The Red Carpet horror picture show

Non sempre l’originalità sul red carpet paga. Volersi distinguere a tutti i costi può rivelarsi un’arma a doppio taglio. Questo è il caso dei recenti Emmy Awards dove diverse celebrità hanno indossato abiti “da urlo”. Vediamo dunque gli abiti più spaventosi:

Heidi Klum ha indossato un abito di Versace che però non le donava molto. Pur essendo bellissima, il vestito le creava delle forme che non la valorizzavano affatto. E per imbruttire Heidi Klum ce ne vuole!

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Christina Hendricks forse voleva ridurre le sue generose forme con degli effetti ottici ottenendo invece l’effetto contrario.

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Un no anche alla “cotta di maglia di Kerry Washington, dalla una lunghezza indecisa, dalle spalline troppo alte e dalla strana scollatura.

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Amanda Krew ha pensato bene di indossare la tenda in stile provenzale della nonna. Peccato solo che abbia sbagliato il momento per farlo.

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Per il vestito di Anna Chlumsky non saprei se mi dispiacciono più i giochi geometrici oppure le applicazioni (floreali?) appiccicate sopra.

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Anche Emily Robinson ha optato per la tappezzeria tuttavia scegliendo un taglio più austero della precedente Amanda Krew.

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Retta? Un amabile cioccolatino da cerimonia. Poteva fare decisamente di meglio.

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Jaimie Alexander ha scelto un abito difficile perché non sarebbe bene a molte. Bisogna avere davvero un bel fisico per indossarlo e fin qui Jaimie ha fatto centro. Tuttavia cara Jaimie, ci vuole anche del buon gusto. A quel vestito manca un colletto bianco per avere una scollatura alla Jaine Eyre e visti o colori…sembrare un brutto addobbo natalizio.

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Anche la scelta di January Jones non sembra essere stata tanto felice. Le cascate di tessuto sulle gambe del jumpuite non impreziosiscono l’abito ma gli conferiscono un effetto pacchiano.

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Devo ammettere che Joanna Newsom ha indossato l’abito che mi ha divertita di più. Maria Antonietta lo avrebbe scambiato per uno sfizioso mobiletto da mettere nelle sue stanze. Che roba è? Non so, mi ricorda diverse cose…un mobile da toilette, un teatrino? Dai, provate a dire la vostra, magari veniamo a capo a questo mistero.

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FONTI DELLE IMMAGINI:
http://dilei.it/lifestyle/foto/red-carpet-da-horror-mai-visti-abiti-cosi

 

di Monia De Tommaso

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Elio Fiorucci: l’artista dei giovani

Cari lettori, ieri mi ha sconvolta una notizia che non potevo riportare sul mio blog. Elio Fiorucci è morto nella sua casa di Porta Venezia a Milano. Ieri mattina lo ha trovato la sua assistente dopo che dal giorno prima nessuno dei familiari era più riuscito a parlargli. Forse un malore, perché pare non avesse problemi di salute. Aveva da poco compiuto gli 80 anni e a chi è stato un Fiorucci-addicted sembra impossibile visto che ha sempre precorso i tempi e le tendenze, insomma è sempre parso giovane senza mai indulgere ai giovanilismi.

Oggi, qui, gli dedico un articolo, per ricordare lo stilista, l’uomo, l’artista. Chi era Elio Fiorucci?

Molto più che stilista, era uno che sapeva cogliere lo spirito del tempo e tradurlo in stile di vita, moda, oggetti che comunicassero la sua voglia di vivere e la sua curiosità. Milanese, classe 1935, a 17 anni aiutava il papà nel suo negozio di pantofole, e a nemmeno 30 apriva il suo, nella centralissima Galleria Passarella, praticamente piazza San Babila. Chiamarlo negozio non rende perché era il primo concept store italiano, una finestra sul mondo con le novità che arrivavano da Londra e da New York.elio-fiorucci
Elio partecipa così vivamente alla vita lavorativa da intraprendere la ricerca di modi e mondi nuovi da scoprire nel mercato calzaturiero tanto che nel 1962 gestisce una sua rivendita.
Il 1967 è l’anno della grande svolta non solo per lui, ma per la moda intera. Si butta a capofitto nell’opera dell’apertura del negozio che diventerà più che famoso in tutto il mondo sito in Galleria Passerella, su progetto di Amalia Dal Ponte ed è inaugurato da Adriano Celentano. Tre anni dopo, Italo Lupi disegna il celebre logo con gli angioletti vittoriani, oggi oggetto di numerosissime riproduzioni, segnando il successo di un logo che diventa opera d’arte esso stesso.

