Dentifricio: come scegliere quello giusto

Oggi osserveremo meglio un prodotto che usiamo molte volte al giorno e che in commercio è presente in mille varietà: il dentifricio. Tra tanta scelta un consumatore non può che essere confuso: quale dentifricio scegliere? Ognuno di loro promette miracoli ma per difendersi da una pubblicità non sempre trasparente è bene sapere che un buon dentifricio dovrebbe avere una composizione semplice, contenere non più di 10 ingredienti, limitare la quantità di conservanti, coloranti e allergeni.

dentifricio-giusto
Innanzi tutto i componenti di base di un dentifricio sono i seguenti:

  • Abrasivi (Silica, Sodium Bicarbonate, Calcium Phospate, Perlite): la funzione degli abrasivi è quella di rimuovere macchie o particelle di cibo, e prevenire la formazione di calcoli sopragengivali. Non hanno efficacia sbiancante, ma aiutano a rimuovere le sostanze che causano l’ingiallimento dello smalto.
  • Tensioattivi (Sodium Lauryl Sulphate): sono necessari nei dentifrici in quanto dotati di proprietà detergenti e schiumogene; in più dissolvono altri ingredienti non solubili in acqua. Tuttavia nel tempo questa sostanza è stata rivalutata: un uso quotidiano e ripetitivo (più volte al giorno), può essere dannoso per la nostra bocca. Il SLS è un detergente presente anche nei nostri bagnoschiuma, shampoo e saponi con lo scopo di eliminare i grassi presenti sulla superficie cutanea. La sua caratteristica visibile è appunto che una volta a contatto con l’acqua produce la caratteristica schiuma. Il problema di questa sostanza riguarda la sua azione potenzialmente infiammatoria causata dall’elevata aggressività di questo detergente che provoca un’alterazione della barriera cutanea una volta che si è venuti a contatto con il prodotto.
  • Fluoro (Sodium Fluorite): è il principale responsabile della protezione contro la carie, grazie alle sue proprietà in grado di rafforzare lo smalto contro l’azione degli acidi, distruggere i batteri responsabili della placca e ridurre l’assorbimento degli zuccheri. Tuttavia una quantità eccessiva di fluoro, soprattutto nei primi anni di vita, può causare la patologia della fluorosi, per questo è consigliabile che i bambini fino ai 6 anni usino solo acqua e spazzolino o dentifrici specifici per l’infanzia con una minore percentuale di fluoro (500 ppm).

dentifrici
Oltre agli elementi sopra elencati ci sono altri principi attivi aggiuntivi:

  • Antibatterici: il Triclosan contrasta la presenza di batteri, prevenendo così placca e gengiviti, ma è un ingrediente su cui si concentrano vari dubbi: è stata certificata la sua persistenza ad accumularsi negli organismi e ne sono state ritrovate tracce perfino nel latte materno. È una sostanza diffusa in molti detergenti di uso comune e si teme che nel tempo possa rafforzare i batteri contro l’azione dei comuni antibiotici. Anche se di solito è presente in quantità ridotte non vi consigliamo i dentifrici che lo contengono, piuttosto è preferibile premiare le aziende che lo hanno eliminato dai loro prodotti. L’effetto antibatterico si può ottenere senza aggiungere antibatterici, ma semplicemente creando un ambiente sfavorevole alla vita dei batteri (ad es. cambiando il pH).
  • Regolatori di Ph (Sodium/calcium Phosphate, Sodium Hydroxide, Sodium Bicarbonate): sequestrano gli ioni di calcio e di magnesio che altrimenti si poserebbero sullo smalto e sono aggiunti per tenere sotto controllo l’acidità e l’alcalinità dei prodotti.
  • Conservanti: data la presenza di acqua nella composizione dei dentifrici, i conservanti sono componenti necessari per evitare il deterioramento dei prodotti. I più utilizzati sono le sostanze della famiglia dei Parabeni, efficaci anche in ridotte quantità, economiche e a basso impatto ambientale. Attenzione tuttavia che queste sostanze a lungo andare possono risultare dannose pertanto è preferibile utilizzare prodotti privi di questa sostanza.
  • Aromi: è grazie a questi che dopo il lavaggio percepiamo una piacevole sensazione di freschezza. Possono essere sia di origini naturali che sintetiche, ma in entrambi i casi i produttori sono obbligati a elencare nell’etichetta gli allergeni che possono contenere (alcuni dei più diffusi sono Linalool, Limonene, Citronellol).
  • Coloranti (contrassegnati dalla sigla CI): il tipico colore verde intenso di alcuni dentifrici, piuttosto che alla presenza di menta è legato all’aggiunta di coloranti, che sono però ingredienti del tutto inutili e che servono solo ad aumentare l’attrattiva dei prodotti agli occhi dei consumatori.

Ora che sappiamo qualcosa in più su questo piccolo prodotto potremo acquistarlo con più consapevolezza. Mi raccomando: leggete le etichette!!

FONTI DELLE IMMAGINI:
http://quelchenonsapevi.it/10-cose-sorprendenti-che-puoi-fare-con-il-dentifricio/
http://www.az-oralb.it/it-IT/articoli/tubetto-di-dentifricio/
http://ambientebio.it/usi-alternativi-del-dentifricio/

di Monia De Tommaso

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