problemi-psicologici-della-mamma (1)Concludendo questa breve panoramica sul mondo della maternità legata alla nascita, sottolineo un punto che credo sia davvero importante per affrontare questo momento post-parto: è necessaria la ricomposizione della “donna = figlia, moglie, madre” ed è soltanto in un corretto “sistema familiare”, e dall’armonia dei rapporti all’interno della coppia che ciò è possibile. E’ scientificamente provato che il dialogo rappresenta una cura molto efficace contro la depressione post parto: cara neo mamma, dialoga con il tuo partner, confessagli serenamente le tue ansie e paure ricordandoti che si è in due a crescere un figlio; condividi l’esperienza della maternità con amiche o parenti. E’ indispensabile che nella coppia ci sia parità e collaborazione. Inoltre sarebbe bene evitare l’eccessiva drammatizzazione di fronte ai problemi, perchè alcuni dei quali, non temere, troveranno soluzione con il tempo e l’esperienza.

In caso di necessità, comunque, rivolgersi sempre ad esperti di fiducia (qui troverai un elenco di alcuni dei centri specializzati), per eventuali consigli o perplessità, tenendo presente che l’insorgere dei dubbi è del tutto normale e che la relativa risoluzione degli stessi non è affatto difficile.

Per approfondire:
Dopo il parto, a casa con il bambino

FONTI DELLE IMMAGINI:
http://www.psicologolecco.it/neo-mamme-e-rientro-al-lavoro-post-partum
http://yourself.pianetadonna.it/gravidanza-depressione-post-partum-si-combatte-con-gli-omega-3/
http://vitadacasalinga.com/?p=3180
http://www.tuttomamma.com/depressione-post-partum-scala-di-edimburgo/18817/

di Monia De Tommaso

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