E’ inevitabile quindi il salto dalla dimensione del negozio a quella industriale: negli anni ’70 le proporzioni della Fiorucci toccano livelli internazionali a cui da’ una grande spinta l’apertura del negozio di New York: una vetrina sul mondo.
Non può certo andare diversamente dato che lo stesso Fiorucci afferma che la sua immagine è autonoma e rifiuta ogni confine territoriale ed ogni “paletto” che ne vincoli l’ampliamento. Il brand Fiorucci è un purosangue che per vivere non deve e non può avere recinti.
Dal jeans alla maglietta di cotone, dalla borsa al bracciale, dagli occhiali agli abiti, tutte le referenze dell’universo dell’abbigliamento sono raggiunte e coperte. Fiorucci segna il consolidamento di un look che continua a fare storia ed a stupire nella sua ricchezza ideativa.

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Dell’eclettico stilista e designer milanese, che ha rivoluzionato il modo di vestire e di arredare, portando in Italia e rielaborando gli stili emergenti della Swinging London e della New York di Keith Haring e Jean-Michel Basquiat, i musei di Arte contemporanea americani ed inglesi collezionano e raccolgono “pezzi” firmati Fiorucci (il prototipo della shopping-bag utilizzata per la vendita al pubblico è esposto presso l’Albert and Victoria Museum di Londra).

La carriera di Elio Fiorucci parte da una professionalità da subito completa e poliedrica: è stilista, talent scout, imprenditore e comunicatore. Fiorucci è più di uno stilista, più di un artista, è un filosofo in continua ricerca che si aggira nel mondo della produzione e dell’offerta di “cose” da acquistare con il talento del cercatore d’oro: studia, cerca, setaccia, incamera, eviscera nuove idee e giunge al successo. E’ un habitué delle mostre d’arte in quanto sono luoghi dove avverte una certa creatività, una vita, una volontà di comunicare che ne ispira l’estro geniale che riversa nella produzione dei suoi capi.
Ogni volta è un vero e proprio trionfo: dall’arredo anticonformista alle lampade al quarzo iodio, dalle lacche bianche alle scale dipinte di celeste, sono tutte caratteristiche che fanno emergere l’estro creativo ed artistico dell’inventore-talentscout nato per far rivoluzionare ogni canone della moda.

Con l’utilizzo di tessuti plastificati e colorazioni particolari, fluorescenti e iridescenti, il mondo visionario di Fiorucci è ruotato attorno ad un’innovazione stilistica senza pari dove tutto ciò che è fantasia può diventare la realtà con cui rivestire se stessi, al fine di cogliere quell’attimo di vitalità sintomatico che fa sentire a posto i clienti con il proprio animo.elio_fiorucci
Ma dunque, chi era Elio Fiorucci?
È stato l’artista che con particolare attenzione per l’abbigliamento giovanile è riuscito a cogliere in anticipo in modo avanguardistico il tempo delle contestazioni, a ricoprire il ruolo genitoriale come punto di riferimento dell’abbigliamento dei giovani che hanno fatto razzia nei punti vendita rispondendo con grande positività al look trasgressivo del marchio.
Elio Fiorucci è stato l’uomo che in questi anni ha avuto il coraggio di osare, irrompendo nelle abitudini tradizionali dell’abbigliamento, proponendo stravaganti pantaloni leopardati, impermeabili trasparenti e tantissimo colore. Ecco che tutti i giovani, di qualsiasi estrazione politica, di qualsiasi paese del mondo, hanno fatto proprio lo stile Fiorucci, segnando così una svolta nella storia della moda.

Grazie Elio.
R.I.P.

FONTI DELLE IMMAGINI:
http://www.thisisitaly-panorama.com/top-stories/i-flunked-accounting/
http://www.globusmagazine.it/r-i-p-elio-fiorucci-stilista-di-fama-mondiale/
http://www.vogue.it/slideshow?ID_Gallery=12465

di Monia De Tommaso

Quando la bellezza delle celebrità è di famiglia

 

Come fanno le celebrità a tramandarsi la bellezza di generazione in generazione? Mi domando con un pizzico di invidia. Quando la bellezza è di famiglia!
A cosa mi riferisco? Guardate questa immagine.

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Sulla copertina di numero di Harper’s Bazaar del 2014, è comparsa Emma Ferrer (20 anni), il cui nome di per sé potrebbe non dirvi nulla. E se vi dicessi invece che è nipote di Audrey Hepburn? Ora sì che si piega l’incredibile somiglianza dei suoi tratti con la diva di Colazione da Tiffany. E naturalmente la sfiziosa e pur raffinata bellezza.

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Ma proseguendo: sicuramente vi sarete imbattute diverse volte nel trailer di 50 sfumature di grigio, tratto dall’omonimo romanzo di E.L. James, che ha richiamato l’attenzione di diversi spettatori ancor prima di comparire nei cinema nazionali. Ebbene, la protagonista, Dakota Johnson, figlia di Melanie Griffith, ha ereditato gli stessi geni fortunati e la stessa bellezza dalla celebre nonna, Tippi Hedren, attrice amatissima da Alfred Hitchcock che ne fece la protagonista di Marnie (1964) e Gli Uccelli (1963), due dei suoi capolavori. Insomma, qui di generazione non si passa soltanto la bellezza, ma anche il mestiere di attrice.

