Elio Fiorucci: l’artista dei giovani

Cari lettori, ieri mi ha sconvolta una notizia che non potevo riportare sul mio blog. Elio Fiorucci è morto nella sua casa di Porta Venezia a Milano. Ieri mattina lo ha trovato la sua assistente dopo che dal giorno prima nessuno dei familiari era più riuscito a parlargli. Forse un malore, perché pare non avesse problemi di salute. Aveva da poco compiuto gli 80 anni e a chi è stato un Fiorucci-addicted sembra impossibile visto che ha sempre precorso i tempi e le tendenze, insomma è sempre parso giovane senza mai indulgere ai giovanilismi.

Oggi, qui, gli dedico un articolo, per ricordare lo stilista, l’uomo, l’artista. Chi era Elio Fiorucci?

Molto più che stilista, era uno che sapeva cogliere lo spirito del tempo e tradurlo in stile di vita, moda, oggetti che comunicassero la sua voglia di vivere e la sua curiosità. Milanese, classe 1935, a 17 anni aiutava il papà nel suo negozio di pantofole, e a nemmeno 30 apriva il suo, nella centralissima Galleria Passarella, praticamente piazza San Babila. Chiamarlo negozio non rende perché era il primo concept store italiano, una finestra sul mondo con le novità che arrivavano da Londra e da New York.elio-fiorucci
Elio partecipa così vivamente alla vita lavorativa da intraprendere la ricerca di modi e mondi nuovi da scoprire nel mercato calzaturiero tanto che nel 1962 gestisce una sua rivendita.
Il 1967 è l’anno della grande svolta non solo per lui, ma per la moda intera. Si butta a capofitto nell’opera dell’apertura del negozio che diventerà più che famoso in tutto il mondo sito in Galleria Passerella, su progetto di Amalia Dal Ponte ed è inaugurato da Adriano Celentano. Tre anni dopo, Italo Lupi disegna il celebre logo con gli angioletti vittoriani, oggi oggetto di numerosissime riproduzioni, segnando il successo di un logo che diventa opera d’arte esso stesso.

E’ inevitabile quindi il salto dalla dimensione del negozio a quella industriale: negli anni ’70 le proporzioni della Fiorucci toccano livelli internazionali a cui da’ una grande spinta l’apertura del negozio di New York: una vetrina sul mondo.
Non può certo andare diversamente dato che lo stesso Fiorucci afferma che la sua immagine è autonoma e rifiuta ogni confine territoriale ed ogni “paletto” che ne vincoli l’ampliamento. Il brand Fiorucci è un purosangue che per vivere non deve e non può avere recinti.
Dal jeans alla maglietta di cotone, dalla borsa al bracciale, dagli occhiali agli abiti, tutte le referenze dell’universo dell’abbigliamento sono raggiunte e coperte. Fiorucci segna il consolidamento di un look che continua a fare storia ed a stupire nella sua ricchezza ideativa.

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Dell’eclettico stilista e designer milanese, che ha rivoluzionato il modo di vestire e di arredare, portando in Italia e rielaborando gli stili emergenti della Swinging London e della New York di Keith Haring e Jean-Michel Basquiat, i musei di Arte contemporanea americani ed inglesi collezionano e raccolgono “pezzi” firmati Fiorucci (il prototipo della shopping-bag utilizzata per la vendita al pubblico è esposto presso l’Albert and Victoria Museum di Londra).

La carriera di Elio Fiorucci parte da una professionalità da subito completa e poliedrica: è stilista, talent scout, imprenditore e comunicatore. Fiorucci è più di uno stilista, più di un artista, è un filosofo in continua ricerca che si aggira nel mondo della produzione e dell’offerta di “cose” da acquistare con il talento del cercatore d’oro: studia, cerca, setaccia, incamera, eviscera nuove idee e giunge al successo. E’ un habitué delle mostre d’arte in quanto sono luoghi dove avverte una certa creatività, una vita, una volontà di comunicare che ne ispira l’estro geniale che riversa nella produzione dei suoi capi.
Ogni volta è un vero e proprio trionfo: dall’arredo anticonformista alle lampade al quarzo iodio, dalle lacche bianche alle scale dipinte di celeste, sono tutte caratteristiche che fanno emergere l’estro creativo ed artistico dell’inventore-talentscout nato per far rivoluzionare ogni canone della moda.

Con l’utilizzo di tessuti plastificati e colorazioni particolari, fluorescenti e iridescenti, il mondo visionario di Fiorucci è ruotato attorno ad un’innovazione stilistica senza pari dove tutto ciò che è fantasia può diventare la realtà con cui rivestire se stessi, al fine di cogliere quell’attimo di vitalità sintomatico che fa sentire a posto i clienti con il proprio animo.elio_fiorucci
Ma dunque, chi era Elio Fiorucci?
È stato l’artista che con particolare attenzione per l’abbigliamento giovanile è riuscito a cogliere in anticipo in modo avanguardistico il tempo delle contestazioni, a ricoprire il ruolo genitoriale come punto di riferimento dell’abbigliamento dei giovani che hanno fatto razzia nei punti vendita rispondendo con grande positività al look trasgressivo del marchio.
Elio Fiorucci è stato l’uomo che in questi anni ha avuto il coraggio di osare, irrompendo nelle abitudini tradizionali dell’abbigliamento, proponendo stravaganti pantaloni leopardati, impermeabili trasparenti e tantissimo colore. Ecco che tutti i giovani, di qualsiasi estrazione politica, di qualsiasi paese del mondo, hanno fatto proprio lo stile Fiorucci, segnando così una svolta nella storia della moda.

Grazie Elio.
R.I.P.

FONTI DELLE IMMAGINI:
http://www.thisisitaly-panorama.com/top-stories/i-flunked-accounting/
http://www.globusmagazine.it/r-i-p-elio-fiorucci-stilista-di-fama-mondiale/
http://www.vogue.it/slideshow?ID_Gallery=12465

di Monia De Tommaso

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