La gelosia del fratellino

Un nuovo arrivo in famiglia (o il desiderio di un rapporto privilegiato ed esclusivo con uno dei genitori) spesso fa nascere nel bambino il sentimento della gelosia. Soprattutto nei primi anni, la “spartizione” dell’affetto è intesa come sottrazione dell’amore.

Crudeltà verbale, regressione infantile, violenza affettiva, aggressività sono modi diversi di esprimere il rifiuto infantile di fronte all’“intruso”, alla persona cioè che rompe un rapporto a due allargandolo e diluendolo, e che con la sua intromissione provoca una sottrazione di interesse e quindi, nella logica del bambino, di amore. La gelosia, un sentimento nuovo per il bambino, che si instaura d’improvviso e di solito con violenza, non si limita al caso tipico della nascita di un fratellino. L’altalena della preferenze del bambino per l’uno o per l’altro genitore, alla ricerca di un difficile equilibrio affettivo, porta di conseguenza a manifestazioni di ostilità per il genitore che in questa ripetizione infantile dell’amore a tre si trova a rappresentare l’“altro”: questo soprattutto intorno ai tre anni quando, come osservava Freud, “troviamo il bambino o la bambina legati teneramente al genitore di sesso opposto, mentre prevale l’ostilità per il genitore dello stesso sesso”.

gelosia-del-fratellino (5)La gelosia dei bambini, quando assume queste forme acute e violente, diventa un problema per i grandi. “C’è qualcosa che non va in questo bambino. C’è qualcosa di anormale?”, ci si chiede. Anche se non sempre esiste, o se può presentarsi in forme più o meno acute o fastidiose la gelosia è assolutamente normale. Normale come lo è l’egoismo, il desiderio di affermazione, il rifiuto dell’esclusione, la protesta di fronte alla privazione di qualcosa, come la tendenza alle relazioni “esclusive” e come il senso della proprietà. Perché il bambino riflette a modo suo il mondo degli adulti, i loro sentimenti, i loro modi di comportamento. Eppure tutto questo, nel bambino dà fastidio.
Nessuno meglio dell’adulto dovrebbe capire la gelosia del bambini, invece di condannarla, rifiutarla o tentare di cancellarla con un colpo di spugna autoritario.

gelosia-del-fratellino (4)
Noi per primi siamo incapaci di accettare con disinvoltura un rapporto affettivo a tre. Perché dovrebbe farlo un bambino che non solo è lo specchio dell’ambiente in cui vive, e dei modelli proposti, ma che dal primo giorno di vita ha visto nel rapporto esclusivo con la madre l’unico modo di sopravvivenza?
La gelosia scoppia nel bambino quando si accorge che il nucleo affettivo che egli forma con la madre si frantuma. Sente così sfuggirgli e riversarsi su altre persone un amore che vuole esclusivo. E lui non vuole condividere niente con nessuno, in questa fase. Tanto meno il suo “oggetto d’amore”. Il bambino, proprio perché “bambino”, si rivolta con tutto se stesso contro ogni forma di spartizione affettiva. “L’amore dell’età infantile è smisurato – scrisse Freud -. Richiede un rapporto esclusivo, non si accontenta di essere condiviso”.

gelosia-del-fratellino (1)L’altra sua caratteristica però è che a differenza del rapporto d’amore fra adulti, non può realizzarsi. Esiste sempre un momento in cui il bambino si accorge di non poter avere tutta per sé la madre, e più tardi il padre. Nasce così, inevitabile, la disillusione, e l’atteggiamento più o meno ostile verso il “rivale” con cui il bambino reagisce ai continui, dolorosi “tradimenti”. Il primo è quando si accorge che la madre non è parte di sé, è un’altra, ha una volontà “diversa”, può allontanarsi da lui quando vuole e riversare “anche” su di altri le sue cure e il suo affetto. Attraverso la dolorosa esperienza dei primi distacchi temporanei dalla madre che necessariamente va e viene, non è sempre lì, presente, il bambino avverte che l’esclusività del suo amore per lei non è corrisposto, come una prima amara delusione. Più tardi sarà il fratellino, o il genitore, da “spodestare”, che, nella sua violenza espressiva, il bambino vorrebbe “morti”. Ma non è il caso di scandalizzarsi, o inorridire: per il bambino “morte” equivale ad assenza. “Il desiderio di morte nei confronti dei fratelli è del tutto naturale – osserva Anna Freud – tanto più forte quanto maggiore è l’importanza che il bambino ha attribuito al possesso della madre”.