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Ma Hitchcock ebbe un’altra attrice preferita… Grace Kelly, poi diventata principessa di Monaco, i cui geni fortunati sono stati chiaramente ereditati dalla bellissima nipote Charlotte Casiraghi insieme alla nobiltà.

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Avete visto il film Le conseguenze dell’amore? La coprotagonista è Olivia Magnani, figlia di Luca Magnani, e nipote di Anna, una delle più grandi interpreti femminili della storia del cinema italiano. I tratti intensi e mediterranei di Anna Magnani sono passati alla nipote Olivia in maniera evidente.

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E ricordiamo tutti la bellissima attrice svedese Ingrid Bergman e la figlia Isabella Rossellini. La nipote, nonché figlia di Isabella, è la modella Elettra Wiedemann. Certo, la somiglianza con la nonna si è persa nelle generazioni ma il fascino e l’eleganza è rimasta.
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Vi siete mai domandati che volto avrebbe una nipotina del grande Elvis? Eccovi accontentati: il suo nome è Riley Keough, figlia della cantante Lisa Marie e del musicista Danny Keough (figlia di Priscilla Presley, ex moglie del Re). Professione? Modella, naturalmente.

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Avviciniamoci ora a un altro personaggio nostrano. Nell’immagine a sinistra vediamo Linda Christian, un’importante attrice statunitense degli anni ’40-’50 che sposò il noto attore Tyron Power. La mamma di Romina Power, per intenderci. A destra invece abbiamo Cristel Carrisi, sua figlia e nipote di Linda.

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Le amanti della gioielleria eccentrica sicuramente conosceranno la stilista italiana Marta Marzotto. Ebbene, nel 1954 si sposò col conte Umberto Marzotto e dalla loro unione nacquero cinque figli; una di questi è Paola nata nel 1955 e madre di Beatrice Borromeo, che possiamo notare in foto. Qui la nipote ha persino superato la nonna!

“Dunque lo scopo di questo articolo?” vi chiederete. Ebbene, questo ho voluto che fosse semplicemente uno sfizio, un pout-pourri di curiosità e un omaggio alla bellezza nel tempo.

FONTI DELLE IMMAGINI:
http://www.iodonna.it/personaggi/interviste/2014/star-nonne-nipoti-bellezza-di-famigliagallery-402243601277.shtml?utm_source=outbrain&utm_medium=widget&utm_campaign=iodonna_obclick=obinsite
e la rete
di Monia De Tommaso

Look MTV European Music Awards 2014: in e out

Quest’anno gli MTV Europe Music Awards si sono tenuti il 9 novembre all’arena SSE Hydro di Glasgow. Lo show tanto atteso dai giovani non ha deluso le aspettative con le sue esibizioni mozzafiato, le premiazioni e i momenti emozionanti. Presentatrice del 2014 è stata la piccola ma altrettanto giunonica Nicki Minaj, che in circa due ore di show ha indossato ben dieci cambi di abito spettacolari.

Ed è proprio dalla regina degli Ema che inizieremo per classificare i look più in e out di questo evento.

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A partire dal primo (da sinistra), realizzato da Peter Hidalgo, e promette una serata ricca di eccessi e spettacolarità. Nicky è tutto fuorché prevedibile. Il secondo è uno sbarazzino trionfo di volants rossi che riesce ad attenuare le curve prorompenti della cantante. L’altro abito è lungo, nero, aderentissimo, con cristalli e velo; a mio parere troppo aderente per l’abbondanza della Minaj. L’abitino bianco che vediamo in foto è firmato Roberto Cavalli ed è stato indossato per ritirare il premio come Best Hip Hop. Non male.

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Altre foto, altri giudizi. Grazie alla creatività di Gareth Pugh, Nicki torna sul palco come un’illusione ottica fatta di optical black&white; persino i suoi capelli si sono accorciati! Frangia d’effetto e tubino accollato ma cortissimo in paillettes serpentate firmato Saint Laurent, davvero mini per le forme accentuate di Nicky. L’EMA 2014 sembra puntare molto sulla carne in bella vista della presentatrice, come conferma il completo candido dal verde colletto firmato Alexander Wang che la fa sembrare un vaso. La “classe” della Minaj non si smentisce mai, neanche nella winner room dove con il suo cortissimo abito nero a balze ha gridato “I am the winner, b*tches!”. Addio per sempre stile.

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Eviterei di soffermarmi su questo personaggio irrecuperabile se solo non fosse dei sopra citati 10 cambi d’abito. E dunque rimangono gli ultimi due. Quello glitter in verde e nero, a sinistra, è una comparsa, giusto il tempo di un selfie. Il secondo outfit invece è una tutina strettissima nera in pizzo, indossata per la live performance. Diciamocelo, un sogno ad occhi aperti per tutto il pubblico maschile.

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Ariana Grande ha sorpreso tutti sul palco per lo stile. Da dolce modello per adolescenti, Cristiano Burani l’ha trasformata in un sex symbol. Da notare il suo total black, elegante e dal nude misurato.

