Come riacquistare il peso ideale dopo il parto

La gravidanza e il parto sono una delle esperienze più intense e meravigliose che una donnna vive. Tuttavia esse lasciano nelle tracce nell’organismo materno che alcune volte sono gradite, altre invece devono essere contenute il più possibile entro determinati limiti. Ad esempio lo sviluppo della ghiandola mammaria dona alla figura femminile un nuovo aspetto e ciò riesce senz’altro gradito alle donne. Invece l’aumento di peso corporeo, che spesso perdura dopo il parto, rappresenta una sgradita complicazione se non viene opportunamente corretta con una ginnastica adatta e, in un secondo tempo, con una dieta controllata.

Diciamo che l’aumento di peso durante la gravidanza è un fenomeno del tutto normale purché sia contenuto entro determinati limiti (in genere 9-12 kg). Dopo il parto inizia il cosiddetto “puerperio” che dura sei settimane circa e deve essere considerato come una vera e propria convalescenza: si protrae sino a quando gli organi genitali (utero soprattutto) congestionatisi notevolmente durante il precedente periodo gravidico, non siano tornati alle condizioni e dimensioni di prima della gravidanza per un processo di graduale decongestione ed involuzione. In questo periodo inizia pure l’allattamento  durante il quale non è ancora possibile pensare ad una dieta dimagrante dato che la donna che allatta deve ricevere un supplemento di 1000 calorie circa al giorno e un supplemento di 30-40 grammi di proteine di origine animale rispetto al periodo normale. La mamma può allattare il proprio bambino senza alcuna inquietudine: l’allattamento non presenta alcun rischio, neanche da un punto di vista puramente estetico. La deformazione dei seni non è più notevole né più frequente nelle donne che allattano di quanto non sia in quelle che non allattano.

peso-ideale-dopo-il-parto
Per recuperare la linea dopo il parto, il primo provvedimento che la donna deve prendere è la ginnastica e il massaggio, in particolare per l’addome. La maggior parte degli specialisti suggerisce che una riattivazione dell’intero apparato muscolare debba essere praticata molto presto, subito dopo il parto, in pratica non appena la donna è in grado di alzarsi dal letto. Se la donna si sente particolarmente affaticata dal parto, può rimandare di qualche giorno, ma non di molti poiché in tal caso l’efficacia preventiva della ginnastica e del massaggio diminuisce di molto. Comunque è sempre consigliabile chiedere al medico come comportarsi. Durante la gravidanza e durante l’allattamento è opportuno un costante controllo del peso per rendersi conto delle variazioni in corso. Terminato l’allattamento si farà un controllo fra il peso reale e attuale e il peso ideale che la donna dovrebbe avere che si possono chiedere al medico di fiducia.

Qualche suggerimento sugli esercizi da fare? Consideriamo in primis gli addominali. Di esercizi per il recupero post parto degli addominali ce ne sono molti e qui ne vedremo solo alcuni.

Esercizio 1: le gambe vengono sollevate alternativamente e flesse contemporaneamente al sollevamento e alla flessione della parte superiore del tronco, del collo e della testa.
Esercizio 2: l’esercizio della “bicicletta” consiste nel sollevare entrambe le gambe; stando con il corpo appoggiato a terra, fletterle e compiere un movimento di flessione ed estensione alternata analogo a quello che esegue il ciclista pedalando.
Esercizio 3: le gambe vengono alternativamente sollevate in estensione. La mano del lato opposto va a toccare il ginocchio, mentre vengono sollevati contemporaneamente il capo e il collo.
Esercizio 4: le gambe vengono sollevate alternativamente in flessione e le braccia vengono sollevate in estensione fino a che la mano tocca il ginocchio della gamba opposta.

In secondo luogo ecco qualche suggerimento per rimettere in forma le gambe. Guardate questo piccolo schema riassuntivo:esercizi-gambe-dopo-il-parto
Nasce a questo punto il problema della scelta dei cibi per ridurre l’apporto di calorie e nello stesso tempo consentire un normale svolgimento di tutte le funzioni dell’organismo. I più autorevoli studiosi di scienza dell’alimentazione affermano che il fabbisogno proteico minimo per una donna adulta è di un grammo per ogni chilogrammo di peso, quantità che può essere aumentata tenendo conto che le proteine si prestano poco alla trasformazione diretta in grassi e inoltre, stimolando la funzione della tiroide, determinano un più largo consumo di energia. Quindi carne di vitello, pollo, coniglio, tacchino, pesce, cucinata in modo semplice oltre alle uova e a latticini freschi. Il consumo dei carboidrati (zucchero, biscotti, pasta, riso) dovrà invece subire una limitazione poiché queste sostanze possono venire facilmente immagazzinate e trasformate in adipe. Per quanto riguarda frutta e verdura non ci sono particolari limitazioni dato che questi cibi danno un senso di sazietà e forniscono poche calorie: scegliere sempre la produzione fresca piuttosto che quella conservata (la marmellata e la frutta sciroppata contengono molto zucchero e così pure i fichi secchi, i datteri; anche la frutta oleosa non è consigliabile, come noci, mandorle, ecc.). È inoltre consigliato di essere parsimoniosi nell’uso del sale (trattiene i liquidi) e dei condimenti grassi (da usare crudi nel limite del possibile). Bere durante i pasti è uno stratagemma per raggiungere più facilmente il senso di sazietà. Alla fine del pasto e durante il giorno è possibile dissetarsi, tenendo presente che solo l’acqua non produce calorie.

FONTI DELLE IMMAGINI:
la rete 🙂

di Monia De Tommaso

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