“Fratello”, nel linguaggio e nella mente infantile, significa soltanto, almeno in una prima fase, intruso. Per lui è paradossale la richiesta materna di voler bene proprio a chi toglie buona parte di quell’amore che voleva assoluto e che era abituato a quantificare in termini di tempo e di attenzioni. Il bambino si pone invece una serie di “perché”. Perché la mamma si occupa più del piccolo, e meno di lui? Nel meccanismo semplicistico e patetico delle deduzioni infantili, il bambino trova la ragione proprio in questo fatto: perché il fratellino è “più piccolo”, ed è incapace di fare da solo. Di qui la regressione a stadi infantili, l’unico modo realistico, ai suoi occhi, di attirare di nuovo l’attenzione della madre su di sé. Ed ecco che “fa capricci” per mangiare di nuovo in braccio alla mamma, si lamenta continuamente di essere stanco, di non poter camminare, piange più facilmente, manifesta un minor controllo delle funzioni intestinali, arriva all’assurdo di voler indossare indumenti da neonato.

gelosia-del-fratellino (3)
“Perché la mamma ha voluto un altro bambino? Non gli bastavo io?”, è l’altra domanda che lo assilla. Ha paura che la mamma non gli voglia più bene, o gliene voglia meno. E pensa che abbia voluto un “altro” bambino perché lui è stato “cattivo”. Il fratello non è solo il simbolo di qualcosa che gli viene sottratto, ma anche il risultato di una sua “colpa”: un castigo. “Se fossi stato più buono, più affettuoso, la mamma non avrebbe voluto altri “bambini”. Le difficoltà nei rapporti affettivi fra fratelli, in molti casi, sono reali. E dimostrano che spesso l’”amore fraterno” è un luogo comune, un desiderio immaginario degli adulti più che una realtà, almeno durante la fase di gelosia e di rivalità. D’altra parte, tale fase è destinata a dissolversi col tempo, con la stessa naturalezza con la quale è scoppiata. Perché sottovalutare, rifiutare o punire la gelosia dei bambini? Anche se le sue caratteristiche, le sue manifestazioni e soprattutto il linguaggio con cui il bambino le esprime sono “diversi” e spesso paradossali, la gelosia è una ferita che brucia nei bambini come brucia per noi. Non è una “colpa” da punire, né un difetto da cancellare, ma una “fase” da capire ed aiutare a superare. Richiede quindi molta delicatezza e attenzione. E soprattutto l’inizio di un vero dialogo che stabilisca una nuova complicità tra la mamma e il bambino. Aiutarlo a crescere, quindi, a sentirsi utile, anzi necessario, fornendogli la possibilità di un vero e proprio aiuto concreto all’interno di questa nuova realtà.

non-essere-geloso-arriva-fratellinoCosa si può fare per prevenire la gelosia?

Durante la gravidanza della mamma il fratello maggiore deve essere preparato al nuovo arrivo, bisogna informarlo che il fratellino si trova nella pancia della mamma, dove crescerà per diventare grande, pronto poi a uscir fuori quando sarà ben formato, e che più avanti diventerà un ottimo compagno di giochi! Si consiglia ai genitori di renderlo partecipe della situazione e di fargli sentire i movimenti del nascituro dentro la pancia.

Inoltre si consiglia di:

  • fargli sperimentare dal vero, se possibile, la situazione di avere in famiglia un fratellino, portandolo in una casa di amici che abbiano a loro volta due o più figli, di cui uno piccolo: potrà direttamente rendersi conto di come sarà la vita successivamente!

  • Farsi aiutare ad arredare la camera del futuro fratellino, in modo che il bambino capisca che ci saranno degli spostamenti, delle novità;

  • se col nuovo nato si devono fare degli spostamenti di letto è meglio farli qualche mese prima del parto;

  • non far coincidere l’inserimento alla scuola materna o al nido con la nascita di un nuovo figlio;

  • gratificarlo per i suoi comportamenti da grande: “sono proprio contenta che sai mangiare da solo, che sai vestirti!”

  • Non pretendere che faccia progressi o arrivi a nuove conquiste, né stimolarlo sotto questo punto nel periodo precedente il parto. Bisogna lasciare che prima che si abitui alla nuova situazione: questa è già una conquista!

  • Spiegare che la mamma dovrà andare in ospedale per far nascere il fratellino e rimarrà via da casa qualche giorno; tranquillizzarlo del fatto che il papà o i nonni saranno invece con lui, e rimarranno a casa sua oppure sarà lui ad andare da loro;

  • comprare un libro adatto alla sua età che illustri come sta e come cresce il fratellino nella pancia di mamma e come si presenterà alla nascita;

  • sfogliare insieme l’album di famiglia e vedere le fotografie di quando anche lui era piccolo, di pochi giorni.

FONTI DELLE IMMAGINI:
http://www.donnamoderna.com/mamme/bambini-1-3-anni/come-affrontare-la-gelosia-verso-il-fratellino
http://www.tuttomamma.com/come-affrontare-nascita-fratellino/35191/
http://edonne.it/consigli-da-mamma/sorellina-o-fartellino-in-arrivo-attenzione-alla-gelosia/
http://www.paroladiugo.it/2014/02/08/san-valentino-una-festa-per-due-moltiplicata-per/
http://www.superkidsout.it/come-gestire-la-gelosia-tra-fratelli/
http://www.enciclopediadellapnl.com/art/non-essere-geloso-se-arriva-il-fratellino.php

di Monia De Tommaso

Annunci

Un pensiero su “La gelosia del fratellino

  1. Pingback: I bambini e il gioco: espressione e controllo dei propri sentimenti [Parte I] | Storia della moda femminile

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...