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Kiesza per l’esibizione ha scelto abiti di scena che risultano un omaggio a Madonna, quindi sul gusto lascia un po’ a desiderare. Tuttavia si riprende con il Fendi variopinto davvero stiloso. Peccato solo per l’acconciatura stonante con la classe del suo outfit.

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Jourdan Dunn è supersexy in nero tanto quanto in bianco. Cara Jourdan, qualche chilo in più e poi sei perfetta.

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Charli XCX: nella prima foto siamo di fronte ad un esemplare “indosso le prime cose che trovo”; nel secondo caso siamo di fronte ad un’evoluzione dello stesso esemplare che è riuscito ad abbinare un crop top ad una gonna ma, ancora incompleto, gli sfuggono le scarpe.
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Per coerenza e anzianità, Ozzy e Sharon Osbourne, la coppia più glamour della serata. Fatevene una ragione.

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Hayley Roberts e David Hasselhoff in kilt: un vero omaggio a Glasgow, la città che ospita gli EMA.

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Qui un paio di no assoluto. A sinistra abbiamo Tallia Storm che sembra la caricatura di se stessa e a seguire Skylar Grey
che sembra essere passata dall’arena per puro caso.

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Passiamo a due . Amy McDonald rende un po’ l’idea di una principessa dark. Così così… Mentre Zhou Bichang voleva essere chic ma sembra abbia indossato più capi l’uno sopra l’altro. Tuttavia molto orientaleggiante…

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Tra i ritroviamo invece Alessandra Amoroso che ha rappresentato l’Italia agli EMA: elegante e sobria. Segue Alesha Dixon: il suo vestitino rientra nell’eleganza di chi vuole essere notata, senza esagerazioni.
Chiudiamo con Emeli Sandé che gioca sulla sobrietà classica impreziosendo il neutro abito bianco con una collana che attira l’attenzione.

Qual è il vostro outfit degli EMA preferito?

Per sapere quali sono stati gli abiti in e out del Festival del cinema di Roma 2014 allora clicca qui.

FONTI DELLE IMMAGINI
http://news.mtv.it/fashion/mtv-ema-2014-nicki-minaj-ha-cambiato-look-per-ben-10-volte-sul-palco-dellhydro-di-glasgow-da-vedere/
http://www.dilei.it/moda/foto/mtv-ema-2014.html
http://it.mtvema.com/foto/2014-ema-red-carpet/lcssnn#flipbook/d106n8

di Monia De Tommaso

Look al Festival di Roma 2014: promossi e bocciati [Seconda parte]

Dopo aver dato un primo sguardo ad alcuni abiti di del Festival di Roma di quest’anno, proseguiamo a dispensare promozioni e bocciature sui look di alcune celebrità.

Ma basta cincischiare. Che la critica prosegua!Enrica Bonaccorti - Festival di Roma 2014
Enrica Bonaccorti: solitamente quando si decide di indossare capi in pelle accostati a capi neri bisogna stare molto attente a non eccedere per non cadere nel sovradosaggio. Enrica ha commesso proprio questo errore: pantaloni skinny neri, over coat nero (l’over coat è davvero di tendenza quest’anno), tronchetti neri, cintura bella in vista nera. Giusto per spezzare: maxi maglia a righe bianche e nere. È troppo total black, troppo anni ‘80 e soprattutto poco adatto alla situazione. Bocciata.

Riccardo Scamarcio - Festival di Roma 2014
Riccardo Scamarcio: qui non ho nulla da dire. Il ragazzo è apposto.

Tomas Milian e Barbara Bouquet - Festival di Roma 2014
Tomas Milian e Barbara Bouchet: lei splendida in arancio, anche se la lunghezza (anzi, la cortezza) del pantalone mi lascia un tantino perplessa. Tomas invece…bah, probabilmente è voluto restare fedele allo stile del personaggio er Monnezza.

Tiziana Buldini - Festival di Roma 2014
Tiziana Buldini: vestita Curti ha le parvenze di una divinità. Il vestito chiaro e dalla stoffa morbida, la collana ampia e la fascia stretta sotto il seno accompagnano ed esaltano le forme. Seducente ed elegante. Promossa.

Camilla Filippi - Festival di Roma 2014
Camilla Filippi: qui dare un giudizio definitivo è difficile. Visto il fisico minuto di Camilla, il pizzo è una buona scelta visto che dovrebbe avere l’effetto ottico di allargare la figura. Tuttavia la scollatura è un po’ troppo ampia per non indossare proprio niente al collo. Inoltre quel colore è la scelta più adeguata per il red carpet? Nì.

Chiara Francini - Festival di Roma 2014
Chiara Francini: in questo caso invece va bene il pizzo, è azzeccato il colore ma il taglio e i capelli non valorizzano la sua giovane età. Forse avrei preferito uno stile più giovanile e fresco. Nì anche per lei.

Lily Collins - Festival di Roma 2014
Lily Collins: lei a mio avviso è la reginetta di questa edizione del Festival di Roma. Scollatura squadrata, sfumature assolute, per la deliziosa attrice che incarna un concetto fresco, contemporaneo di modernità nonostante l’azzeccatissima acconciatura retrò. Forse le labbra rosso sangue sono un po’ troppo ma nell’insieme è divina. Lei si aggiudica il mio voto più alto.

Trang Le Hong - Festival di Roma 2014
Trang Le Hong: senza fama e senza lode. Il vestito ha carattere vista la scollatura e lo spacco vertiginoso e lei sembra simpatica. Ma insieme non funzionano. Manca lo zing. Bellina. Nulla di più.

Josh Hutcherson - Festival di Roma 2014
Josh Hutcherson: vederlo vestito di tutto punto fa un certo effetto dopo averlo visto tutto stravolto nella continua lotta per la sopravvivenza nella saga Hunger Games. Ad ogni modo è promosso.

Ana Lily Amirpour - Festival di Roma 2014
Ana Lily Amirpour: minidress blu con fantasia sbarazzina di labbra rosa, stivaletti bassi e le calze scure fino a metà polpaccio…ma che? Della serie: d’ora in avanti si ricorderanno di me. Bocciata.

Cristiana Capotondi - Festival di Roma 2014
Cristiana Capotondi: la sua bellezza semplice e delicata, va sfiorata appena con abiti dai colori tenui o dal taglio semplice perché in caso contrario l’abito dominerebbe troppo su di lei e ne sminuirebbe la grazia. Sul red carpet la sua bellezza misteriosa è stata messa a dura prova da un vestito dal giusto colore ma troppo rigido e con una ballgown decisamente discutibile. Non ci siamo.

Caterina Shulha -Festival di Roma 2014
Caterina Shulha: ok, i tronchetti ce li ha anche lei (un vero must per questo inverno) ma ha sbagliato strada per la palestra.

Benedetta Mia - Festival di Roma 2014
Benedetta Mia: elegante ma senza alcun brio, Mia opta per il bianco assoluto. Della serie : così di sicuro non sbaglio. Promossa con la sufficienza.Dalia Bayazid - Festival di Roma 2014
Dalia Bayazid: Effetti optical e caleidoscopici color giallo e nero per il vestito con dettagli lamé per la magrissima Dalia. Ecco un caso di eleganza ma senza ostentare qualcosa di troppo impegnativo. Ganza la borsetta a forma di flacone Chanel n°5! Mi piace.

Francesco Scianna - Festival di Roma 2014
Francesco Scianna: regolare nell’abbigliamento ma barba e capelli sembrano ribellarsi a tanto ordine. Ci sta (ma solo perché sembra che quest’anno i maschietti sembrano essersi ricordati che senza barba si sentono nudi).

Flavia Vento - Festival di Roma 2014
Flavia Vento: e qui ci si fa domande sui contorti meandri della psiche umana. Perché la giacca nera sull’abito oro a sacchetto? Perché i sandali grigi con plateau nero? E la borsetta nera con petali applicati? Perché quell’acconciatura? Perché nascondere così la propria bellezza? Chi ha vestito l’accompagnatore? E poi scopri che certe domande non hanno risposta…Bocciata.

Nathalie Rapti Gomez - Festival di Roma 2014
Nathalie Rapti Gomez: qui la vediamo in due versioni. Di giorno impeccabile in quel vestito rosso diva. Solo una domanda: va bene che quest’anno i calzini sono di tendenza ma sul red carpet non potevi evitarli? Di sera invece la Gomez ha optato per un long dress nero con inserti ad effetto mesh della casa Pucci. Non sarà tuttavia troppo serioso? Qui nulla da ridire sull’acconciatura e sugli accessori.Sam Claflin - Festival di Roma 2014
Sam Claflin: dal suo stile si legge “Sono britannico” lontano un miglio. Stile internazionale ma sicuramente elegante. C’est bon.

Nicoletta Romanoff - Festival di Roma 2014
Nicoletta Romanoff: questo è il personaggio più cangiante a livello di stile che si sia presentato sul red carpet. Ha sfilato in versione arcobaleno (probabilmente troppo da spiaggia per l’evento), con un abito chiaro, morbido e luminoso (forse ha mortificato un po’ il torace dell’attrice) per poi virare sul little black dress con stivaletti d’ordinanza: un vero choc, dopo l’arcobaleno. Magari ha ragione lei. l’outfit un po’ giovanile con pochette maculata evita la banalità. È un crescendo sorprendente. Promossa per la buona volontà.Yvonne Sciò - Festival di Roma 2014
Yvonne Sciò: indossa un abito fiorato con svolazzamenti con il black &white. Complimenti per la tenda ma andrebbe bene probabilmente per un cocktail o un photocall; per il red carpet ci saremmo aspettate più intraprendenza. Niente da fare.

Rooney Mara - Festival di Roma 2014
Rooney Mara: l’attrice indossa una long skirt e crop top con effetto mesh. Guardandola tuttavia mi viene in mente solo una cosa: che prima di uscire, non sapendo cosa indossare abbia sovrapposto diversi indumenti. Credevi che non me ne sarei accorta eh? A prescindere gli scherzi, con tutta sincerità per quanto mi sforzi di capire questo accostamento non ci riesco. Non mi piace proprio, sorry. Rimandata all’anno prossimo.Alessia Alciati - Festival di Roma 2014
Alessia Alciati: lei ha un abito così corto, ma così corto che non rientra neanche nella categoria dei crop top. Avrà dimenticato di indossare i pantaloni? Bocciata.

Geraldine Chaplin - Festival di Roma 2014
Geraldine Chaplin: grande attrice, grandissima. Peccato che in fatto di stile abbia una idea tutta sua. Forse il vero pugno nell’occhio sono solo le scarpe.Martina Codecasa - Festival di Roma 2014
Martina Codecasa: per lei solo due parole… bonjour tristesse.

Valentina Lodovini - Festival di Roma 2014
Valentina Lodovini: di questa attrice avevo già parlato nella prima parte nella quale ha avuto una promozione e una bocciatura. Questa volta ma ho voluto riproporla perchè merita di essere riconsiderata. Finalmente sul red carpet, dopo qualche incertezza, in Roberto Cavalli torna la femme fatale di sempre.

A prescindere le mie battute più o meno dissacranti e i miei giudizi più o meno cattivi, alla fine di questo articolo vorrei riflettere sull’insegnamento che ci danno ogni anno eventi come questo: scegliere l’outfit adatto a noi, senza commettere errori, non è una cosa tanto semplice. Pertanto se vi apprestate a presentarvi ad un evento importante, fatevi consigliare da un esperto!

Guarda gli abiti delle celebrità presenti nell’articolo precedente!

FONTI DELLE IMMAGINI:
http://www.dilei.it/moda/foto/festival-internazionale-film-roma-2014.html
http://www.myluxury.it/foto/abiti-e-gioielli-al-festival-di-roma-2014_10315_40.html
http://www.elle.it/Showbiz/star-red-carpet-festival-di-roma-2014#4

di Monia De Tommaso

Look al Festival di Roma 2014: promossi e bocciati [Prima parte]

La kermesse è un’occasione per star e celebrity non solo di sfoggiare magnifici look e splendidi gioielli. È un’occasione preziosa per farsi notare e far parlare di sé. Quest’anno, al Festival Internazionale del Film di Roma (dal 16 al 25 ottobre) hanno sfilato numerosi personaggi che hanno sfoggiato vestiti dalle più svariate tonalità e forme. Quale occasione migliore di dare giudizio in fatto di moda?
Non ho saputo resistere alla tentazione di dare la mia opinione sugli outfit che sono stati indossati sul red carpet quindi leggerete di vip promossi e bocciati.

Ma passiamo alla gallery per ammirare molti look visti sul red carpet!

Milena Miconi - Festival di Roma 2014
Milena Miconi: il total black e il modello a sirena con scollatura tonda la fa diva di altri tempi. Riguardo le spalline cadenti ci ho riflettuto parecchio su…sono affascinanti ma non so se dire lo stesso di quella bretellina (di reggiseno?) che spunta dal vestito rovinando la magia. Tuttavia è un piccolo neo sul quale si può sorvolare. Promossa!

Elisa Sednaoui - Festival di Roma 2014
Elisa Sednaoui: la star indossa un long dress bianco firmato Valentino Haute Couture, il che è una garanzia di per sé. Tuttavia l’abito ha una scollatura audace (un trend dell’autunno) che non dona a tutte. Ad Elisa va che è un amore. Promossi anche i lunghi capelli che poggiano sull’incrocio del suo abito bianco.

Pasqualina Sanna - Festival di Roma 2014
Pasqualina Sanna: giovanile la trovata della showgirl di indossare un minidress arricchito da paillettes e con scollatura a cuore. Per me è ok…dovete solo ricordarmi perché è lì e poi siamo a cavallo.

Anna Bonaiuto - Festival di Roma 2014
Anna Bonaiuto: gioca sulla sobrietà. Senza eccedere propone uno stile studiato su sovrapposizioni e morbidezza. Perfetta la scelta degli accessori e dei gioielli.

Clive Owen - Festival di Roma 2014
Clive Owen: a mio dire è assolutamente impeccabile. Sì all’idea di un vestito non nero, non lucido e senza cravatta o farfalle che avrebbe reso troppo impegnativo l’outfit. In fin dei conti non siamo alla notte degli Oscar. Anche l’accostamento di un solo elemento in velluto (la giacca) e di un colore diverso dall’altro elemento (il pantalone) è stato, a mio dire, una scelta azzeccata. E bravo Clive! Elegante, con gusto e senza esagerare!Richard Gere - Festival di Roma 2014
Richard Gere: la classe non è acqua, ma è Richard Gere. La sua eleganza e naturalezza lo rende adeguato in qualsiasi evento.

“Ma quante promozioni!” starete pensando…keep calm ragazze, passiamo a qualche bocciatura altrimenti mi scambierete per una troppo buona!Valeria Marini - Festival di Roma 2014
Valeria Marini: i suoi vestiti sembrano tutti uguali. Premesso questo, se ve ne piace uno allora vi piacciono tutti. Se ne odiate uno li odiate tutti. In questo caso, solito long dress da bagaglino, ma impreziosito da Swarovski; secondo il mio modesto parere è un pochino eccessivo. Peccato perché l’innegabile allegria e leggerezza della showgirl sono a mio dire il suo punto forte. Ma visto che qui devo dare un giudizio sul vestito…mi spiace ma secondo me è da bocciare.

Patrizia Pellegrino - Festival di Roma 2014
Patrizia Pellegrino: come scritto per la Marini, in fatto di outfit la Pellegrino o si ama o si odia. La sua intraprendenza e quel certo menefreghismo ispira simpatia ma in fatto di outfit è bocciata. Valeria Marini, cercherò di procedere per par condicio e con coerenza.

Elena Russo - Festival di Roma 2014
Elena Russo: qui gli elementi ci sono tutti. Tronchetti e giubbotto in pelle neri abbinati ad un vestito color blu elettrico: tutti elementi e accostamenti trend di quest’anno. C’è solo un piccolo e fatale errore: il modello scelto del vestito non aiuta a rendere proporzionata la figura. Peccato, bocciata.

Valentina Lodovini - Festival di Roma 2014
Valentina Lodovini: che dire di questo long dress mono spalla, dalle linee morbide e con dettaglio silver sul fianco? Perfetto. Buona anche l’idea di non mettere un colore troppo vistoso sulle labbra visto quanto domina il vestito. Due pollici in su. Un po’ meno felice però è la trovata di vestire un outfit dal taglio maschile, con camicia smodatamente aperta, cravatta annodata larga e rossetto scuro, forse con l’intento di sembrare più artista e creativa. Dei due pollici ne devo abbassare uno.

Michela Capitoni - Festival di Roma 2014
Michela Capitoni: lungo abito Santangelo di colore blu con scollatura totale. Andrebbe bene se solo non somigliasse ad una tenda.

Saskia Rosendahl - Festival di Roma 2014
Saskia Rosendahl: che dire? Salviamo giusto gli ankle boots, in questa stagione indispensabili.

Sofia Bruscoli e Marcelo Fuentes - Festival di Roma 2014
Sofia Bruscoli e Marcelo Fuentes: bella e giovane coppia. Peccato che quel crop top sul red carpet c’azzecca come una coscia di pollo inzuppata nel cappuccino.Sveva Alviti - Festival di Roma 2014
Sveva Alviti: lei invece azzecca tutto, dalla scollatura al colore. Promossa a pieni voti.

Tiziana Rocca - Festival di Roma 2014
Tiziana Rocca: l’outfit è audace, con tubino nero, e gli ankle boots ci stanno. E poi? C’è che poi è prevalso il desiderio di far parlare di sé, anche male, purché se ne parli. Complimenti per quel berretto bianco fuori luogo e per la bocciatura.

Eleonora Daniele - Festival di Roma 2014
Eleonora Daniele: la conduttrice veste gli inflazionati stivaletti e il tubino in pelle, scelta alquanto aggressiva ma passabile se solo i capelli fossero stati acconciati in modo più impegnativo.

Zahra Hindi - Festival di Roma 2014
Zahra Hindi: ovvero quando una sbaglia tutto, dal vestito ai capelli.

Benicio Del Toro - Festival di Roma 2014
Benicio Del Toro: giacca, gilet, cravatta. Non gli manca nulla.

Elisabetta Pellini - Festival di Roma 2014
Elisabetta Pellini: vestita Laura Biagiotti indossa il rosa, uno dei colori più trendy della stagione. Mi fa simpatia come me ne farebbe un jelly bear.Alexandra Dinu - Festival di Roma 2014
Alexandra Dinu: fresca in bianco, Alexandra ha scelto una semplice coda morbida e accessori dorati. Dall’aria anni ’60 per me è promossa.Laura e Silvia Squizzato - Festival di Roma 2014
Laura e Silvia Squizzato: i loro abiti sono minimali nelle linee. Un po’ troppo indeciso il colore sacco ma nell’insieme sono gradevoli. La nota stonante? Le borse troppo grandi. Magari una pochette avrebbe fatto più effetto, in questa circostanza.

Romina Mondello - Festival di Roma 2014
Romina Mondello: c’è chi si è coperta troppo poco e c’è chi si è coperta troppo. Ecco, lei rientra nel secondo caso. Mi piacerebbe scoprire il perché della sua scelta discutibile. Annalisa De Simone - Festival di Roma 2014
Annalisa De Simone: ha optato per uno stile orientaleggiante. Gli accessori a mio avviso sono ok, così come l’acconciatura. Il vestito, a prescindere il colore indeciso di sfondo, ha la molla sotto il seno che a mio avviso ne sminuisce l’importanza.

Hai ancora sete di “in” e “out”? Potrai leggere il giudizio sull’outfit di altri vip nella seconda puntata!

FONTI DELLE IMMAGINI:
http://www.dilei.it/moda/foto/festival-internazionale-film-roma-2014.html
http://www.myluxury.it/foto/abiti-e-gioielli-al-festival-di-roma-2014_10315_40.html
http://www.elle.it/Showbiz/star-red-carpet-festival-di-roma-2014#4

di Monia De Tommaso

Addio allo stilista Oscar de la Renta

Oscar de la Renta

Oscar de la Renta, il designer dominicano che ha passato più di cinquant’anni a vestire first ladies e celebrità di Hollywood, è morto all’età di 82 anni dopo aver combattuto una lunga battaglia contro il cancro (diagnosticato nel 2006).

Nato a Santo Domingo nel 1932 e cittadino americano dal 1969, Oscar era il più giovane di sette figli: studiò arte a Madrid, ma fu l’incontro con Cristóbal Balenciaga che gli permise di studiare da vicino la moda apprendendo le tecniche, imparando a conoscere i tessuti e toccando vestiti. Successivamente lasciò la Spagna per lavorare a Parigi da Christian Dior, prima di essere scelto come assistente da Antonio del Castillo, stilista di Lanvin. L’esperienza europea si chiuse nel 1963, quando De La Renta tornò negli Stati Uniti per dare vita al suo omonimo brand.

Diventato famoso per aver vestito una first lady, niente meno che Jackie Kennedy, agli inizi degli anni ’60, si è poi trasformato in un punto di riferimento per diverse altre first ladies. Negli anni ’80 è stato il turno di Nancy Reagan e successivamente ha disegnato gli abiti di Hillary Clinton e Laura Bush per il giorno dell’inaugurazione delle presidenze di Bill Clinton e George W. Bush. Solo un mese fa anche Amal Alamuddin ha scelto un de la Renta per il suo abito da sposa per diventare la moglie di George Clooney.

Oscar de la Renta e Penelope Cruz

De la Renta, divenuto noto al grande pubblico per le ripetute citazioni nel popolare telefilm Sex and The City, è stato il primo designer americano a raggiungere il vertice di una maison francese: top designer per Balmain (dal 1993 al 2002) e deus ex machina del suo marchio omonimo, sono moltissimi gli abiti da sposa e quelli da red carpet realizzati per le star di tutto il mondo, da Kate Moss a Penelope Cruz.

Lo stilista si è spento circondato dai suoi cari nella sua casa, in Connecticut. Lo ha reso noto Eliza Reed Bolen, executive della casa di moda da lui fondata e figlia della sua seconda moglie: “I nostri cuori si spezzano al pensiero di vivere senza Oscar, lui è ancora qui con noi. Il suo lavoro duro, la sua intelligenza e il suo amore per la vita sono il cuore della nostra azienda” recita la nota. “Tutto quello che abbiamo realizzato e tutto quello che ancora faremo sono basati sui suoi valori e sulla sua ispirazione. Noi andremo avanti seguendo l’esempio di Oscar. Lo renderemo molto orgoglioso di noi continuando il lavoro che lui amava così tanto”.

FONTI DELLE IMMAGINI:
http://www.nbcnews.com/news/us-news/legendary-fashion-designer-oscar-de-la-renta-dies-82-n230261
http://www.stylosophy.it/foto/oscar-de-la-renta-i-look-e-il-suo-stile_18901.html

di Monia De Tommaso

Oscar Wilde e Emmanuel Moire: contemporaneità nell’800 e antichità negli anni 2000

La moda è dentro di noi e ovunque intorno a noi. Ci sono film in costume meravigliosi, altri che si ispirano a mode passate ma le rivisitano con eccentricità e fantasia, altri che commettono piccoli errori iconografici pur facendo scelte costumistiche accattivanti.

Questa sezione conterrà video musicali, curiosità sui costumi dei film, aforismi riguardo la moda femminile.

Sentiti libero/a di lasciare un segno del tuo passaggio: commenta ciò che ti ha colpito o suggerisci nuovi elementi perchè possano nascere nuovi spunti di riflessione in merito all’argomento.

You’re welcome!

Ma passiamo oltre: apro questa rubrica con due elementi interessanti; un aforisma illuminante per cominciare col piede giusto.

O si è un’opera d’arte o la si indossa“. (Oscar Wilde)

Foto di Oscar Wilde siede su una poltrona con il viso poggiato su una mano mentre nell'altra tiene un libroTi lascio con questo stimolante invito: dai un’occhiata a questi fantastici costumi settecenteschi sulle note di Emmanuel Moire – Mon essentiel. Buona visione e buon divertimento.

di Monia De Tommaso